oggi il test al senato

Governo M5S-Lega, ecco che cosa dirà Conte per conquistare la fiducia

di Barbara Fiammeri e Manuela Perrone

Dai viceministri ai vertici delle partecipate, il risiko delle 350 poltrone da assegnare


3' di lettura

Oggi è il giorno di Giuseppe Conte. La prima vera prova del premier, che si è autodefinito «avvocato difensore del popolo italiano» ed è atteso al varco tanto dalla sua maggioranza bicefala quanto da chi, all’esterno, anche oltreconfine, vorrà saggiare il peso specifico del presidente del Consiglio italiano. Il contratto di governo M5S-Lega sarà certamente la traccia fondamentale su cui chiederà la fiducia al Senato e domani alla Camera. Ma tutti si aspettano un segnale che garantisca l’autonomia della sua premiership.

Un’autonomia che dovrà dimostrare già al G7 in Canada venerdì e sabato dove è previsto anche il primo faccia a faccia con Angela Merkel. Che ha subito manifestato al premier italiano la solidarietà della Germania e della Ue per fronteggiare l’emergenza immigrazione e non ha chiuso la porta a interventi per sostenere la crescita. Conte sa bene che questa sua prima uscita potrà rivelarsi decisiva per la costruzione dei rapporti con i partner internazionali. Non a caso ieri si è intrattenuto a lungo a Palazzo Chigi con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, più volte alla guida degli Affari europei in questi anni, per concordare la strategia. E ha sentito telefonicamente anche l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini, in vista del vertice di fine giugno a Bruxelles.

Nel discorso di oggi in Parlamento il premier insisterà sulla necessità di una profonda rivisitazione delle regole Ue, a partire dalla contabilizzazione della spesa per investimenti pubblici produttivi. «L’Europa è la nostra casa nella quale ci presentiamo a testa alta», lo slogan, attraverso il quale si punta a rafforzare la partecipazione dell’Italia ai tavoli internazionali. Dove Conte dovrà farsi interprete dell’interventismo dei suoi azionisti nei confronti dei partner Ue e del dialogo privilegiato con la Russia di Putin.

La maggioranza è blindata e ampia. Anche perché ai 30 voti in più disponibili alla Camera e ai 10 al Senato si dovrebbe aggiungere l’astensione di Fdi che conta su 18 senatori e 32 deputati. Nel suo intervento largo spazio verrà destinato al «cambiamento», in tutte le declinazioni indicate dal contratto di governo, a partire dal rapporto con la Pa, di cui il premier è grande esperto e fautore convinto della lotta all’«ipertrofia normativa» in chiave di semplificazione e deburocratizzazione. Concetti che vanno letti a 360 gradi e quindi anche sul fronte fisco, con la Flat Tax, su cui potrebbe indicare i tempi dell’entrata in vigore per imprese e famiglie, e con il carcere duro per i grandi evasori. Centrale anche il fronte pensioni, con il superamento della Fornero che il suo esecutivo indica tra le priorità. Altro tema è quello della sicurezza e dei migranti.

Conte ribadirà la volontà di superare il Regolamento di Dublino, traducendo in un linguaggio più istituzionale il pressing di Matteo Salvini, uno dei suoi due vicepremier. All’altro, Luigi Di Maio, assicurerà la riforma dei centri per l’impiego e dunque reddito e pensione di cittadinanza che, insieme al salario minimo orario e all’economia circolare, sono le bandiere del M5S. Che Conte agiterà in nome innanzitutto del riconoscimento dei giovani, ritenuti finora orfani di rappresentanza. Inevitabile un passaggio sulla riforma della giustizia e sulla guerra alla corruzione, anche attraverso misure come l’agente provocatore e la revisione del codice appalti.

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