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Gran Bretagna, Liz Truss è la nuova premier. Piano da 100 miliardi contro il caro bollette

Liz Truss, 47 anni, titolare degli Esteri in carica, fedele a Johnson ma meno coinvolta in controversie personali, ha prevalso su Rishi Sunak nel voto di preferenza tra i militanti del partito conservatore

Aggiornato il 6 settembre 2022, ore 10:00

Truss nuova leader dei conservatori Uk: "Grazie a Johnson, ha tenuto testa a Putin"

4' di lettura

Liz Truss, 47 anni, ministra degli Esteri in carica, è stata eletta nuova leader del Partito Conservatore britannico, forza di maggioranza alla Camera dei Comuni, e da oggi, 6 settembre subentra come premier - la terza donna nella storia del Regno Unito - al dimissionario Boris Johnson, costretto a farsi da parte a luglio sull’onda di scandali e congiure interne Tory.

Il nuovo gabinetto

Tra l’altro Truss sarà affiancata da Therese Coffee, nominata ministra della Sanità e vicepremier nel nuovo governo Tory britannica. La 51enne ex titolare del Lavoro, amica personale della neopremier e capo della sua campagna per la conquista di Downing Street, va così a comporre un tandem tutto femminile al vertice della governo britannico.
Come indicato dalle previsioni di stamane, James Claverly, 51 anni, madre della Sierra Leone, viene nominato ministro degli Esteri in sostituzione della stessa Truss mentre un’altra donna, la 42enne pasionaria della Brexit Suella Braverman, di radici familiari indiane, subentra alla collega Priti Patel al timone dell’Home Office, il dicastero dell’Interno. Kwasi Kwarteng, 47enne economista di idee liberiste ed esponente brexiteer, figlio di genitori originari del Ghana, è stato invece indicato come nuovo cancelliere dello Scacchiere, ossia responsabile del dicastero che controlla il Tesoro, le Finanze e il Bilancio nel Regno Unito. Sotto Boris Johnson era stato ministro delle Attività Produttive.

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Il primo discorso di Truss

«Abbiamo davanti venti contrari globali molto forti - ha esordito nel suo discorso inaugurale a Downing Street - ma so che possiamo farvi fronte. Questa settimana prenderemo provvedimenti sulle bollette energetiche per evitare che i cittadini affrontino costi proibitivi». Liz Truss ha indicato «il rilancio dell’economia» britannica, la sfida della crisi dell’energia (imputata in parte alle conseguenze della guerra di Vladimir Putin in Ucraina) e il consolidamento del sistema sanitario nazionale (Nhs) messo alla prova dalla pandemia di Covid come le sua priorità da neo premier del Regno Unito. E non ha mancato di rendere omaggio a Johnson, come «uno dei più importanti primi ministri» della storia.

Truss è stata formalmente nominata 56° primo ministro del Regno Unito presso la residenza della regina, il castello di Balmoral. Truss, in precedenza ministro degli Esteri, è il 15° primo ministro nominato dalla regina durante i suoi 70 anni di regno. In precedenza i primi ministri sono sempre stati nominati a Buckingham Palace a Londra o al Castello di Windsor. Truss è il primo ministro ad essere nominato a Balmoral da quando la regina Vittoria vi nominò Lord Salisbury nel 1885. Prima della nomina di Truss, il primo ministro uscente Boris Johnson aveva formalmente rassegnato le dimissioni alla regina a Balmoral.

Lasciando Downing Street per l’ultima volta in veste di capo del governo prima di recarsi a Balmoral in Scozia (dove risiede al momento la regina Elisabetta, ndr) per “passare il testimone” Johnson ha annunciato stamani di voler “tornare all’aratro” del lavoro politico dietro le quinte. Una conferma indiretta della sua volontà di voler mantenere il seggio da deputato per garantire “il sostegno più fervido” alla sua erede Truss, finora ministra degli Esteri. BoJo ha poi rivendicato il suo lavoro e ha ringraziato tra l’altro in tono appassionato “il popolo britannico”.

Davanti a familiari e sostenitori l’ormai ex premier britannico ha ribadito di essere fiero di quanto fatto nei suoi tre anni di governo, enfatizzando il sostegno militare dato a Kiev contro la Russia e che a suo dire potrebbe aiutare l’Ucraina a rovesciare le sorti “della peggiore guerra in Europa in 40 anni”, ma anche il calo della disoccupazione. Quanto alla crisi economica attuale, ne ha imputato parte della responsabilità a Vladimir Putin che comunque non riuscirà mai a “bullizzare” il Regno e il suo popolo.

Un tetto alle bollette

Una delle prime misure preannunciate dalla nuova premier riguarda appunto il tetto alle bollette di energia elettrica e gas. Attualmente il costo annuale medio a carico di una famiglia britannica è previsto salire da 1.971 a 3.589 sterline da ottobre per poi salire ulteriormente a 6mila sterline annue nel corso del 2023. Il piano della Truss fisserebbe invece un tetto annuale di 2.500 sterline per due anni. Una misura molto ambiziosa che costerebbe alle finanze pubbliche britanniche fino a 100 miliardi di sterline, senza contare il preannunciato taglio delle tasse. Una prospettiva che ha fatto immediatamente schizzare in alto i rendimenti dei titoli di Stato decennali britannici, saliti in poche ore dal 2,94 al 3,14 per cento, il livello più alto dal luglio 2011.

Confermate le previsioni

Truss, come largamente previsto, ha sconfitto con netto margine (oltre 80mila voti tra gli iscritti contro 60mila) l’ex cancelliere dello Scacchiere di radici familiari indiane Rishi Sunak nel ballottaggio finale deciso dal voto postale dei militanti del partito conservatore.

Tutte le previsioni indicavano da settimane la vittoria di Liz Truss. Fedele finora a Johnson, ma meno coinvolta in controversie personali (e per altro verso meno carismatica e popolare di lui), Truss ha faticato ad arrivare al ballottaggio nel corso degli scrutini preliminari condotti inizialmente fra i deputati conservatori per scremare una decina di pretendenti. Ed è rimasta in quella fase dietro il 42enne Sunak, la cui ascesa a Downing Street avrebbe rappresentato il primo caso di un premier britannico proveniente da una minoranza etnica dell’ex impero.

L’esito del voto postale tra i militanti

Ma lo ha poi scavalcato nettamente nel duello finale affidato al voto postale della base militante dei circa 200mila iscritti al partito: corteggiati con un programma a tutta destra che - almeno sulla carta - promette tagli di tasse a pioggia e slogan thatcheriani contro la redistribuzione delle ricchezze in politica economica a dispetto di crisi e inflazione; mentre conferma la linea dura johnsoniana (con toni ancora meno diplomatici) sia contro la Russia di Vladimir Putin in Ucraina sia in qualche misura nella sfida all’Ue su dopo Brexit e Irlanda del Nord.

Non mancano tuttavia fattori di debolezza per la terza premier donna del Regno Unito, tutt’altro che popolare per ora nel più vasto elettorato del Paese in tempi di crisi economica e già minacciata da potenziali fronde nello stesso gruppo Tory ai Comuni secondo il tabloid filo-laburista Mirror (che addirittura non esclude una congiura per ri-sostituirla con Johnson entro fine anno).

Mentre il Labour la sfida fin d’ora a sottoporsi al vaglio della legittimazione popolare attraverso elezioni anticipate che al momento Truss esclude, ma a cui la scarsa unità interna al suo partito potrebbe in ultimo obbligarla.

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