Tagli fino al 25%

Smart working, Google pagherà di meno chi lavora «fuori città»

Un calcolatore per stimare l’impatto del lavoro da remoto sulla busta paga: la riduzione può arrivare al 25% per chi lavora in aree lontane dai grandi centri

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2' di lettura

Lavorare da casa ma con un taglio allo stipendio che può arrivare fino a un quarto: potrebbe essere il destino dei dipendenti di Google che decideranno di non tornare in ufficio nella ripresa post-pandemia da coronavirus e di mantenere la propria abitazione come luogo di lavoro. La società di Mountain View, 135mila dipendenti, ha messo a punto una piattaforma per calcolare la retribuzione per il lavoro a distanza: lo strumento si chiama “Work location tool” e basa la retribuzione sul costo della vita nei luoghi e al mercato del lavoro locale.

Slitta il rientro in ufficio

Un’iniziativa che già altre società della Silicon Valley hanno messo in pratica: Facebook e Twitter pagano stipendi più bassi ai propri dipendenti che hanno deciso di lavorare da aree dove è più basso il costo della vita. Nel frattempo, però, le preoccupazioni legate al diffondersi della variante Delta fanno slittare il rientro al lavoro in ufficio: dopo Google, Amazon e Twitter, anche Facebook ha rimandato al gennaio 2022 la riapertura dei propri spazi lavorativi.

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La simulazione

L’agenzia Reuters ha visionato alcuni risultati del calcolatore di Google. I tagli di salario colpiscono i pendolari che vivono lontanto dai grandi centri. Un esempio: un impiegato che vive a Stamford (Connecticut), a circa un’ora di treno da New York, verrebbe pagato il 15% in meno se decidesse di lavorare da casa, mentre un suo collega con residenza nella Grande Mela non subirebbe tagli alla retribuzione. Ma in altri casi la busta paga potrebbe ridursi comunque di un quarto (-25%) se si lascia una città come san Francisco per spostarsi in un’altra area quasi altrettanto costosa dello stesso Stato.

Google: da sempre stipendi in base all’area da cui si lavora

«Con il nuovo posto di lavoro ibrido, più dipendenti stanno valutando dove vivono e come lavorano. Per fornire alle persone le informazioni di cui hanno bisogno per esplorare le loro opzioni, abbiamo creato uno strumento che consentirà a tutti i dipendenti di richiedere di trasferirsi in una nuova posto per lavorare a distanza» aveva spiegato a giugno una portavoce di Google non specificando però nulla sull’impatto per le buste paga. La società (182 miliardi di dollari di fatturato, utile di 40,2 miliardi nel 2020), commentando le indiscrezioni sugli effetti del suo calcolatore per gli stipendi di chi lavora a distanza, ha poi sottolineato: «I nostri pacchetti retributivi sono sempre stati determinati dalla posizione e paghiamo sempre nelle fasce superiore del mercato locale in base a dove lavora un dipendente».

Il risparmio con lo smart working

Google prevede che nel modello di lavoro post-pandemia il 60% dei suoi dipendenti si riunirà negli uffici solo pochi giorni alla settimana, il 20% sarà in nuovi spazi e il restante 20% dovrebbe lavorare da casa. Durante il primo trimestre del 2021, secondo i dati resi noti da Alphabet (holding che controlla la società di Mountain view), l’utilizzo del lavoro da remoto ha permesso a Google di risparmiare 268 milioni di dollari. Oltre 1 miliardo di dollari su base annua grazie a meno viaggi, spostamenti dei dipendenti e attività per fiere e manifestazioni.

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