NIENTE ACCORDO SUL BUDGET

Governo Usa chiuso per giorni: in 400mila a casa senza stipendio

di Marco Valsania


Shutdown Usa fino dopo Natale, Trump non molla sul muro

3' di lettura

NEW YORK - Lo shutdown del governo federale americano è destinato a continuere per giorni, fino a dopo Natale. Più precisamene almeno fino al prossimo giovedì pomeriggio, quando i vertici del Senato hanno deciso una riconvocazione. L'impasse sul budget non è stata sbloccata dai negoziati proseguiti ieri a oltranza tra emissari della Casa Bianca e dell'opposizione democratica al Congresso: Donald Trump non ha rinunciato alla richiesta di cinque miliardi per costruire un muro anti-immigrati al confine con il Messico; i democratici hanno mantenuto il deciso rifiuto a stanziare fondi per una simile barriera.

I democratici, accusando Trump di intransigenza su un progetto inutile, costoso e xenofobo, sono convinti di avere un asso nella manica: dall'inizio di gennaio avranno la maggioranza alla Camera, risultato delle elezioni di Midterm, e potrebbero essere in grado di varare un compromesso per riaprire il governo. Proprio la Camera e' infatti oggi il grande alleato di Trump sul muro, patria delle correnti repubblicane ultra-conservatrici che considerano il progetto una bandiera di America First e della sicurezza nazionale. Il Senato aveva al contrario già raggiunto un'intesa bipartisan per finanziare temporaneamente il governo fino a febbraio senza fondi destinati al muro, fatta poi deragliare da Trump e dai suoi sostenitori. Trump appare invece da parte sua finora certo di poter vincere mobilitando la propria base più militante, che nel muro vede un potente simbolo del nazionalismo populista e del riscatto del Paese.

Non sono esclusi colpi di scena, in ogni momento: il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell, dopo aver rinviato i lavori ufficiali a giovedì, ha indicato che contatti negoziali potrebbero proseguire senza interruzione e produrre sorprese. «Tutto è possibile, se ci sarà un'intesa torneremo a riunirci per votarla», ha affermato. Il ruolo di grande mediatore per la Casa Bianca è stato in queste ore affidato al vicepresidente Mike Pence. I democratici avrebbero offerto a lui proposte che includono alcuni finanziamenti per la protezione dei confini - muro escluso - e lui avrebbe presentato a sua volga alcune idee, senza che tuttavia le parti si siano avvicinaste. Nei corridoi del Congresso circola anche una forte dose di pessimismo su qualunque ravvicinata soluzione, facendo temere spirali di paralisi che durino anche settimane.

Ad alimentare l'allarme e il clima di crisi che regna a Washington è anche il giallo sullo scontro tra Trump e la Federal Reserve. Dopo che sono emerse indiscrezioni sull'intenzione del Presidente di cacciare il chairman della Fed Jerome Powell per aver alzato ancora i tassi di interesse nell'ultima settimana, il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha fatto sapere che Trump lo ha informato di non volere la testa di Powell. In una convoluta chiarificazione, Mnuchin ha twittato di aver parlato con Trump e che il Presidente, pur ribadendo la totale avversione alla normalizzazione della politica monetaria perseguita dalla Banca centrale, gli ha detto: «Non ho mai suggerito di licenziare il chairman della Fed; né credo di avere il diritto di farlo».

Ma se un licenziamento di Powell appare per il momento fuori gioco, la crisi dello shutdown è in pieno svolgimento. Il blocco per mancanza di fondi interessa nove ministeri su quindici e una serie di enti federali, in tutto 800mila lavoratori. Oltre la metà di questi dipendenti governativi, considerati essenziali, continuerà a recarsi al lavoro senza percepire per ora lo stipendio, i restanti rimarranno invece a casa senza remunerazione. I Dipartimenti azzoppati vanno da quello di Stato all'Agricoltura, dalla Giustizia al Tesoro. Ferma rimarrà la Nasa, bloccato il fisco, in affanno i parchi nazionali e verso la chiusura i musei federali, anche se gli Smithsonian hanno riserve fino al primo gennaio. Esenti da shutdown sono invece i servizi di sicurezza nazionale, dalle forze armate all'Fbi, il servizio postale e la sanita' per i veterani di guerra.

L'impatto economico dello shutdown e' considerato al momento ancora limitato, attenuato dal periodo festivo e stimato in 1,2 miliardi alla settimana. Almeno 12 shutdown di diversa entita' sono avvenuti dagli anni Ottanta, da poche ore a settimane. Due brevi paralisi erano scattate a inizio di quest'anno. Ma nell'incertezza economica e di mercato odierna una protratta debacle politica, d'immagine e di credibilita' del governo minaccia di diventare molto preoccupante.

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