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Grammy, è l’anno di Billie Eilish: 7 statuine nella notte di Kobe Bryant

La 18enne che ha rivoluzionato il pop si impone nelle maggiori categorie. L’omaggio al campione di basket scomparso. Premio a Michelle Obama

di Francesco Prisco

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Billie Eilish con il fratello Finneas O’Connell dominano la cerimonia di consegna dei Grammy (Epa)

La 18enne che ha rivoluzionato il pop si impone nelle maggiori categorie. L’omaggio al campione di basket scomparso. Premio a Michelle Obama


3' di lettura

Se si parla di musica, il 2019 è stato l’anno di Billie Eilish. Chi aveva ancora qualche dubbio a riguardo, sarà capitolato di fronte ai risultati della notte dei Grammy, celebrata allo Staples Center di Los Angeles il 26 gennaio: l’originalissima 18enne che ha rivoluzionato il pop vince in tutte le principali categorie degli Oscar delle sette note, imponendosi come miglior artista esordiente, per il miglior album dell’anno (When We Fall
Asleep, Where Do We Go?
), la miglior canzone dell’anno e miglior registrazione dell’anno (Bad Guy). When We All Fall Asleep,
Where Do We Go?
ha vinto anche nella categoria minore di Best Pop Vocal Album e Best Engineered Album, Non-Classical. A questi premi si aggiunge la vittoria del fratello Finneas come Producer Of The Year, Non-Classical. Billie, che il 17 luglio di quest’anno tornerà in concerto in Italia esibendosi al Mind di Milano, è risultata vincitrice di sette i premi in totale, tra diretti e indiretti.

Billie Eilish, trionfatrice ai Grammy (Reuters)

Le lacrime per Kobe
Ma la festa per la 62ma edizione dei Grammy è stata rovinata dalla notizia della morte improvvisa di Kobe Bryant, deceduto assieme alla figlie 13enne Gianna quando il suo elicottero si è schiantato non lontano da Los Angeles. «Questa notte è per Kobe», ha detto Lizzo dando il via alla cerimonia ufficiale mentre un minuto di silenzio è stato osservato durante l’assegnazione dei premi minori e non trasmessa in Tv. Commossa anche Alicia Keys, la presentatrice dei Grammy, che ha improvvisato la canzone It’s So Hard to Say Goodbye to Yesterday’ di Boyz II Men. «Ti vogliamo bene Kobe», ha detto poi. Sullo sfondo dello Staples Center, seconda casa per «Black Mamba» durante la sua carriera sportiva con Los Angeles Lakers, i numeri con i quali aveva giocato, 8 e 24. Il tributo al campione anche fuori dall’arena con centinaia di fan che si sono radunati appena saputo della sua tragica morte.

L’omaggio a Kobe Bryant nella notte dei Grammy (Reuters)

Superato il record di Taylor Swift
Con la sua straordinaria vittoria, Eilish ha superato anche Taylor Swift come vincitrice più giovane nella storia dei Grammy. Swift aveva infatti 20 anni quando dieci anni fa vinse con Fearless. «Non vi farò perdere tempo, davvero», ha detto dopo essere stata premiata per il miglior album dell’anno. «Grazie per questo». Una vera e propria predestinata, la giovane artista cresciuta registrando canzoni con il fratello Finneas O’Connell, co-autore e produttore della sua musica, in una camera da letto della casa dei genitori proprio a Los Angeles.

Grammy, il trionfo di Billie Eilish e l'omaggio a Kobe Bryant

Grammy, il trionfo di Billie Eilish e l'omaggio a Kobe Bryant

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Un premio anche per Michelle Obama
Tra gli altri premiati anche Lizzo. La cantante, rapper, cantautrice ha vinto con Truth Hurts per la categoria Best pop solo performance, con Jarome per Best traditional R&B performance e con Cuz I Love You per Best urban contemporary album. Un grammy anche l’ex First Lady Michelle Obama, la sua autobiografia Becoming («La mia storia») è stata premiata come Best spoken word album nella versione in audiobook. Durante la cerimonia John Legend, Meek Mill, DJ Khaled hanno reso omaggio a Nipsey Hussle, morto il 31 marzo del 2019 dopo essere stato colpito da alcuni colpi d’arma da fuoco fuori dal suo negozio a Los Angeles. La sua Racks in the Middle è stata premiata come miglior performance rap. E un tributo è andato anche a Prince con Usher e Sheila E. che hanno eseguito un medley di alcune sue canzoni. A salire sul palcoscenico dello Staples Canter pure Demi Lovato che in lacrime ha cantato il singolo Anyone, scritto solo quattro giorni prima dell’overdose che nel luglio del 2018 quasi le costò la vita. L’artista mancava dalla cerimonia da due anni.

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    Francesco PriscoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: economia della cultura e dell'entertainment, musica, libri, cinema, cultura, società

    Premi: Premio Giornalistico State Street 2018 - Categoria: Innovation

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