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Governo, dai ristori alla riforma degli ammortizzatori: tutti i dossier a rischio con la crisi

In caso di crisi di governo rischierebbe di rimanere in stand by anche uno dei 'pilastri' dell'ultima manovra, cioè l'introduzione dell'assegno unico. Il susseguirsi di decreti anti-crisi ha fermato l'esame parlamentare del disegno di legge delega, che ancora non è stato calendarizzato in Aula al Senato

Verso la crisi di Governo, alta tensione nella maggioranza

In caso di crisi di governo rischierebbe di rimanere in stand by anche uno dei 'pilastri' dell'ultima manovra, cioè l'introduzione dell'assegno unico. Il susseguirsi di decreti anti-crisi ha fermato l'esame parlamentare del disegno di legge delega, che ancora non è stato calendarizzato in Aula al Senato


2' di lettura

La crisi di governo bloccherebbe anche i nuovi ristori, più urgenti che mai con il protrarsi delle misure di contenimento anti-Covid. È l'allarme lanciato dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Se Italia Viva facesse venire meno il suo sostegno all'esecutivo giallorosso, è il ragionamento del titolare di via XX settembre, un governo non più «nella pienezza delle sue funzioni» non potrebbe riunirsi per chiedere alle Camere un nuovo scostamento da almeno un punto e mezzo di Pil, circa 24 miliardi, per far fronte ancora una volta ai danni più immediati della pandemia con nuovi contributi a fondo perduto, rifinanziamento della cassa integrazione e fondi freschi per la sanità, almeno tre miliardi, la metà da destinare al potenziamento dell'acquisto dei vaccini.

Le rassicurazioni di Renzi

Certo, dal canto suo l’ex premier Matteo Renzi assicura che anche in caso di crisi Iv voterà a favore dei ristori così come del nuovo scostamento di bilancio (l’appuntamento per quest’ultimo è in Cdm giovedì 14 gennaio). E il Parlamento già si prepara a ricevere la richiesta con una finestra per il voto la prossima settimana, per fare in modo che possa vedere la luce entro la fine del mese il decreto Ristori 5, che nessuno oramai chiama più “finale”.

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I dossier a rischio con la crisi

Ma non è solo l'emergenza Covid a rischiare di rimanere senza risposte in caso di fine del Conte-bis. Chi seguirebbe Alitalia, Mps, Ilva, Autostrade? Resterebbero ancora senza commissari le opere pubbliche da sbloccare individuate a valle del decreto Semplificazioni? Hanno gioco facile i critici dell'«azzardo» di Matteo Renzi a ricordare il lungo elenco dei dossier che l'apertura formale di una crisi di governo lascerebbe congelati o comunque in eredità a un esecutivo diverso.

Il nodo riforma degli ammortizzatori

In ballo c’è, tra le priorità, la riforma degli ammortizzatori, per non farsi trovare impreparati alla fine di marzo quando si sbloccheranno i licenziamenti, e quella delle pensioni in vista della scadenza di quota 100. In caso di crisi di governo rischierebbe di rimanere in stand by anche uno dei 'pilastri' dell'ultima manovra, cioè l'introduzione dell'assegno unico. Il susseguirsi di decreti anti-crisi ha fermato l'esame parlamentare del disegno di legge delega, che ancora non è stato calendarizzato in Aula al Senato. Molto più complicata potrebbe essere poi la strada della riforma dell'Irpef: per ora sul fronte si registra la richiesta di Leu di 'congelare' le audizioni avviate dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, in attesa di una soluzione al caos politico delle ultime settimane, che Italia Viva interpreta come una rappresaglia contro i renziani. Se si dovesse entrare nel merito poi, sarebbe difficilissimo trovare una sintesi già tra gli attuali alleati ma l'impresa diventerebbe quasi impossibile se si dovessero allargare gli orizzonti della maggioranza.




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