ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSbarramento post Brexit

Gran Bretagna: in vigore i visti privilegiati per laureati in 50 atenei top. Gli italiani restano fuori

La mossa finalizzata ad attirare nel Regno Unito neolaureati provenienti da università estere considerate di elite a livello mondiale

di Redazione Scuola

2' di lettura

Il 30 maggio è diventato operativo lo schema post Brexit annunciato tre settimane fa dal governo Tory di Boris Johnson per attirare nel Regno Unito - attraverso un regime di visti privilegiato - neolaureati provenienti da università estere considerate di elite a livello mondiale. L'iniziativa aveva fatto a suo tempo rumore anche nella Penisola, poiché negli atenei prescelti non ne rientra alcuno italiano. Riguarda peraltro solo una fetta limitati di studenti e giovani professionisti stranieri richiesti dal mercato britannico, nel quadro di uno scenario in cui le facilitazioni accordate a figure specializzate appaiono destinate a moltiplicarsi a più vasto raggio a favore di diversi settori.

Il nuovo schema

Il nuovo schema entrato in vigore, e denominato High Potential Individual Visa, è riservato in ogni caso a chi abbia conseguito titoli di studio in uno dei primi 50 atenei al mondo riconosciuti come tali da istituzioni anglosassoni che certificano i primati globali di qualità, stando alla lista finale pubblicata dal Daily Telegraph in prima pagina. Lista compilata dalle autorità d'Oltremanica mettendo a confronto i dati di 3 note graduatorie (The Times Higher Education World University Rankings, Quacquarelli Symonds World University Rankings e The Academic Ranking of World Universities), in nessuna delle quali vi sono al momento università italiane indicate neppure tra le prime cento posizioni.

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L’elenco

L'elenco, dominato dagli Usa e con alcune presenze asiatiche (4 cinesi, due di Singapore, una giapponese, oltre a una canadese e una australiana), include del resto solo 5 atenei europei in tutto: due svizzeri (i Politecnici di Losanna e Zurigo), uno francese (l'Ecole Normale di Parigi), uno svedese (il Karolinska Institutet di Stoccolma) e uno tedesco (la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera). I cittadini italiani che abbiano studiato all'estero nelle istituzioni accademiche in questione possono ovviamente essere della partita. L'obiettivo dichiarato dell'High Potential Individual Visa è quello di facilitare l'afflusso di cervelli e talenti stranieri qualificati sull'isola anche dopo la Brexit, in una chiave globale, con un taglio delle formalità burocratiche previste per l'ottenimento di visti standard di soggiorno, di lavoro o di studio. Per accedervi (a pagamento) si deve tuttavia dimostrare di avere l'equivalente di almeno 1.500 euro in banca, nonché di poter versare 750 euro circa all'anno per i contributi sanitari.

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