AGROALIMENTARE

Granarolo, in 60 anni i 19 mezzadri creano un gruppo da 1,2 miliardi euro

di Ilaria Vesentini

2' di lettura

Per il viceministro alla Sviluppo economico, Teresa Bellanova, Granarolo è un modello virtuoso perché ha in sè gli anticorpi contro forme di caporalato ed è l’esempio di come la normalità (persone che si alleano pur senza capitali) possa costruire eccellenze vendute in 64 Paesi. Per il presidente dell’Ice, Michele Scannavini, Granarolo è il benchmark cui dovrebbero ispirarsi anche le istituzioni nazionali per portare il made in Italy alimentare in vetta alla classifica dei Paesi esportatori di food (classifica che ci vede solo al 9° posto, superati pure dall’Olanda), perché le logiche cooperative di aggregazione e identificazione sono la nostra arma competitiva più affilata.

Al di là dei riconoscimenti per i risultati dei primi 60 anni di vita e il debutto del francobollo commemorativo emesso per l’occasione da Poste italiane, la festa di ieri a Cadriano per l’anniversario del gruppo Granarolo, leader italiano del lattiero-caseario, è stata l’occasione per riaccendere l’attenzione su un modello di sviluppo articolato: una cooperativa che controlla una Spa. «Un modello di democrazia economica la quale, senza mai venir meno allo spirito iniziale di solidarietà e mutualità che nel 1957 portò 19 mezzadri a unirsi a Bologna nel Consorzio produttori latte, ha portato oggi alla creazione di un gruppo di 2.800 lavoratori, con 23 stabilimenti produttivi (6 all’estero) e 1,2 miliardi di fatturato che compete senza timori con il capitalismo industriale», sottolinea il presidente di Granarolo, Giampiero Calzolari. Alla base della filiera, però, ci sono sempre i mille allevatori soci che conferiscono il latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 camion-cisterna e 1.200 automezzi per distribuire 850mila tonnellate di materia prima l’anno che finiscono sulle tavole di 16 milioni di famiglie.

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«Il nostro ultimo investimento è la 18esima fabbrica italiana costruita dentro Fico Eataly World, una filiera in miniatura del latte che racconta la nostra storia e il nostro processo produttivo. Ma conto non sia l’ultima notizia di questo 2017», aggiunge il presidente Calzolari e il riferimento è all’imminente ingresso del gruppo negli Stati Uniti attraverso un’operazione di M&A, che è nell’aria da mesi. Mentre sta iniziando a prendere forma un altro progetto targato Granarolo, l’acceleratore di start-up creato per stimolare la contaminazione tra i distretti emiliani del cibo, della logistica, del packaging e del biomedicale per plasmare un nuovo distretto-filiera che ancora non c’è.

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