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Google Translate: le reti neurali possono migliorare le traduzioni? 

di L.Tre.


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1' di lettura


Qualcosa è cambiato dentro Google Traduttore, il servizio gratuito di traduzioni del colosso di Mountain View. Le frasi che traduce dall'inglese all'italiano ora usano la traduzione automatica mediante reti neurali.
Questa tecnologia, secondo Google, dà risultati decisamente migliori rispetto al precedente sistema, basato su sequenze di frasi, perché permette di tradurre intere frasi anziché una parte per volta. Il tutto funziona grazie al machine learning, o apprendimento automatico, che è descritto sul nostro blog dedicato alla ricerca. Il risultato sono traduzioni generalmente più precise e più vicine al linguaggio di un madrelingua, specialmente quando traduciamo una frase intera.

Cosa cambia? Google Neural Machine Translation system (GNMT) non analizza parola per parola ma tutta la frase all’interno del suo contesto. Questo consente di comprendere meglio la punteggiature, gli incisi e le subordinate perché le riporta al senso della frase a cui appartengono. Dopo una prova sommaria, con frasi complesse tratte da libri, si capisce che il sistema è ancora “giovane”. Le reti neurali devono apprendere e imparare dai propri errori. Proprio per questo conteranno moltissimo le segnalazioni degli utenti.

Come si usa. Le nuove traduzioni sono disponibili nella maggior parte dei paesi in cui è presente Google Traduttore: nelle app per iOS e Android, all'indirizzo translate.google.it e tramite la Ricerca Google. Presto saranno anche disponibili per le traduzioni automatiche delle pagine in Chrome.
L'italiano si aggiunge a una serie di altre lingue che sono passate alla traduzione neurale.

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