esecutivo giallorosso

Governo, totoministri: rebus Tesoro. Patuanelli alle Infrastrutture

Se a palazzo Chigi non ci saranno vicepremier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà una delle chiavi di volta strategiche per tenere il piedi il governo

di An.Ga.


Conte avvia le consultazioni fra ipotesi e totoministri

3' di lettura

Uno, due o nessun vicepremier? Intorno a questa domanda sembra avvitarsi il governo ancora in gestazione. Perchè la carica di secondo nel Conte bis è ambita tanto da Luigi Di Maio quanto dal Pd che la reclama per sè in virtù del fatto - è il ragionamento dei dem - che i Cinque Stelle, proprio con Conte, hanno già ottenuto di poter esprimere il presidente del Consiglio.

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Ma il premier incaricato ha fatto sapere di ritenere «inappropriata» la casacca grillina che gli viene cucita addosso. Mentre da Dario Franceschini è arrivata, con il placet dello stato maggiore dem, la proposta di eliminare le due poltrone di vicepremier, ridimensionando così le ambizioni di Di Maio. Di qui la necessità di trovare una collocazione di rango per il capo politico del M5s per il quale prima si era parlato della Difesa (ma qui potrebbe restare la ministra M5S attuale Elisabetta Trenta o il dem Lorenzo Guerini) e poi è stato ipotizzato l’approdo agli Esteri, dove si fanno anche i nomi dei dem Paolo Gentiloni e Enzo Amendola (responsabile esteri del Pd). Pochi i punti fermi e molte le incognite nel totopremier.

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Se a palazzo Chigi non ci saranno vicepremier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà una delle chiavi di volta ancora più strategiche per tenere il piedi il governo. Di Maio chiede che uno dei suoi fedelissimi, Vincenzo Spadafora, vada a ricoprire il ruolo che fu di Giancarlo Giorgetti. Il Pd spinge invece per la vice segretaria Paola De Micheli. E resta anche l’ipotesi dell’ex ministro dei beni culturali Dario Franceschini.

Il Viminale tra Pansa e Lamorgese
Passando ai dicasteri più 'pesanti', si segnalano i nomi del prefetto Mario Morcone - esperto di politiche migratorie venendo dal dipartimento del Viminale che si occupa di questo tema - seguito da quello dell'attuale Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ma nella partita ci sono anche il prefetto Luciana Lamorgese, già capo di gabinetto di Angelino Alfano e l’ex capo della polizia e ex capo dei servizi segreti Alessandro Pansa. Una soluzione più politica potrebbe essere, invece, quella di Marco Minniti, sgradito però ai Cinque Stelle che non vorrebbero rivedere in profondità il decreto sicurezza e il decreto sicurezza bis

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Rebus Economia
Per l'Economia, dalle parti del Nazareno sono pronti a dare l’imprimatur ad un nome di peso con esperienza in ambito europeo. Tra i dem di parte renziana si fa il nome di Roberto Gualtieri, presidente della commissione per i Problemi Economici e Monetari del parlamento Europeo. Tra i nomi “tecnici” ci sono poi quelli dell'ex ragioniere dello Stato, Daniele Franco, dell’ex direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, del numero due della Bei (Banca europea per gli investimenti) Dario Scannapieco. Ma nelle ultime ore si inseguono le voci che parlano della possibilità che alla guida del ministero di Via XX Settembre possa rimanere Giovanni Tria.

Patuanelli in pole alle Infrastrutture
Per le Infrastrutture ci sarebbe il capogruppo Cinquestelle al Senato Stefano Patuanelli. Un altro ministero che sta a cuore al Movimento 5 Stelle è quello della Giustizia: Di Maio vorrebbe lasciare alla guida del dicastero Alfonso Bonafede. D’altra parte uno degli obiettivi del capo politico del M5s è quello di approvare la legge sul conflitto di interesse senza la quale, dice Di Maio, il governo nascituro non avrebbe senso. I dem, al contrario, punterebbero più volentieri sull'ex magistrato antimafia ed ex Presidente del Senato, Pietro Grasso.

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Le altre caselle
Per l’ex ministro delle Infrastrutture e capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio si parla di approdo al Mise conteso dal M5s che lì potrebbe insediare Stefano Buffagni. Rimangono in attesa le fila renziane: l’ex premier non vorrebbe che esponenti di primo piano possano essere spesi per dicasteri non importanti e potrebbe così seguire la politica delle 'mani libere'. Ma nelle ultime ore ha cominciato a circolare anche il nome di Simona Malpezzi per l'Istruzione, incarico ambito anche da Anna Ascani, sempre nel Pd, e da Lorenzo Fioramonti, già vice ministro del M5s. Tra i punti qualificanti del programma del Pd c'è poi la Salute e il segretario dem potrebbe proporre Marina Sereni se non dovesse rimanere l’attuale ministra Giulia Grillo. Andrea Orlando, vice segretario dem, viene dato tra i favoriti per il ministero dell’Ambiente, a pari merito con Rossella Muroni (Leu).

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