la crisi d'agosto

Zingaretti: governo forte o meglio votare. Di Maio: decide il Colle

Per il segretario dem Nicola Zingaretti «o nel corso delle consultazioni si verificano le condizioni per un governo forte e di rinnovamento anche nei contenuti o è meglio il voto». Ieri il M5S ha chiuso definitivamente la porta alla riconciliazione con Matteo Salvini, nonostante il suo tentativo di ricucire con gli alleati con un appello in diretta Facebook perché si ritorni al «tavolo e si lavori».


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Il ministro della Giustizia Adriano Bonafede (Ansa)

3' di lettura

«Ho visto che alcuni stanno già facendo proposte a mezzo stampa su aperture ad altre forze politiche. Secondo me è profondamente sbagliato. N oi dobbiamo affidarci al presidente della Repubblica e al percorso istituzionale che vorrà delineare». Questo, secondo alcune indiscrezioni, il succo del messaggio del vicepremier Luigi Di Maio ai gruppi parlamentari M5S riuniti in assemblea congiunta alla Camera in vista del discorso del premier Giuseppe Conte domani in Senato.

Di Maio: piena fiducia nel discorso di Conte
«Quello che vi chiedo di condividere oggi - ha proseguito Di Maio dopo aver dato del «disperato» a Salvini «per aver combinato un disastro» - è prima di tutto la piena fiducia nel discorso che farà Giuseppe Conte. Giuseppe non merita di essere trattato come in questi giorni. E neanche di essere accusato di trame segrete. È un uomo di una rettitudine che non ho mai visto in nessuno». «Non vogliamo che aumentino le tasse. Per colpa della Lega ora c'è il rischio che aumenti l'Iva. Faremo di tutto per evitare l'aumento dell'Iva alle famiglie», ha spiegato il capo politico pentastellato rilanciando l'argomento usato da Renzi per chiedere un governo di legislatura Pd-M5S.

«Il taglio parlamentari sia obiettivo di legislatura»
Quanto al taglio dei parlamentari, «deve essere un obiettivo di legislatura . Ma non dobbiamo fermarci, dobbiamo puntare a tagliare anche gli stipendi», ha auspicato Di Maio.Sul punto, il Carroccio ha replicato a strettissimo giro: «Taglio dei parlamentari? La Lega è pronta al voto, il Pd invece no. Incredibile che i 5 Stelle preferiscano Renzi a Salvini, purtroppo la voglia di poltrone è più forte della voglia di cambiare». Poco prima dell'assemblea, Di Maio ha incontrato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, per fare il punto sulla situazione economica italiana ed internazionale, dal rallentamento della Germania ai rischi legati alla Brexit e ai dazi Usa-Cina.

M5S: nessun Governo con Renzi, Boschi e Lotti
Aumenta, dunque, l'attesa per le scelte del premier Giuseppe Conte. Di certo, al momento, c'è che in casa M5S l'ipotesi di un'intesa di Governo con il Pd che coinvolga anche l'ex premier Matteo Renzi e gli ex ministri dem Maria Elena Boschi e Luca Lotti non piace. L'ipotesi di un governo siffatto «è frutto solo delle bufale della Lega e nemmeno gli rispondiamo. Lanciano bufale per nascondere la coltellata data al Paese», ha attaccato Di Maio. «C'è una forza politica in Italia che ha sempre mantenuto la sua coerenza e ferma la bussola sull'interesse dei cittadini, non delle banche né dei comitati d'affare. Il M5S non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi», ha invece chiarito su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che invita anche a non rilanciare «bufale» all'inizio di una settimana decisiva per le sorti della legislatura.

Zingaretti: governo forte o è meglio il voto
Alla vigilia dell'intervento di Conte in Parlamento una nota dell'Ufficio stampa Pd si limita a ricordare che «siamo in presenza di una crisi di governo ancora non parlamentarizzata». Poi definisce «prive di fondamento» le indiscrezioni - riportate oggi da alcuni giornali - su negoziati dem-Cinque stelle in corso sul futuro governo «e addirittura di caduta di tabù per un eventuale Conte bis». Nel pomeriggio il segretario dem Nicola Zingaretti affida il suo pensiero ad un'altro comunicato: «Come abbiamo sempre detto, attendiamo le dichiarazioni di Conte e l'apertura della crisi. A quel punto alla Direzione del 21 riaffermeremo una posizione chiara: o nel corso delle consultazioni si verificano le condizioni per un governo forte e di rinnovamento anche nei contenuti o è meglio il voto».

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Prima mossa a Zingaretti
In attesa degli sviluppi, la linea del Movimento rimane quella indicata da Beppe Grillo dopo la riunione politica con i vertici M5S a Bibbona: sì alle trattive con il Pd per un governo di legislatura (aperto anche a Leu, +Europa e centristi), ma lasciando l'onere della prima mossa al segretario dem Nicola Zingaretti e senza lasciare nessuno spazio a Matteo Renzi.

Da Bibbona il veto grillino su Salvini
Ieri il M5S ha chiuso definitivamente la porta alla riconciliazione con Matteo Salvini, nonostante il suo tentativo di ricucire con gli alleati con un appello in diretta Facebook perché si ritorni al «tavolo e si lavori». «Se qualcuno ha deciso ribaltoni e inciucioni - ha sottolineato il leader della Lega - allora lo dica ad alta voce. Se non c'è un governo la via maestra sono le elezioni. Altrimenti ci si risiede al tavolo e si lavora». Da Bibbon, l'appello è stato però immediatamente bocciato dai vertici del Movimento 5 Stelle , che hanno liquidato il leader leghista come «interlocutore non più credibile» e «inaffidabile».

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