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Governo, Giovani Imprenditori: niente balletti, serve stabilità

«Siamo stufi tanto dei populismi quanto delle burocrazie», dice il presidente Riccardo Di Stefano

(ANSA)

4' di lettura

«A noi manca la politica vera». «C’è bisogno della Politica, quella con la P maiuscola», chiedono i Giovani imprenditori di Confindustria dal convegno di Rapallo dove hanno invitato i leader di partito. Oggi c’è bisogno, avverte il presidente Riccardo Di Stefano, di «un governo non solo stabile ma in grado di convincere gli investitori internazionali e le agenzie di rating della sua effettiva stabilità. Un governo che, fino al giorno delle elezioni, sia capace di garantire l’assenza di balletti, di do ut des e di concessioni strategiche a questo o a quel partito. Perché in un contesto critico servono risposte nette e puntuali».

Stufi dei populismi quanto delle burocrazie

«Siamo pronti a dare fiducia a chi è disposto a risolvere i problemi. Ovvero a fare politica. Nel senso nobile e autentico del termine. E non altro. Perché, lo ripetiamo, siamo stufi tanto dei populismi quanto delle burocrazie», dice il leader degli industriali under 40 dal tradizionale convegno di giugno dei Giovani Imprenditori a Rapallo, dove sono in agenda gli interventi di leader di partito: Giorgia Meloni e Antonio Tajani oggi; domani Enrico Letta, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Giuseppe Conte. «A noi manca la politica vera, quella che, attraverso il dialogo parlamentare, individui degli obiettivi condivisi e li realizzi con l’azione di governo», sottolinea ancora. «Ci manca la politica che parli dello sviluppo come necessità etica ed esistenziale e non lo valuti esclusivamente con i punti percentuali del Pil».

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Mantenere le promesse

Ai leader politici i Giovani di Confindustria ricordano «le sfide che abbiamo di fronte», evocano un confronto «su quanto detto, lo scorso anno, su questo stesso palco» e guardano all’appuntamento di Rapallo. «Quando torneremo qui, ci saranno state le elezioni politiche. E sarà ancora più interessante ricordare quello che ci siamo detti». Di Stefano avverte: «Attenzione, però: il mio non è un pacato invito a soppesare le parole. No. Semmai è una palese richiesta di mantenere le promesse».

Soluzioni per vera governabilità

«Vogliamo affermare, ancora una volta, l’importanza della partecipazione al voto», sottolinea ancora il presidente dei Giovani di Confindustria che chiedono «a coloro che si propongono di guidare il nostro Paese e che saranno con noi in questi due giorni, di farlo pensando a quel compito come ad una missione in cui coinvolgere i cittadini e far recuperare loro entusiasmo e coscienza civile. E non come ad un piano di comunicazione. Sperando, al tempo stesso, che chi ha intenzione di varare una legge elettorale, se la immagini duratura per i prossimi trent’anni, e non esaurita nello spazio esiguo di una legislatura, se non meno. Ascoltando, infine, chi sarà in grado di introdurre soluzioni per garantire una vera governabilità».

Un riformismo competitivo

L’unico modello in Italia che si è dimostrato stabile, viene evidenziato, è quello dell’elezione dei sindaci. Al momento, non ne vediamo altri». «Vorremmo anche vedere, nei programmi delle forze politiche e nelle azioni che portano avanti al governo o in Parlamento un vero riformismo competitivo», sottolinea ancora Di Stefano. «Significa credere nelle riforme non per costrizione ma per convinzione. E vuol dire smettere di ragionare solo su interventi tampone, concentrandosi, per davvero, su quei processi di cambiamento in grado di rendere il Paese più moderno, più competitivo e più giusto».

Gentiloni: situazione non va letta in chiave catastrofica

Tra alta inflazione e rialzo dei tassi c’è «una condizione che non dobbiamo leggere in una chiave certamente negativa o addirittura catastrofica». Lo sottolinea il commissario europeo Paolo Gentiloni parlando, in videocollegamento, alla platea del convegno dei Giovani Imprenditori. «La realtà è che comunque, in questo momento, continua un livello, sia pur moderato, di crescita. Contemporaneamente la situazione del mercato del lavoro è di contraddizioni enormi, ma certamente non è una situazione catastrofica. Nel senso che abbiamo il più basso livello di disoccupazione da 15 anni a questa parte e abbiamo un livello record, da quando queste statistiche vengono misurate, di job vacancies, di mancanza di manodopera, che è abbastanza diffusa in tanti diversi settori della nostra economia».

Giovannini: procedure Pnrr stanno funzionando molto bene

«Le procedure che abbiamo messo in campo per il Pnrr stanno funzionando, ed anche molto bene», sottolinea il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, parlando alla platea. Il ministro evidenzia l’impegno del Governo sul fronte degli investimenti che ha permesso di evitare che i progetti siano «un libro dei sogni», invece «abbiamo davanti dieci anni di investimenti». Aggiunge ancora che il governo ha fatto «mille decreti attuativi rispetto ai circa 350 dei governi precedenti», e come ciò comporti «maggiore rapidità di connessione» tra decisione politica e effetti concreti. «Questo governo sta rispettando tutte le scadenze europee, tra cui la legge sugli appalti». Alle imprese, il ministro indica quanto «sostenibilità e inclusione diventano i principi con cui chi in futuro dovrà concorrere per gli appalti dovrà misurarsi in modo molto preciso».

Meloni e Tajani, nel 2023 governo scelto da italiani

Nel 2023 Draghi dove lo vorrebbe? «Non lo so, lo deciderà Draghi, io vorrei un governo scelto dagli italiani», spiega la leader di FdI, Giorgia Meloni, intervenendo al convegno dei Giovani Imprenditori. È sulla stessa linea il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. «Finita la stagione dell’unità nazionale arriverà la stagione del presidente del consiglio eletto, cioè scelto dal popolo».

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