DOPO LA FIDUCIA

Vertice di governo, avanti con rafforzamento maggioranza. Conte sale al Colle, domani tocca al centrodestra

Su scostamento e ristori al momento il governo può contare anche sui voti di Italia Viva e del centrodestra. Ma il successivo lavoro delle commissioni, dove oltre al Recovery deve passare anche la legge elettorale, potrebbe essere sconvolto dal passaggio di Iv all'opposizione

default onloading pic
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula alla Camera (foto Ansa)

Su scostamento e ristori al momento il governo può contare anche sui voti di Italia Viva e del centrodestra. Ma il successivo lavoro delle commissioni, dove oltre al Recovery deve passare anche la legge elettorale, potrebbe essere sconvolto dal passaggio di Iv all'opposizione


4' di lettura

Il giorno dopo l’esame al Senato, superato con i numeri di una maggioranza relativa con l’astensione decisiva di Italia Viva, è anche quello in cui si approntano strategie, in vista degli scenari che si andranno a delineare nei prossimi giorni. Avanti con il percorso di rafforzamento della maggioranza e di scrittura del nuovo patto di legislatura. È quanto avrebbero concordato i capi delegazione e leader dei partiti di governo, nel vertice in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte. Nella riunione, a quanto viene riferito, non si sarebbe indicato un termine per concludere questo processo. Dopo aver fatto il punto con i leader della maggioranza M5s-Pd-Leu, Conte è salito al Quirinale. Si tratta di un incontro interlocutorio con il Presidente della Repubblica, per riferire a Mattarella dopo il passaggio parlamentare con il voto di fiducia.

Nella giornata di giovedì, invece, a salire al Colle saranno i leader dello schieramento di centrodestra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che saranno ricevuti dal capo dello Stato Sergio Mattarella.

Loading...

La partita su scostamento di bilancio e nuovo decreto Ristori

Intanto al Senato e alla Camera mercoledì è stato il giorno dello scostamento di bilancio, necessario per il via libera al nuovo decreto Ristori, mentre la prossima settimana dovrebbe cominciare l'esame del Recovery plan nelle commissioni. Il successivo lavoro delle commissioni, dove oltre al Recovery deve passare anche la legge elettorale, potrebbe essere sconvolto dal passaggio di Iv all'opposizione. Conte si muoverà per ampliare il perimetro della maggioranza a una “quarta gamba” centrista, oltre a Pd, M5s e Leu.

Renzi, Iv pronta a dare mano facendo sentire peso in Aula

«Noi siamo sempre impegnati per l'interesse del Paese e sempre pronti a dare una mano facendo sentire in Aula il peso della nostra presenza», ha chiarito Renzi nella sua newsletter Enews, dopo lo strappo in maggioranza. «In Italia - ha aggiunto - il governo Conte - perdendo Teresa, Elena e Ivan - ha perso anche la maggioranza assoluta al Senato. Chi conosce la politica sa cosa questo significa nell'attività parlamentare e nella credibilità istituzionale. Dopo il Conte 1, dopo il Conte Bis ora siamo al Conte dimezzato. Peccato che il Premier abbia messo la sua paura di perdere Palazzo Chigi davanti alle esigenze e ai bisogni del Paese».

Zingaretti, ieri abbiamo evitato salto nel buio

Superata la prova della fiducia con uno scarto limitato, anche per le forze politiche che sostengono l’esecutivo è il momento delle riflessioni. Sul fronte Pd, che nei giorni che hanno preceduto la prova in parlamento aveva espresso il timore per l’instabilità politica che si sarebbe delineata anche nell’ipotesi in cui fosse giunta la fiducia, è intervenuto il segretario Nicola Zingaretti. «Ieri - ha detto in un intervento a Radio Immagine, la neo emittente dem - abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo». Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera: «C'è assoluta consapevolezza - ha assicurato - di muoverci su questi due fronti».

Bettini, rottura con Renzi troppo profonda

Goffredo Bettini in un intervento a Sky Tg24 ha chiuso all’ipotesi di un dialogo con Matteo Renzi. «Renzi - ha ricordato - dopo aver aperto la crisi, attraverso Rosato ha detto “in due ore si risolve tutto”; lo ha detto dopo, non prima. Ma come? Sei insoddisfatto in modo tale da far cadere il governo e poi con lo stesso governo in due ore risolvi tutto? Non è un modo serio di fare. Io penso che la rottura è stata così profonda che non si può far finta di niente. Addebitare a Conte un vulnus alla democrazia italiana non è superabile». Diverso il discorso per i parlamentari di Iv: «Renzi ha fatto astenere i gruppi perché dentro aveva un malessere e molti di loro non hanno condiviso la crisi aperta da Renzi».

Bellanova, poca cosa i voti raccattati

«I voti presi da Conte? Mi paiono poca cosa. Pensare di aver vinto con 156 voti, alcuni dei quali raccattati con contrattazioni poco qualificabili e tre senatori a vita. Le sorti delle istituzioni mi sembrano poco solide». Così l'ex ministro di Iv Teresa Bellanova a Radio Capital. «Non sento - ha affermato - di essere la responsabile della crisi, sono stata solo responsabile verso il Paese. Quando ho capito di non poter più svolgere il mio lavoro, mi sono dimessa. Sarei rimasta a fare tappezzeria. Fare il ministro porta onori e oneri, quando è diventato solo un onore senza poter incidere ho capito che quello non era più il mio posto». Per l'ex ministro, «Conte si è molto affezionato al suo ruolo e alla sua centralità e ha tolto spazio al ruolo del Parlamento. Basta vedere quanti decreti e quanti Dpcm sono stati fatti. Non ci si può sostituire alle sedi parlamentari».

Von der Leyen, occorre stabilità, con Italia lavoro in corso su piano anticrisi

L’incertezza sulla concreta operatività dell’esecutivo è sotto la lente della Commissione europea. È il momento in cui «è necessaria stabilità e tutti devono unire le forze per superare la pandemia e la crisi economica: siamo in contatto costante con l'Italia e il lavoro sul piano per la ripresa e la resilienza è in corso, è un lavoro che stiamo facendo con tutti i governi per essere sicuri che siano prese seriamente in conto le priorità Ue». Così ha risposto la presidente della Commissione von der Leyen a una domanda sull'Italia dopo il voto di fiducia al governo Conte e sulla sua capacità di definire e attuare il piano di investimenti e riforme adeguato.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti