DAL G7 IN CANADA AL VERTICE UE DI FINE GIUGNO

Governo Conte, venti giorni per definire le prime linee di politica estera

di Andrea Carli


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Dal G7 in Canada al Consiglio europeo di fine giugno, il nuovo esecutivo è chiamato alle prime scelte di politica estera (foto imagoeconomica)

3' di lettura

È una delle grandi incognite del nuovo esecutivo targato M5s - Lega. Da quando la squadra di premier e ministri del governo gialloverde ha giurato analisti, osservatori, ma anche gli altri paesi si chiedono quali saranno le linee di politica estera del “governo del cambiamento”. Se una risposta a questo interrogativo potrà arrivare solo nel medio lungo termine, non è escluso che alcune indicazioni si delineino già a breve, già nei prossimi venti giorni. Il conto alla rovescia è iniziato.

Il premier Conte esordirà al G7 in Canada
Si parte venerdì e sabato, 8 e 9 giugno: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parteciperà alla riunione annuale del G7 che si svolgerà a Charlevoix, in Quebec, presieduta dal premier canadese Justin Trudeau. L’appuntamento costituirà l’esordio del nuovo capo del governo italiano sulla scena internazionale, al fianco dei capi di stato e di governo dei sette grandi: oltre all’Italia, Usa, Germania, Francia, Gran Bretagna, Giappone e Canada. Questa mattina Conte ha incontrato il responsabile della Farnesina Enzo Moavero Milanesi per fare il punto su questo appuntamento. Nei giorni scorsi ha avuto dei colloqui telefonici con il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Braccio di ferro Usa-Europa sui dazi all’acciaio
L’atmosfera si preannuncia calda: in Canada si parlerà dei dazi introdotti in maniera unilaterale dagli Usa su acciaio e alluminio, anche contro l’Unione europea. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha messo in evidenza che la scelta di Donald Trump arreca un danno anche all’industria italiana dell’acciaio. Secondo Federacciai, ogni anno il paese esporta negli Usa prodotti finiti per 653 milioni di euro. L’altra faccia della medaglia dazi è quella delle sanzioni all’Iran, dopo il passo indietro Usa e la posizione espressa dall’Europa a favore di un mantenimento dell’intesa.

A fine mese il consiglio europeo su nuove regole diritto di asilo Ue
L’agenda di politica estera prevede altri due incontri di peso: venti giorno dopo Charlevoix sarà la volta a Bruxelles, il 28 giugno, del consiglio europeo. Sul tavolo ci saranno temi spinosi e di interesse per l’Italia: le nuove regole del bilancio Ue dopo l’uscita della Gran Bretagna, l’unione bancaria, la proposta della presidenza bulgara dell’Ue sulla riforma del regolamento di Dublino che disciplina a livello europeo il diritto d’asilo, le sanzioni alla Russia, la difesa dell’accordo sul nucleare iraniano.

Il braccio di ferro sulle nuove regole del diritto d’asilo Ue
Sul tema migranti l’Italia potrebbe anche far saltare il tavolo, ipotesi quest’ultima delineata dal responsabile del Viminale Matteo Salvini. Oggi Conte ha sentito per telefono l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione Europea Federica Mogherini. I due hanno concordato di tenersi in stretto contatto in vista dei principali appuntamenti internazionali ed europei, a partire dal Consiglio europeo di fine mese. La Russia sarà al centro del summit Nato dell’11 e 12 luglio, dove si parlerà di lotta al terrorismo e di come gestire i rapporti con Mosca. Sempre in luglio, questa volta in Argentina, ci sarà il G20 dei ministri finanziari.

Dialogo con la Francia per controbilanciare la spinta tedesca
Il nuovo responsabile della Farnesina Moavero Milanesi, conosciuto nelle principali cancellerie europee, potrebbe puntare su una collaborazione più stretta con la Francia di Macron per controbilanciare un’Europa a trazione tedesca. Al di là dei diversi interessi sulla Libia, dove Macron punta a ristabilire l’influenza francese nel Fezzan e guarda alle risorse petrolifere e di uranio, ci sono le telefonate che nei giorni scorsi il presidente francese ha fatto al presidente del Consiglio Conte, ancor prima che il governo giallo verde entrasse in carica . In quelle occasioni l’inquilino dell’Eliseo ha messo in evidenza la volontà francese di cooperare con in nuovo esecutivo, in linea con gli «storici legami tra i due paesi». Ma non è escluso che Roma cerchi un dialogo anche con Berlino, nell’ottica di rafforzare le relazioni bilaterali con i due paesi che si sono da tempo candidati alla guida dell’Unione Europea. La partita è aperta. E tutta da giocare.

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