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Governo, dalla benzina all’Rc auto: stangata per gli automobilisti

Da dicembre scende lo sconto sul carburante. Le associazioni dei consumatori: con le nuove regole rischio premi quadruplicati per 2 milioni di utenti

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4' di lettura

Assicurazione, carburanti e multe. I prossimi mesi potrebbero riservare cattive sorprese per gli utenti della strada. Da una parte c’è il rischio, denunciato dalle associazioni dei consumatori, per due milioni di assicurati di ritovarsi dal 1° gennaio con polizze quadruplicate per effetto della norma contenuta nella legge sulla Concorrenza che obbliga le imprese estere operanti in Italia ad adottare la procedura di risarcimento diretto. Dall’altro la riduzione certa dal 1° dicembre dello sconto su benzina, gasolio (da 0,25 per litro a 0,15) e gpl (da 0,085 per kg a 0,051) decisa dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Quanto, invece, all’aggiornamento al rialzo degli importi delle multe stradali che scatterebbe con il nuovo anno in base all’automatismo previsto dal Codice della strada il governo ha annunciato che interverrà per evitare aumenti.

Dal 1° dicembre ridotti gli sconti sul carburante

Il governo ha deciso di ridurre dal 1° dicembre lo sconto sulla benzina e il gasolio da 0,25 euro per litro a 0,15, mentre per il gpl da 0,085 per kg a 0,051. Si passa così dall’attuale taglio di 25 centesimi che, comprensivo di Iva, equivaleva a uno sconto al distributore di 30,5 centesimi, a un taglio di 15 centesimi che con l’Iva si tradurrà in 18,3 centesimi in meno.

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Stop all’adeguamento delle multe

Verrà invece bloccato dall’esecutivo l’automatismo previsto dal Codice della strada che dal 1° gennaio 2023 farebbe scattare un aggiornamento al rialzo degli importi delle multe stradali. La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie viene infatti aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nei due anni precedenti. Con un aumento degli importi delle sanzioni nell’ordine del +11% - ha calcolato il Codacons - la multa per il divieto di sosta salirebbe a 46 euro da gennaio 2023, con un rincaro di 4 euro; quella per l’uso del cellulare alla guida a 183 euro (+18 euro); la multa per accesso vietato alla Ztl a 92 euro (+9 euro), mentre per il superamento dei limiti di velocità di oltre 60 km/h si raggiungerebbero i 938 euro (con un incremento di 93 euro rispetto agli attuali 845 euro).

Rc auto: il rischio di premi quadruplicati

Dal 1° gennaio entrerà in vigore la norma prevista dalla legge sulla Concorrenza che obbliga le imprese con sede legale in altri Stati membri ma operanti in Italia ad adottare la procedura di risarcimento diretto (fatto dall’assicurazione di chi ha subito l’incidente che poi riceverà il rimborso dall’assicurazione di chi lo ha causato). Una «norma ingiusta, altamente iniqua e fortemente inflattiva» è l’allarme lanciato da Assoutenti e Movimento consumatori: la novità comporta il rischio per due milioni di assicurati, di cui una buona parte collocati nel sud Italia e nelle grandi aree urbane, e numerosi titolari di assicurazioni per ciclomotori, di vedersi quadruplicati i premi delle polizze Rc auto.

«Il risarcimento diretto fa acqua da tutte le parti - sottolineano Furio Truzzi (presidente Assoutenti) e Alessandro Mostaccio (segretario generale del Movimento Consumatori) -, una misura che doveva favorire gli assicurati ma si è trasformata in un ginepraio di vessazioni che ha alterato profondamente la struttura del mercato assicurativo, minando il patto di fiducia tra assicurazioni e assicurati. Il sistema del forfait tra compagnie va profondamente rivisto e va ripristinato un minimo principio di concorrenza: non devono essere le imprese estere sottoposte all’obbligo di adottare una procedura come il risarcimento diretto ritenuta facoltativa dalla Corte costituzionale tre lustri fa, ma si deve rendere tale procedura facoltativa per tutte le assicurazioni e per tutti gli assicurati».

L’effetto del meccanismo Card sulle due ruote

Dei rischi per gli utenti dall’estensione del meccanismo Card (Convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto) alle imprese assicurative operanti in Italia con sede legale in altri Paesi europei aveva già parlato Confindustria Ancma, l’associazione nazionale ciclo motociclo e accessori. Il risarcimento diretto Card, introdotto nel 2007, prevede che il conducente che subisca un incidente venga risarcito dalla propria assicurazione: quest’ultima riceverà successivamente un rimborso forfettario dall’assicurazione del conducente che ha causato l’incidente. Un meccanismo che ha generato negli anni «effetti positivi sui premi assicurativi e, soprattutto, sui tempi del risarcimento nel settore auto». Tuttavia, come evidenziato da uno studio commissionato da Ancma all’Università Luiss e dell’andamento del mercato assicurativo, la convenzione Card «genera effetti distorsivi sulle polizze per le due ruote, perché la rigidità del meccanismo di rimborso a forfait non si adatta agli incidenti motociclistici, che presentano, tra l’altro, anche un elevato tasso di danni alla persona».

Il giudizio dell’Ivass

L’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) aveva espresso da parte sua un giudizio positivo sull’estensione della Card alle imprese estere («un aspetto importante sia per un effettivo level playing field per tutte le imprese operanti in Italia, sia per salvaguardare i benefici acquisiti dalla Card a favore dei consumatori») ma aveva sottolineato come il sistema del risarcimento diretto «col meccanismo dei forfait, presenta aspetti critici, sia per gli incentivi impliciti che determina nei sinistri di importo sotto il forfait, sia in presenza di sinistri tra veicoli di tipologie diverse».

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