Capitali Ue 2025

Gorizia e Nova Gorica, il collante è la cultura

Evento simbolo

di Valeria Zanetti

2' di lettura

Due città divise nel Secondo Dopoguerra e che ora tornano a valorizzare la loro comune identità. Gorizia e Nova Gorica saranno insieme “Capitale europea della cultura 2025”.

Un risultato storico dopo decenni di separazione, raggiunto grazie all’impegno congiunto dei sindaci italiano e sloveno, Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavic, che in questo modo hanno anche posto l’accento sulle potenzialità di un territorio capace di rappresentare lo spirito dell’Europa unita. «Si tratta di una grande opportunità anche per l’intero Friuli Venezia Giulia, i suoi abitanti e le sue imprese – afferma infatti Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico – che ci permette di ribadire la dimensione geo-economica dell’area». Il progetto valorizza il contesto transfrontaliero, all’incrocio delle direttrici Nord-Sud e Est-Ovest, che connettono Stati già membri della Ue e altri che aspirano ad entrare nell'Unione. «Raggiunto questo traguardo, potremmo rendere la zona più competitiva, aumentarne la visibilità e i flussi turistici. Confindustria Alto Adriatico è pronta a partecipare alla predisposizione del programma delle celebrazioni e all’organizzazione di iniziative ed eventi che promuovano la cultura d’impresa e l’osmosi fra cultura e mondo produttivo», conclude.

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Il presidente della Regione, il leghista Massimiliano Fedriga, parla di «un trionfo meritato per le città di Gorizia e Nova Gorica, oltre che per l’intero territorio, che – scommette - non mancherà di trarre beneficio e crescita da questa opportunità». Il consigliere regionale Pd, Diego Moretti, chiede che all’obiettivo raggiunto facciano seguito «politiche di apertura vere e non strumentali» da parte del Governo regionale. Anche la presidente del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano del Friuli Venezia Giulia, Tiziana Sandrinelli, esprime soddisfazione. «Le due città, divise un tempo da un confine concreto, trovano un’ulteriore occasione per mostrare la loro vicinanza culturale», commenta. Con questa vittoria il territorio avrà un’occasione unica per «valorizzare il suo essere mix di storia, arte e tradizioni italiane, austroungariche, slovene, che si sono intrecciate nei secoli e che ora rappresentano il denominatore comune per promuovere nuove occasioni di dialogo ed inclusività», conclude.

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