SICUREZZA BIS

Governo Conte, sette decreti legge su 16 approvati con almeno un voto di fiducia

L'Aula della Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione del Dl sicurezza bis. Il via libera di Montecitorio è atteso entro il pomeriggio del 25 luglio. Il testo passerà poi al Senato, dove non si esclude che l’esecutivo decida di ricorrere alla stessa soluzione. Il 43,75% dei decreti deliberati dal governo Conte ha avuto bisogno di almeno un voto di fiducia per l’approvazione

di Andrea Carli


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L’aula della Camera vota la questione di fiducia posta dal governo sul dl Sicurezza (foto Ansa)

2' di lettura

Ad oggi sono sette i decreti legge, su 16 approvati dal governo Conte, che hanno ottenuto il via libera con almeno un voto di fiducia. Ma i sette potrebbero diventare presto otto: nel pomeriggio, infatti, l’Aula della Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione del Dl sicurezza bis con 325 voti favorevoli e 248 contrari (4 astenuti). Il via libera di Montecitorio è atteso entro il pomeriggio di domani, 25 luglio.

Una volta incassato il via libera di Montecitorio, il testo dovrà passare all’esame del Senato, per il sì definitivo (scade il 13 agosto). Una volta ottenuto, anche il decreto sicurezza entrerà a far parte del gruppo dei provvedimenti dell’esecutivo M5S-Lega che hanno ottenuto il via libera con almeno un voto di fiducia. Il pacchetto passerà pertanto da sette a otto decreti.

Verso la fiducia al Dl sicurezza anche al Senato
Peraltro anche nel passaggio a Palazzo Madama, considerato che la maggioranza ha appena tre voti di margine, il governo potrebbe decidere di porre ancora una volta la questione di fiducia, “blindando” in questo modo, e in via definitiva, un provvedimento che prevede multe salate per le Ong che violano il divieto di accesso nelle acque territoriale fino all’arresto in flagranza del capitano della nave che non si ferma di fronte allo stop della Guardia di finanza. Ma anche sequestro immediato delle imbarcazioni, che potranno essere vendute o distrutte.

A giugno l’esecutivo è ricorso alla fiducia tre volte
Oltre a difficoltà nella gestione dei lavori parlamentari, rileva l’ultimo monitoraggio mensile effettuato da Agi-openpolis, la contrazione del tempo a disposizione per l’analisi dei provvedimenti ha comportato la necessità, per il governo, del ricorso alla fiducia. A giugno il governo è ricorso alla fiducia ben tre volte. Prima per lo sblocca cantieri, poi per il decreto crescita, sia alla Camera che al Senato. Non si tratta, continua ancora il report, di una prassi inedita: la doppia fiducia era già stata utilizzata per il “primo” decreto sicurezza, mentre per l’approvazione della legge di bilancio, a fine del 2018, sono risultati necessari tre voti di fiducia.

Il 43,7% dei provvedimenti approvato con almeno un voto di fiducia
Il 43,75% dei decreti deliberati dal governo Conte ha avuto bisogno di almeno un voto di fiducia per l’approvazione (percentuale aggiornata al 30 giugno). Complessivamente, per sette decreti, su 16 approvati, è stato necessario almeno un voto di fiducia. Ora, dopo il via libera dell’aula della Camera al sicurezza bis, i decreti potrebbero diventare otto.

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