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Grana Padano Dop: dal 2003 al 2020 con i piani produttivi crescita del 40,4%

Il presidente Berni: «Significa che nel 2020 sono stati trasformati a Grana Padano 10 milioni di quintali di latte in più rispetto al 2003 e non ci risulta esistere in Europa, per comparti caseari di significativa entità, crescite così corpose»

di G.d.O.

1' di lettura

Una crescita produttiva del 40,4% in meno di venti anni. È quella assicurata dai piani produttivi al Consorzio di tutela del Grana padano. Cifre che smentiscono definitivamente, semmai ce ne fosse ancora bisogno, i timori di venti anni fa e cioè che la logica dei piani produttivi potesse violare le regole della concorrenza. Per questi motivi tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 si susseguirono molteplici contenziosi tra i consorzi di tutela Dop da un lato e l’Autorità Antitrust dall’altro. Tutte perplessità che sono state superate dalla realtà come ricordato al Festival del Futuro di Verona dal direttore del Consorzio del Grana padano, Stefano Berni.

«I Piani Produttivi che abbiamo adottato a partire dal 2003 – ha spiegato Berni – hanno garantito una crescita produttiva del 40,4%, pari al 2,38% annuo, una media che dal 2010 è salita al 2,47% all'anno. Significa che nel 2020 sono stati trasformati a Grana Padano 10 milioni di quintali di latte in più rispetto al 2003 e non ci risulta esistere in Europa, per comparti caseari di significativa entità, crescite così corpose e neppure esiste per latte omogeneo, derivato da alimentazione a silomais, una destinazione mediamente più remunerativa. Pur con comprensibili variazioni, mediamente la differenza a favore del latte destinato a Grana Padano negli ultimi anni è stata dell'8 per cento».

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