ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLO SCONTRO SU CONTE E IL RECOVERY

Governo verso la verifica, ma la tensione resta alta

Sul tavolo Recovery e manovra. Operazione rimpasto ad alto rischio

di Barbara Fiammeri

Consiglio Ue "storico", e Conte replica a Renzi: ci confronteremo

3' di lettura

La data ufficiale non è stata ancora decisa. Ma ormai la partita del Recovery Plan, su cui si gioca anche la sopravvivenza o meno del Governo, è cominciata e nelle prossime ore ne vedremo gli sviluppi. Il primo a esserne cosciente è proprio Giuseppe Conte. Il premier si mostra tranquillo. Parlando di clima a Equologica si proietta sul 2021 rilanciando che non si tratta di «slogan» ma di una vera e propria «agenda» e ribadendo la sua volontà «inclusiva».

Verso un confronto tra Conte e i leader della maggioranza

Parole che qualcuno potrebbe interpretare come una ulteriore apertura sia verso i criteri sulla governance del Recovery ma anche (se non soprattutto) sulla disponibilità a rivedere la squadra di Governo. Lo scontro con Matteo Renzi non si risolverà però attraverso qualche concessione sulla cabina di regia o un incontro con i capidelegazione. Stavolta in campo devono esserci direttamente i leader. Ormai è chiaro. Anche perché le insoddisfazioni non sono solo del leader di Italia Viva, il quale a sua volta punge i soci di maggioranza: «Tutti privatamente ci danno ragione e poi in pubblico prendono le distanze».

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La corda è ormai logora

Le parole ultimative sulla proroga via Recovery fund del bonus del 110% da parte del pentastellato Stefano Buffagni, così come l’insoddisfazione del titolare della Salute, Roberto Speranza per le poche risorse destinate alla Sanità nei saldi del Piano messo a punto a Palazzo Chigi, oltre alle perplessità manifestate dal Pd sulla governance del Recovery e su un atteggiamento eccessivamente accentratore del presidente del Consiglio testimoniano che la corda è ormai logora e da un momento all’altro potrebbe spezzarsi.

La scadenza del via libera definitivo alla legge di Bilancio

Il giro di boa è atteso subito dopo il varo della legge di Bilancio, che avverrà l’ultima settimana di dicembre. Entro quella data Conte deve riuscire a recuperare l’unità della sua maggioranza ma soprattutto il rapporto con i suoi soci di Governo. Rinviare stavolta non è possibile. Per evitare di dover lasciare Palazzo Chigi, Conte deve offrire un rimpasto sostanzioso coinvolgendo direttamente i leader (torneranno i vicepremier?).

L’ipotesi di tornare al voto nelle parole del presidente della Camera

Il rischio è alto. Con parole trachant (ma anche inopportune per il ruolo istituzionale che riveste) il presidente della Camera, Roberto Fico, ha detto in un’intervista a Repubblica che dopo questo Governo «l’unica strada possibile sarebbe il voto». La capodelegazione renziana Teresa Bellanova gli ha però ricordato che «le maggioranze si decidono in Parlamento». Una dichiarazione che fa il paio con quanto lo stesso Renzi aveva dichiarato il giorno prima paragonando Conte a Salvini ed evocando così la crisi. La legislatura - è la convinzione dei renziani - non si esaurisce con il Conte II. Lasciando intendere la disponibilità a sostenere un esecutivo con un altro premier.

Zingaretti: «I problemi si affrontano»

Il Pd però non segue Renzi su questa strada. Non al momento, almeno. Anzi, al Nazareno ritengono controproducenti gli ultimatum dell’ex premier. «Dobbiamo tutti avere un comune denominatore della consapevolezza chiara del tempo che stiamo vivendo» avverte Nicola Zingaretti . Il segretario dem evita di contrapporsi al suo predecessore e anche di tirare in ballo il premier ma ricorda a tutti che «i problemi non si narrano, non si cavalcano e non si contemplano ma si affrontano».

Una sola certezza: si apre la verifica

Al momento l’unica certezza è l’apertura della cosiddetta «verifica». Che potrebbe concludersi con la fine del Conte II. Se poi questa si traduca nell’anticamera delle elezioni anticipate o, più probabilmente, nella formazione di un nuovo Governo con ancora Giuseppe Conte o con un altro premier nessuno dei giocatori in campo al momento è in grado di prevederlo.

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