strategia anti-contagi

Coronavirus, governo: possibile un nuovo Dpcm. Verso lo stop a piscine e palestre

Si torna a ragionare sul coprifuoco notturno. Giudicati troppi i 10 giorni necessari per valutare gli effetti sui contagi delle restrizioni introdotte dall’ultimo decreto

di Barbara Fiammeri

Covid: partono controlli, Nas in palestre e piscine

Si torna a ragionare sul coprifuoco notturno. Giudicati troppi i 10 giorni necessari per valutare gli effetti sui contagi delle restrizioni introdotte dall’ultimo decreto


2' di lettura

Per valutare gli effetti sui contagi delle restrizioni introdotte con l’ultimo Dpcm - dalla chiusura alle 24 di bar e ristoranti all’annullamento delle partite di calcetto - servono almeno una decina di giorni: troppi. Lo confermano i provvedimenti assai più restrittivi che nelle ultime ore stanno prendendo le Regioni e i sindaci delle principali città dopo gli alert sulla diffusione del contagio nei loro territori. Per questo nel Governo, oltre alla chiusura di piscine e palestre, si torna a parlare di coprifuoco.

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Sarà coprifuoco?

L’obiettivo è giocare d’anticipo. Evitare che la diffusione non sia più contenibile, introducendo una misura draconiana come il coprifuoco notturno che, oltre ad anticipare la chiusura dei locali, come già previsto dal Dpcm in vigore, vieti gli spostamenti impedendo così gli incontri ravvicinati che avvengono soprattutto tra i giovani e fuori dall’orario di lavoro.

Il fronte Franceschini-Speranza

Una misura che in realtà nel Governo era già stata fortemente sponsorizzata dal capodelegazione del Pd e ministro della Cultura, Dario Franceschini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma contro la quale si era schierato (oltre al leader di Iv Matteo Renzi) anzitutto il premier, Giuseppe Conte, che con la mediazione di Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, ha preferito lasciare alle Regioni (e ai sindaci) la possibilità di inasprire i divieti.

Le ordinanze di sindaci e governatori

Così è stato. Già all’indomani della pubblicazione del decreto presidenti di Regione e sindaci hanno presentato ordinanze con misure assai più severe di quelle previste dal Dpcm. La Lombardia, seguita a ruota dalla Campania, ha deciso per il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino, oltre alla chiusura dei centri commerciali durante il week-end (esclusi alimentari e generi di prima necessità). Saracinesce abbassate il fine-settimana anche in Piemonte mentre a Torino, così come a Genova e Roma, arrivano misure antimovida.

L’intervento del Governo

I Governatori hanno giocato d’anticipo. Ma questo non esclude un intervento su scala nazionale. Anche perché questa seconda ondata, a differenza di quella di febbraio/marzo, non ha colpito solo il Nord ma si diffonde “democraticamente” dalle Alpi alla Sicilia. Allora il Governo, nonostante le proteste di diverse Regioni, decise di puntare su interventi generalizzati.

La strategia dei lockdown mirati

Satavolta invece si è privilegiata la scelta dei minilockdown mirati, come appunto quelli in Lombardia e Campania. Che però potrebbe rivelarsi insufficiente. Ecco perché si torna a parlare di coprifuoco generalizzato e non è da escludere che la decisione possa arrivare entro appunto una decina di giorni.

Il principale obiettivo: evitare il lockdown a Natale

Il principale obiettivo, tanto dell’ala pro-coprifuoco che di Conte, è evitare di essere costretti tra un mese, a poche settimane da Natale, a provvedimenti ancora più draconiani. «Vogliamo evitare a tutti i costi un nuovo lockdown», insiste a ripetere il premier che continua però a voler lasciare agli amministratori locali e alle Regioni la responsabilità della scelta. Almeno per ora.

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