oggi al senato voto sul calendario

Renzi: un’altra maggioranza è possibile. Forza Italia: no al listone unico con la Lega

Oggi nell’Aula del Senato il voto sul calendario della crisi deciso ieri dalla capigruppo. Salvini: Renzi di nuovo al governo grazie a M5S? Una vergogna. Di Maio: formalizzata richiesta su taglio parlamentari Nel pomeriggio conferenza stampa dell’ex premier dem, Franceschini apre a governo di legislatura con M5s


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5' di lettura

«Per me le forze politiche responsabili, nella mia testa tutte, devono bloccare ’'aumento dell’Iva. Si può fare, ma bisogna avere il coraggio e la forza di dar vita a un governo». Lo ha detto l’ex premier, oggi senatore del Pd, Matteo Renzi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Madama.
«Io non darò alibi a nessuno per fare saltare l’accordo che il tabellone di Palazzo Madama mostrerà stasera essere possibile», ha detto poi Renzi riferendosi al voto sul calendario della crisi previsto per le 18 di oggi in Aula al Senato. «Contro la deriva del Papeete c'è la democrazia parlamentare», ha aggiunto l’ex premier, che ha spiegato: «Io non darò alibi a nessuno per far saltare un accordo che il tabellone di Palazzo Madama dirà che può essere possibile». «Io vedo il Pd che ha decisamente
aperto, che c'è discussione in corso», ha aggiunto Renzi.

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Intanto, in vista di un probabile incontro tra il vicepremier Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, Forza Italia precisa di essere «radicalmente contraria all’ipotesi di un listone unico» con la Lega. «Pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centro-destra - si legge in una nota del comitato di presidenza del partito - Forza Italia non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni politiche».

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Renzi: svolta Salvini è fallita, si dimetta
«Salvini si deve dimettere: costa fatica, ci vuole grandissimo coraggio», ha detto ancora Renzi durante la conferenza stampa, «Ma oggi Salvini ha scelto di imprimere una svolta che è miseramente fallita: torni ai suoi mojito, nelle forme che riterrà più opportune».

Renzi: manovra non lacrime e sangue, 5-6 miliardi da fisco 2.0
L’ex premier dem ha poi fatto notare che «chi dice che la prossima sarà una finanziaria lacrime e sangue non si rende conto che c'è una riforma fondamentale del fisco italiano 2.0 che ancora non ha diffuso tutti i suoi effetti, ha ancora miliardi da sommare al gettito fiscale per il prossimo anno». «Se nella prossima legge di bilancio ci fossero un paio di norme studiate bene sul fisco 2.0», ha aggiunto, si potrebbero reperire «almeno altri 5-6 miliardi di euro».

Oggi al Senato voto sul calendario della crisi
Fra poco più di un’ora il Senato voterà il calendario della crisi deciso ieri dalla conferenza dei capigruppo, che con un voto a maggioranza (favorevoli M5S, Pd e Misto e contrari Lega, Fi e Fdi) ha fissato per il 20 agosto le comunicazioni del premier Giuseppe Conte e il conseguente voto sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega. Una decisione, quella di convocare l’Aula, voluta dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati e fortemente criticata da M5s e Pd. Mentre Salvini minaccia il ritiro dei ministri della Lega dall’esecutivo, Luigi Di Maio fa sapere di aver formalizzato la richiesta di anticipazione della discussione della legge per il taglio del numero dei parlamentari. Il Pd si divide sull’ipotesi di un governo di legislatura con M5S, mentre Matteo Renzi terrà oggi una conferenza stampa.

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Salvini: governo Renzi-M5s? Una truffa
«Renzi di nuovo al governo grazie ai 5Stelle? Una truffa contro gli Italiani, una vergogna», ha dichiarato Salvini, che ieri durante l’assemblea con i suoi parlamentari ha minacciato il ritiro della delegazione leghista al governo: « Siamo pronti a tutto, non siamo attaccati alle poltrone, lo vedrete nelle prossime ore». «Mi affido alla saggezza del Presidente della Repubblica - ha aggiunto poi il leader del Carroccio - è evidente che non c’è un’altra maggioranza».

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Salvini: al Viminale per evitare sbarco 500 migranti
Il ministro dell’Interno ha poi postato su Facebook una sua foto alla scrivania del Viminale spiegando di essere «al lavoro da stamane per evitare lo sbarco di oltre 500 immigrati a bordo delle navi di due Ong, una francese e una spagnola». «Per 350 di essi la Libia ha dato la disponibilità di un porto di sbarco, mentre per gli altri (quelli visitati dal milionario Richard Gere) l'indicazione che ho dato è il divieto di ingresso nelle nostre acque e l'invito a navigare in direzione Spagna. Vi faccio sapere come va a finire, io non mollo!», dice. E conclude: «P.s. Spero che per salvare la poltrona i 5 Stelle non facciano un governo con Renzi perché torneremmo ai 500mila sbarchi che il Pd 'regalò' agli Italiani negli anni passati».

Di Maio: inviata richiesta urgente sul taglio parlamentari
«Sono qui con Francesco D'Uva, il nostro capogruppo alla Camera dei Deputati -scrive Di Maio su Facebook - abbiamo appena inviato al presidente della Camera la nostra richiesta per calendarizzare urgentemente in Aula il taglio di 345 parlamentari - in base all'articolo 62 della Costituzione. Sono veramente orgoglioso del MoVimento 5 Stelle, questa richiesta porta la firma di tutti e 220 i nostri deputati». «Vediamo cosa succede oggi alle 18 in conferenza dei Capigruppo - continua il leader Cinquestelle - e in quanti saranno pronti a sostenere la nostra proposta sul taglio dei parlamentari. Con la Lega abbiamo portato avanti questa proposta per 14 mesi. L'abbiamo votata insieme al Senato il 7 febbraio 2019, poi alla Camera il 9 maggio 2019, poi di nuovo al Senato l'11 luglio 2019 (un mese fa) e ora mancano due ore di lavoro ed è legge. Accetterà di portarla in aula? Oppure tradirà di nuovo gli italiani?».

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Pd, Franceschini apre a M5S. Zingaretti: serve unità. Conferenza stampa di Renzi
Intanto, nel Pd Dario Franceschini apre all’esecutivo «di legislatura» proposto dal dem Goffredo Bettini: «Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere», scrive Franceschini su Twitter. Una soluzione appoggiata anche dall’ex segretario Maurizio Martina, mentre Nicola Zingaretti esclude qualsiasi possibilità di intesa con i Cinquestelle: «Il governo ha fallito, sta entrando
in crisi e quindi le nostre ragioni erano quelle giuste», dice il segretario Pd. «Ora è il momento della battaglia politica - aggiunge - ora è il momento dell'unità e dell'allargamento delle forze per farci trovare pronti ad ogni evenienza. Mi batterò fino in fondo per raggiungere questo obiettivo». Matteo Renzi ha annunciato per oggi pomeriggio una conferenza stampa per illustrare la sua posizione sul governo istituzionale. Sull’ipotesi di un esecutivo di legislatura dice: «Non mi impicco a una formula o l’altra, per me la priorità è portare a casa l’abbassamento delle tasse ed evitare che l’Italia vada in recessione».

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