Sostenibilità

Gori, nel 2020 meno perdite (-5,87%) e più investimenti

di Vera Viola

4' di lettura

Si scrive “ Idrability” – fusione della parola greca acqua e della parola inglese “ability” – si legge bilancio di sostenibilità. Se ne è dotata Gori, la società di gestione del ciclo integrato delle acque di 74 Comuni campani, ed è stato certificato da un ente terzo.

Eliminati dal Sarno gli scarichi di 150mila abitanti, aperto il dialogo con le popolazioni e con l’industria conserviera, ridotte le perdite idriche del 5,87%, abbattuta la produzione dei fanghi del 50%: sono alcune delle partite più importanti del bilancio legate a investimenti pro capite cresciuti dai 25,8 del 2018 ai 42,45 del 2020 (si pensi che dal Lazio in su gli investimenti medi sono di 60 euro pro capite mentre il Sud tocca il minimo di 26). «Il bilancio di sostenibilità nasce dalla volontà di raccontare e rendicontare, tutte le azioni orientate a migliorare le condizioni generali del nostro territorio e creare valore condiviso. Esse rappresentano la chiave attraverso cui Gori entra all’interno della comunità», dice l’ad Vittorio Cuciniello.

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Per il suo impegno in questo senso, Gori ha recentemente ricevuto il premio “Top Utility” 2021 nella categoria Sud, affermandosi come miglior utility del Meridione, nell’ambito dello studio su “Le performance delle utility italiane - Analisi delle cento maggiori aziende dell'energia, dell'acqua, del gas e dei rifiuti”, promosso da Althesy.

Nel quadro di un Sud che nella gestione delle acque registra uno dei più gravi divari rispetto al Centro Nord–con perdite idriche superiori al 50% e investimenti pro capite bassi – la volontà di Gori di misurare l’impatto sull’ambiente delle proprie attività è di per sè apprezzabile. Gori è una delle società di maggiori dimensioni tra quelle che operano nel Mezzogiorno, con capitale misto ma prevalentemente pubblico, la cui maggioranza (51%) è detenuta dall'Ente d'Ambito (consorzio obbligatorio dei 76 comuni), con la partecipazione di Sarnese Vesuviano Srl (il cui 99,3% è detenuto da Acea).

Disinquinamento del Sarno

Primo e importante capitolo della Idrability è quello dedicato al risanamento del Sarno, uno dei fiumi più inquinati d’Europa che, insieme ai suoi affluenti, abbraccia un’area di 500 chilometri quadrati con una popolazione di circa 850.000 abitanti. Gori – si legge nel bilancio di sostenibilità – è stata individuata come soggetto attuatore di un programma di opere finanziato dalla Regione Campania per circa 167 milioni. Tale intervento si è concretizzato per ora nella messa in esercizio dei primi rami dei collettori “sub1” e “sub 2” che hanno permesso di eliminare gli scarichi in ambiente di oltre 150.000 abitanti equivalenti, cioè dell'inquinamento prodotto sia dai residenti sia dagli insediamenti industriali. Sono previsti interventi per l’attivazione di ulteriori tratti di rete fognaria che allacceranno alla depurazione anche i comuni di Ottaviano e Poggiomarino. Il piano prevede numerosi altri interventi.«Naturalmente – si sottolinea nel documento – al fine di rendere operative le infrastrutture realizzate, è necessario che i cittadini regolarizzino la propria posizione, espletando le procedure di allacciamento della propria utenza alla rete fognaria: un passaggio fondamentale per scongiurare qualsiasi criticità igienico-sanitaria e garantire il corretto collettamento dei reflui all'impianto di depurazione». Avere fogne e depuratori e non utilizzarli è un paradosso non più accettabile. È necessario anche far presente che l’inquinamento del Sarno è problema molto grave e di vecchia data e ancora tanto grave da richiedere sforzi molto più ingenti e sopratutto risolutivi.

Dialogo con le comunità locali

Gori ha avviato il progetto “Energie per il Sarno”, al fine di gettare le basi per un dialogo permanente con le amministrazioni comunali. Lo scopo dell’ iniziativa, a cui hanno aderito 33 sindaci, è acquisire, attraverso l’ascolto, le istanze dei protagonisti delle comunità, coinvolgendoli. Un percorso già avviato nel 2019 con informazione e sensibilizzazione su alcuni temi. Tra questi il progetto “Plastic Free”, per la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso, e la campagna di comunicazione “Un click per il Sarno”, che invita gli utenti ad aderire al servizio “Bolletta Web”. La valle del Sarno è sede di numerose fabbriche di conserve vegetali, specializzate soprattutto nella lavorazione dei pomodori. Gori ha avviato un dialogo anche con l’Associazione di categoria, l’Anicav, al fine di migliorare l’efficacia dei processi di depurazione senza pregiudicare gli aspetti produttivi.

Dispersione idrica

Una delle sfide più urgenti da affrontare per i gestori del servizio idrico sull’intero territorio nazionale. Ciò è ancor più vero per Gori. Le perdite hanno avuto una riduzione percentuale del 5,87%, superiore all’obiettivo fissato da Arera (pari al 5% per il 2020). Ciò è avvenuto anche grazie al Gis, il sistema di digitalizzazione delle reti di distribuzione e raccolta delle acque, gli impianti a servizio di captazione e distribuzione (sorgenti, pozzi, serbatoi, impianti di sollevamento idrico, partitori) e gli impianti di raccolta e trattamento (sollevamento fognario, depurazione, manufatti di sfioro).

Risparmio energetico

Nel 2020 è stato realizzata una riduzione di 6.297.373 di kWh corrispondenti a 2.728.022 kg di CO2 non emessa in atmosfera.

La depurazione

Nel 2018 Gori garantiva il servizio di depurazione per 500.000 abitanti (equivalenti), attraverso 7 impianti di Penisola Sorrentina, Capri e di una parte del Bacino del Sarno. A seguito di un accordo con Regione Campania ed Ente Idrico Campano, dal 2019 sono serviti 2.500.000 abitanti. I nuovi programmi di investimento nella depurazione puntano a efficienza energetica, digitalizzazione e gestione fanghi. Quest’ultimo punto prevede un investimento di 9 milioni, partito nel 2020, che permetterà di abbattere la produzione di fango del 50%.

Bandiere blu

Anacapri, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Sorrento e, per la seconda volta, anche Vico Equense: sono i comuni costieri gestiti da GORI che nel 2021 hanno conseguito la Bandiera Blu. Un risultato degli interventi di efficientamento del sistema di depurazione. Ma ancora troppo poco rispetto all’intero golfo da risanare. Oltre all'impegno per il bacino idrografico del fiume Sarno, al fine di contribuire al recupero della balneabilità nell'intero Golfo di Napoli, sono in corso alcune opere di importanza strategica per 41,7 milioni.

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