Lavoro

Governo in campo sui 422 licenziamenti via mail alla Gkn

Il ministro del Lavoro, Orlando: i miei uffici hanno contattato i sindacati. La vice ministra del Mise, Todde: collaborare con istituzioni, chi licenzia così non è degno paese civile. Salvini: intervenire

Blocco dei licenziamenti, cosa succede dal primo luglio

3' di lettura

Il governo è sceso in campo dopo l’annuncio dell’avvio delle procedure di licenziamento per 422 addetti alla Gkn di Campi Bisenzio (Fi), con la chiusura della fabbrica di semiassi. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha annunciato di aver sentito il sindaco di Campi Bisenzio; e anche il ministero dello Sviluppo economico sta seguendo la vicenda per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio. L’esecutivo ritiene inaccettabile la comunicazione di un licenziamento a fatto compiuto con una mail. I sindacati premono per un intervento del governo, così come Matteo Salvini, leader della Lega.

Il ministro Orlando: i miei uffici hanno contattato i sindacati

«Ho sentito il sindaco di Campi Bisenzio e i miei uffici hanno contattato i sindacati, il Mise si sta muovendo per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalità che non possono essere accettate e su cui bisogna trovare tutti gli elementi per scongiurarle», è il commento del ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

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Todde (Mise): chi licenzia così non degno paese civile

«Senza voler mettere in discussione il diritto delle aziende alla riorganizzazione e alla ristrutturazione - che é sacrosanto per mantenere l’azienda sana -, ritengo sia un dovere di chiunque faccia impresa nel nostro Paese quello di collaborare lealmente con le Istituzioni, con le parti sociali, con Confindustria, per cercare delle soluzioni ed avere delle relazioni industriali serie ed accettabili», ha affermato su Facebook la viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde. Che ha aggiunto: «L’atteggiamento dell’azienda che mette i lavoratori a conoscenza del fatto compiuto con una email non é degno di un Paese civile».

Salvini, multinazionali e fondi abbiano una coscienza

Reazione anche del leader della Lega, Matteo Salvini: «Rivedere le scelte fatte sul blocco dei licenziamenti selettivo? Penso che prima di tutto anche le multinazionali debbano avere una coscienza. Prima di tutto serve rispetto. Ho già parlato con il ministro dello Sviluppo economico che ha già 100 tavoli di crisi da seguire, ma che comunque si interesserà anche di questa, e conto che anche la Regione Toscana faccia del suo, perché in queste vicende le Regioni hanno un ruolo fondamentale».

Cardinale Betori, trovare soluzione ai 422 licenziamenti

In campo anche la Chiesa. «L’annuncio dei licenziamenti alla Gkn crea una grande preoccupazione per i lavoratori, per le loro famiglie, per l’intera comunità di Campi Bisenzio, e per il territorio fiorentino. Il pensiero e la preghiera del vescovo e della diocesi vanno a chi oggi teme improvvisamente di perdere il proprio posto di lavoro. Oltre ad esprimere la vicinanza, auspico che con l’impegno di tutte le parti interessate e delle istituzioni si possa aprire un dialogo e trovare una soluzione che metta al centro le persone, la dignità del lavoro, il bene comune», ha affermato l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, sui 422.

I sindacati: governo intervenga

Dai sindacati arriva subito la richiesta di un intervento del governo. «Io credo che quello che sta succedendo in alcune aziende, nella Gianetti Ruote e nella Gkn siano cose inaccettabili. Due grandi multinazionali dalla sera alla mattina hanno deciso siccome è finito il blocco dei licenziamenti di chiudere i stabilimenti. Qui non stiamo parlando di aziende al fallimento e che portano il libri al tribunale, qui siamo parlando di imprese che hanno altri stabilimenti in Italia che continuavano a lavorare anche qualche giorno fa. Qui stiamo parlando di delocalizzazione. Vorrebbero andare a produrre da altre parti», ha detto il numero uno della Cgil, Maurizio Landini. Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, e quello della Fim, Roberto Benaglia, hanno aggiunto: «La Cisl considera inaccettabile la chiusura dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio con 422 licenziamenti e chiede al Governo di attivare il tavolo per il rispetto degli accordi del 29 giugno in vista della fine del blocco dei licenziamenti. Il Governo - affermano - deve intervenire attivando subito a Palazzo Chigi il tavolo di monitoraggio sulle crisi aziendali previsto dall’accordo del 29 giugno, richiamando le aziende al rispetto di tutte le procedure a garanzia dell’occupazione, della dignità del lavoro e della persona».


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