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Gran Bretagna in recessione: Pil -1,4% nel 2023. Tasse in rialzo per coprire buco da 55 miliardi

Il cancelliere Hunt ha indicato una stima di contrazione del Pil britannico pari all’1,4% nel 2023, ma con un rallentamento della tendenza negativa grazie alle misure della manovra, con una previsione di ritorno alla crescita (dell’1,3%) nel 2024 e del 2,6 e 2,7% nei due anni successivi

di Nicol Degli Innocenti

Gb, Hunt: revocati quasi tutti sgravi fiscali del minibudget

3' di lettura

Tasse in aumento per tutti, cittadini e imprese, e tagli alla spesa per riempire il “buco” da 55 miliardi di sterline nei conti pubblici. Un budget “lacrime e sangue” quello presentato oggi dal cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt nel tentativo di riportare stabilità e restituire credibilità alla Gran Bretagna dopo la tempesta finanziaria di ottobre.

Il carico fiscale diventerà il più pesante dal dopoguerra, salendo dal 36,4% di quest'anno per arrivare al 37,5% del Pil nel 2024 in seguito ai 25 miliardi di sterline di aumenti annunciati da Hunt nella finanziaria d'autunno.

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Le imposte societarie aumenteranno come stabilito dal 19% al 25% l'anno prossimo, portando 18 miliardi di sterline all'anno nelle casse del Tesoro. Le tasse sui profitti straordinari delle imprese del settore energia aumenteranno dal 25% al 35% nel primo trimestre 2023 ed è stata introdotta una nuova tassa del 45% sulle società produttrici di energia elettrica. Queste due misure assieme rastrelleranno altri 14 miliardi di sterline.

L'aliquota massima sui redditi dei privati è stata ampliata invece di essere abolita, come aveva annunciato il predecessore di Hunt nel “mini budget di settembre” che aveva provocato la reazione negativa dei mercati. A pagare l'imposta del 45% saranno ora tutti quelli con un reddito annuo superiore alle 125.140 sterline invece che 150mila sterline.

Le soglie imponibili per le imposte sui redditi e le tasse di successione e i contributi per la previdenza sociale sono state congelate fino al 2028, il che significa che con l'inflazione centinaia di migliaia di persone e di imprese saranno trascinate loro malgrado nella fascia più elevata. L'opposizione laburista ha criticato le misure di “tassazione occulta” del Governo, accusandolo di “rapina” ai danni dei cittadini. Ma il cancelliere ha insistito che “grazie alle decisioni difficili che abbiamo preso, rafforzeremo le finanze pubbliche, ridurremo l'inflazione e tuteleremo l'occupazione”.

L'Office for budget responsibility (Obr), il controllore indipendente dei conti pubblici, ha confermato oggi che la Gran Bretagna è entrata in recessione. Il Pil crescerà del 4,2% quest'anno grazie all'effetto rimbalzo post-Covid per poi contrarsi dell'1,4% nel 2023, secondo l'Obr, che però è stato più ottimista della Banca d'Inghilterra prevedendo solo un anno di recessione poco profonda.

La crescita dovrebbe tornare nel 2024 (+1,3%) e accelerare nei due anni successivi. Resta però il fatto che l'economia britannica non tornerà alle dimensioni di prima della pandemia fino al 2024 e che il tenore di vita dei cittadini crollerà del 7% nei prossimi due anni, il calo più brusco dagli anni Cinquanta. Unica nota positiva l'inflazione, che ieri ha toccato l'11,1%, il massimo da oltre 41 anni, ma che scenderà al 9,1% entro la fine dell'anno e calerà ulteriormente al 7,4% nel 2023, secondo i calcoli dell'Obr e “grazie alle misure introdotte nella finanziaria”, ha sottolineato Hunt.

Il tasso programmato è del 2%. Il cancelliere ha definito l’inflazione il nemico numero uno da combattere, pur mettendo in evidenza che Germania e Italia hanno un tasso più alto della Gran Bretagna.“La recessione è stata causata dalla Russia, ma la ripresa sarà merito della Gran Bretagna”, ha dichiarato il cancelliere per chiudere con un messaggio positivo la lunga litanìa di brutte notizie. Mentre gli aumenti delle tasse scatteranno a breve, i 30 miliardi di sterline di tagli alla spesa saranno spalmati su un periodo più lungo per ridurre il loro impatto negativo.

Per dimostrare di essere “un Governo conservatore compassionevole”, Hunt ha promesso aumenti in linea con il tasso di inflazione (+10,1%) dei sussidi statali e delle pensioni sociali. I tagli alla spesa inoltre risparmieranno Sanità e Istruzione, ha dichiarato Hunt. Il servizio sanitario nazionale e i servizi di assistenza sociale riceveranno 8 miliardi di sterline di fondi aggiuntivi, mentre le scuole avranno 2,3 miliardi in più, pari a mille sterline per ogni scolaro. Per incoraggiare la crescita, pilastro fondamentale della strategia del Governo, Hunt ha annunciato che nonostante la stretta proseguiranno gli investimenti in grandi progetti infrastrutturali.

Si procederà quindi con HS2, il treno ad alta velocità che collegherà Londra con le città del Nord dell'Inghilterra, e con la costruzione di una nuova grande centrale nucleare, SizewellC, un investimento da 700 milioni di sterline che sarà realizzato da EDF. Resterà inoltre invariato il budget di 20 miliardi di sterline per la ricerca e lo sviluppo. L'obiettivo, ha dichiarato il cancelliere, è di sostenere l'innovazione scientifica e tecnologica per fare della Gran Bretagna “la nuova Silicon Valley”.

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