L’INCARICO NEL GOVERNO FRANCESE

Gozi il “sovranista europeo” e il progetto oltre il Pd

Cinquantuno anni, è il primo italiano a sedere in due governi in due Repubbliche differenti, dal momento che è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la stessa delega di adesso, agli Affari Ue, con i governi Renzi e Gentiloni

di Emilia Patta

default onloading pic
Sandro Gozi all’inaugurazione di una mostra sull’Europa (foto Ansa)

Cinquantuno anni, è il primo italiano a sedere in due governi in due Repubbliche differenti, dal momento che è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la stessa delega di adesso, agli Affari Ue, con i governi Renzi e Gentiloni


3' di lettura

Sovranismo sì, ma europeo, perché per gli stati nazionali non c’è futuro. La mette così Sandro Gozi, tessera del Pd e tuttora componente della direzione del partito e soprattutto uno degli uomini più vicini all’ex premier Matteo Renzi, per spiegare il suo essere diventato francese.

A tutti gli effetti. Prima candidandosi alle recenti europee nella lista En Marche del presidente Emmanuel Macron, poi accentando l’incarico di responsabile delle politiche europee nel governo francese del premier Édouard Charles Philippe in attesa di poter sedere nell’Europarlamento dopo la Brexit: formalmente eletto, attende come altri il decadimento degli europarlamentari britannici per poter subentrare.

GUARDA IL VIDEO - Sandro Gozi: «In Europa serve dialogo e non alzare la voce»

Un italiano nel governo francese
L’incarico ricevuto da Gozi dal governo francese è quello di monitorare l’avvio delle nuova legislatura europea sia in relazione al Parlamento sia alla Commissione Ue. «Mi considero un uomo di confine che lavora per abbattere i confini della politica nazionale. Questo non vuol dire addio agli Stati nazionale, ma che l’unico progetto europeo valido è transnazionale, come è quello di Macron. Siamo noi i veri sovranisti!», dice rispondendo alle accuse di “tradimento” dei nostri “sovranisti”, ossia M5s e Lega al governo in Italia.

La Francia nel sangue
Cinquantuno anni, Gozi è il primo italiano a sedere in due governi in due Repubbliche differenti, dal momento che è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la stessa delega di adesso, agli Affari Ue, con i governi Renzi e Gentiloni. Nato a Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena), in piena Romagna rossa, Gozi è stato prima studente e poi decente al prestigioso politecnico parigino di Scienze Po con l’ex premier e compagno di partito Enrico Letta. La Francia nel sangue, dunque, così le tematiche dell’Europa unita: era già collaboratore, quasi ragazzo, di Romano Prodi alla Commissiore europea. Appassionato di maratona e primo ambasciatore della candidatura olimpica di Roma 2020, è stato insignito nel 2014 da Francois Hollande della Legion d’onore.

GUARDA IL VIDEO - Zingaretti conferma: «Nessuna ipotesi di governo Pd-M5s»

Contro ogni possibile alleanza con il M5s
Castigatore dei due diversi populismi al governo in Italia, all’ultima direzione del Pd Gozi ha preso una netta posizione contro ogni possibile alleanza con il M5s auspicando che il partito torni a fare «un’opposizione seria» e non solo alla gamba leghista del governo. Ca va sans dire, sono le stesse posizioni del suo leader italiano di riferimento, Renzi. È stato Gozi a preparare gli incontri degli ultimi mesi tra Renzi e Macron, ed è stato sempre Gozi a spingere per la formazione di un partito centrista ed europeista fuori dal Pd zingarettiano nella convinzione che occorra allargare il campo alla cultura liberale per contrastare i sovranismi di destra in ascesa in tutta Europa.

Renzi e i tre indizi verso un partito nuovo
Renzi ha per ora congelato il progetto di un partito nuovo, in attesa dell’evoluzione del quadro politico generale. Né esclude di poter ritornare in campo direttamente con le future primarie del centrosinistra per la scelta del candidato premier, quando si andrà a votare, senza dover creare un nuovo contenitore. Di certo sia Gozi sia Renzi credono che il vecchio “scatolone” del Pd vada superato. In che modo, ancora non è chiaro. Ma se due indizi fanno un sospetto, tre indizi cominciano ad essere qualcosa in più: l’attività mai interrotta dei Comitati civici nati alla Leopolda dell’anno scorso; la scuola estiva di politica per under 30 che Renzi ha deciso di dar vita in provincia di Lucca, mettendoci il suo stipendio di agosto, con l’evidente scopo – tra l’altro – di selezionare una nuova classe dirigente estranea alla tradizione del Pd; e infine, in queste ore, la scelta macroniana e transnazionale di uno dei suoi principali collaboratori e consiglieri.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti