Verso cabina di regia e Cdm su taglio tasse

Manovra, governo ai sindacati: 2 miliardi a bollette e decontribuzione. Landini: non basta

L’esecutivo avrebbe sottolineato che il 47% delle risorse destinate al taglio delle tasse in manovra andranno ai redditi più bassi

Il premier Draghi ha incontrato i sindacati a Palazzo Chigi (foto Ansa)

4' di lettura

I circa 2 miliardi di avanzo sul 2022 derivanti dal minor costo del taglio di Irpef e Irap saranno destinati in parte al taglio delle bollette, in parte a una decontribuzione una tantum. È quanto il governo ha spiegato ai sindacati, in occasione del vertice sulla manovra che si è svolto a Palazzo Chigi. Un incontro che non ha soddisfatto Cgil, Cisl e Uil in quanto non è stato affrontato - stando alle indicazioni fornire dai sindacati al termine del vertice - il tema di come ridurre la pressione fiscale.

Un tesoretto in più di circa 2 miliardi su bollette e decontribuzione? «È un elemento in più che non c’era prima ma noi consideriamo che pur essendoci questa disponibilità che non è però stata ancora capita come verrebbe spesa e chi riguarderebbe, pensiamo non siano sufficienti. Resta dunque il problema di modifica sostanziale che riguarda come vengono spesi gli 8 miliardi», ha sottolineato il segretario della Cgil Maurizio Landini, al termine del vertice (hanno partecipato in rappresentanza del Governo il premier Draghi, il ministro dell’Economia Daniele Franco, il responsabile del Lavoro Andrea Orlando e il sottosegretario alla presidenza, Roberto Garofoli.

Loading...

Venerdì 3 dicembre cabina di regia e poi Cdm su dossier Fisco

Dopo l’intesa politica tra le forze di maggioranza su un restyling dell’Irpef sulla base di quattro aliquote (23% fino a 15mila, come ora, il 25% fino a 28mila, il 35% fino a 50mila e il 43% per i redditi superiori) e l’addio all'Irap per 890mila ditte individuali e professionisti (tutti) e 11mila start up innovative, il Governo potrebbe mettere l’ultima parola su come impiegare gli otto miliardi previsti dal ddl di Bilancio per ridurre la pressione fiscale in occasione del Consiglio dei ministri, convocato per le 11 e trenta di venerdì 3 dicembre. La scelta finale dovrebbe entrare in un emendamento dell’esecutivo alla legge di Bilancio, allo stato attuale all’esame del Senato. Prima del Cdm, alle 9:30, si terrà la riunione della cabina di regia.

Manovra: Landini, domani fisco in Cdm, governo ci informerà

«Ci hanno detto - ha spiegato il segretario della Cigl Maurizio Landini - che domani (venerdì 3 dicembre, ndr) intendono andare al Consiglio dei ministri» sul tema del taglio delle tasse in manovra «e domattina prima di andare al Consiglio dei ministri il presidente farà un nuovo passaggio con i sindacati confederali». Secondo quanto si apprende, il tutto avverrà con una telefonata. «Il premier - ha continuato Landini - ci ha assicurato che il governo rifletterà sulle nostre proposte questa sera e che prima del Cdm di domani ci darà una risposta. Valuteremo quali saranno, noi abbiamo chiesto che gli 8 miliardi vadano tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati. Valuteremo le risposte di domani. Se fossero queste non ci sarà il nostro accordo. Valuteremo in quel caso come proseguire la mobilitazione», ha detto Landini.

Incontro con governo su riforma Fornero ma data non c’è

«Abbiamo posto il tema della pensione - ha aggiunto il segretario della Cgil -, il governo ha fissato un incontro sulla riforma Fornero anche se non c’è una data, dentro questa legge di bilancio ci devono essere delle riforme. Su questi temi si sono riservati di dare una risposta».

Sbarra, 1,5 miliardi per decontribuzione

«Abbiamo apprezzato - ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra - che il governo abbia messo un miliardo e mezzo per la decontribuzione per fasce di reddito al di sotto dei 47mila euro, per i lavoratori dipendenti. Una misura temporanea che abbiamo chiesto diventi strutturale».

«Governo disponibile ad alzare no tax area»

«Il governo - ha aggiunto Sbarra - ci ha assicurato la disponibilità ad aumentare la no tax area per i pensionati a 8.500 euro». Si tratta di «prime conquiste sociali importanti. Ovviamente tutto ciò non basta, aspettiamo di conoscere domani le decisioni che il governo si è riservato di valutare sulla base e sugli esiti del confronto di stasera. Continueremo ad esercitare una forte pressione sociale per cambiare e migliorare la legge di Bilancio», a partire dalle pensioni, ha concluso.

Quasi metà taglio Irpef a redditi bassi

Il 47% delle risorse destinate al taglio delle tasse in manovra andranno ai redditi più bassi. Lo avrebbe spiegato il governo ai sindacati, sulla base di elaborazioni del ministero dell’Economia. Ai redditi fino a 15mila euro andrà 1,1 miliardi e a quelli da 15mila a 28mila euro 2,2 miliardi. Dunque alle fasce più basse andranno in totale 3,3 miliardi, quasi la metà dei 7 miliardi disponibili in manovra per il taglio dell’Irpef.

Bonomi (Confindustria), sì a taglio cuneo fiscale, universale per lavoratori

L’intesa politica sulla nuova Irpef è stata criticata anche dalle imprese. «Riteniamo che il taglio contributivo del cuneo fiscale sia il giusto provvedimento, innanzitutto perché è universale e va su tutti i lavoratori», ha spiegato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, a margine di un evento al Museo nazionale della scienza e della tecnologia a Milano. «Avevamo proposto due terzi a favore dei lavoratori e un terzo a favore delle imprese, per mettere sia più soldi in tasca agli italiani, sia per rendere più competitivo il costo del lavoro delle imprese», ha aggiunto Bonomi. «L’unico favore su cui possiamo intervenire è il costo del lavoro per rendere più competitive le nostre imprese».

Mattarella firma la legge sulla concorrenza

Intanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, autorizzandone la presentazione in Parlamento..

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti