ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’andamento dell’epidemia

Governo, ipotesi taglio della quarantena. Ma i medici di famiglia: «Troppo rischioso»

Intanto il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull’andamento del Covid-19 evidenzia ancora una diminuzione dell’incidenza dei casi di Covid-19 in Italia e l’indice di trasmissibilità Rt

Exit strategy Covid, 400 esperti scrivono il piano

2' di lettura

Tra le misure di allentamento sul fronte Covid, un’altra allo studio del governo è la riduzione della quarantena per gli asintomatici, attualmente fissata a 5 giorni. L’idea è di procedere a una semplificazione che consentirebbe di uscire dall’isolamento domiciliare nel quale si trovano oggi 465mila italiani appena il tampone di controllo eseguito in farmacia risulti negativo, senza necessità di contare il numero dei giorni trascorsi dal primo responso positivo. Un accorciamento da 14 a 10 se non a 7 giorni scatterebbe anche per chi, pur non avendo sintomi, non si riesce a negativizzare.

Medici famiglia, rischioso ridurre adesso quarantena

Ma i medici di famiglia frenano. «In questo momento il problema è il numero di contagi che non vengono rilevati, una parte delle positività non sono tracciate, i pazienti fanno i tamponi da sé e non vengono calcolati. In assenza di dati scientifici ridurre la quarantena mi sembra rischioso, soprattutto in un periodo come questo in cui sosteniamo che la mascherina va mantenuta anche per altri motivi - afferma Silvestro Scotti, segretario della Fimmg. - La mia raccomandazione a tutti i cittadini che hanno sintomi di malattie respiratorie è di portarla, perché è l’unico modo di ridurre il contagio». «Si può pensare di ridurre il periodo di isolamento ma la misura va associata a dei dati scientifici e comunque il positivo asintomatico deve indossare la mascherina fino alla negatività», aggiunge.

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Iss, ancora calo incidenza a 283 da 374 e Rt a 0,95 da 1,11

Intanto il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull’andamento del Covid-19 evidenzia ancora una diminuzione dell’incidenza dei casi di Covid-19 in Italia e l’indice di trasmissibilità Rt. L’incidenza settimanale a livello nazionale è pari a 283 casi ogni 100.000 abitanti (28/10/2022 -03/11/2022) contro 374 ogni 100.000 abitanti della settimana precedente. L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,95 (range 0,86-1,10), in diminuzione rispetto alla settimana precedente quando aveva raggiunto il valore di 1,11 e inferiore al valore soglia.

Sale occupazione intensive al 2,4%, calo in area medica

Il tasso di occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva sale al 2,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 novembre) contro il 2,2% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 27 ottobre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende invece al 10,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 novembre) rispetto al 10,8% della settimana precedente (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 27 ottobre). Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull’andamento del Covid-19. I valori restano comunque sotto soglia

4 Regioni sopra soglia per occupazione area medica

Anche se quattro Regioni si collocano questa settimana sopra la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti di area medica da parte dei pazienti Covid. Sono Umbria (33,5%), Valle d’Aosta (20,9%), Friuli Venezia Giulia (17%) e Liguria (15%). In tutte le Regioni e Province autonome il tasso di occupazione delle terapie intensive rimane invece ben al di sotto della soglia di allerta fissata al 10%. I tassi maggiori di occupazione in intensiva si registrano in Umbria (7,1%) e in Molise (5,1%).

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