GALLERIA PERMANENTE

Gradara capitale Ue dell’arte grazie a prestiti privati

Nel borgo medievale più bello d’Italia in arrivo mostre su Dürer e Rembrandt

di Ilaria Vesentini


3' di lettura

Gradara non si accontenta del titolo di borgo più bello d’Italia (ottenuto lo scorso anno) e del podio di prima meta turistica d’arte delle Marche grazie all’intreccio di storia medievale e leggenda romantica tra la sua Rocca Malatestiana e l’amore proibito di Paolo e Francesca (narrato da Dante nel V canto dell'Inferno). E, grazie al lavoro di squadra di tutto il Montefeltro e al recupero del più grande palazzo nel cuore del paese, la settecentesca residenza Rubini Vesin, si prepara a debuttare sulla scena artistica e culturale europea con un pacchetto di mostre senza precedenti. A partire da quella di “Dürer e gli incisori tedeschi del Cinquecento” che sarà inaugurata il prossimo 22 novembre con una galleria “monstre” di oltre 500 opere del massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale e di 65 suoi colleghi.

«Il turismo è un settore economico complesso, a maggior ragione per un piccolo borgo come Gradara - spiega Filippo Gasperi, sindaco delle neanche 5mila anime del comune sulla costa pesarese - . Ogni anno qui ospitiamo più di 600mila turisti e nel 2018 alla Rocca sono stati staccati 230mila biglietti di ingresso, record assoluto in regione, davanti anche al Palazzo Ducale di Urbino. Ma Gradara ha finora giocato il suo successo sul binomio castello & romanticismo, beneficiando solo dell’indotto, perché la Rocca Malatestiana è gestita dal Polo museale delle Marche, gli introiti non restano qui. Ora aggiungiamo il tassello dell’arte e della cultura, sfruttando uno spazio espositivo ideale come quello del Palazzo Rubini Vesin e il circolo virtuoso innescato con i cittadini del territorio, grandissimi collezionisti di incisioni di pregio».

La gran parte delle opere di Dürer arriva infatti da una decina di amatori privati, che hanno prestato gratuitamente le incisioni al Comune per la mostra, aperta fino a metà febbraio 2020, e concesso la riproduzione gratuita delle immagini. Dietro c'è il lavoro paziente del giovare curatore della mostra, Luca Baroni, riuscito in un'impresa senza precedenti per entità delle opere raccolte e per cataloghi scientifici abbinati. «In realtà la mostra ci è esplosa tra le mani, non pensavamo ci fossero tanti collezionisti con tante opere nel Montefeltro. Il ritorno per i privati è la catalogazione e la valorizzazione delle incisioni, che come le tessere di un puzzle si ricompongono nei nove saloni espositivi ricostruendo l'attività del maestro tedesco e dei suoi allievi. La condizione per questa mostra di Dürer così come per le successive, tra cui le incisioni di Rembrandt e dei colleghi olandesi, è che siano sempre accompagnate da almanacchi scientifici di grande spessore, che restino poi come testo di riferimento per gli studiosi in ogni luogo».

Il turismo pesa oggi quasi il 40% del Pil di Gradara e nel giro di dieci anni ha visto quadruplicare i posti letto disponibili (da 100 a 400) tutti in strutture ricettive diffuse sul territorio come B&B e agriturismi, oltre a 18 ristoranti e 20 negozi. «Un turismo maturo e sostenibile alternativo a quello di massa alberghiero della costa romagnola - aggiunge Gasperi - da cui arriva la maggioranza dei visitatori, più di un terzo stranieri, molti tedeschi». E dopo Dürer si conta di attirare i turisti della costa con le mostre di fotografie su Raffaello (marzo-giugno 2020), di quadri e incisioni di Toccacieli (giugno-settembre 2020) e a seguire “Rembrandt e gli incisori olandesi del ‘5 e ‘600” (novembre 2020-febbraio 2021), Dante, Bruscaglia. Barocci. Sempre attraverso una stretta sinergia con la comunità di collezionisti dell’entroterra marchigiano.

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