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Granarolo, un nuovo portale per l’e-commerce. E le stalle diventano 4.0

Per il presidente del gruppo Giampiero Calzolari: «Il lockdown ha accelerato il processo di modernizzazione di tutta la filiera agroalimentare e in particolare di quella del latte»

di Giovanni Uggeri

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Per il presidente del gruppo Giampiero Calzolari: «Il lockdown ha accelerato il processo di modernizzazione di tutta la filiera agroalimentare e in particolare di quella del latte»


3' di lettura

«Digitalizzazione e sostenibilità non sono più solo slogan vuoti. Esigono fatti concreti. Su questi temi il food sta vivendo una rivoluzione in tutte le parti della filiera». Così Gianpiero Calzolari presidente di Granarolo (gruppo da 1,3 miliardi di fatturato) spiega con semplicità le scelte strategiche fatte dal suo gruppo in questi mesi e l’introduzione del nuovo portale di e-commerce “Spacciogranarolo.it”, lanciato poco più di un mese fa.

«Abbiamo colto l’occasione – afferma Calzolari – del lockdown per innovare il nostro sistema distributivo. Avevamo già più di mille furgoni refrigerati di nostra proprietà in giro per il Paese che consegnavano latte nella grande distribuzione e al dettaglio. Abbiamo deciso di sfruttarli al meglio in un periodo in cui il business, specie per il latte fresco, stava frenando. E così siamo partiti con il portale».

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Una scelta per far crescere il business? «Non è solo quello. I canali prevalenti saranno sempre la vendita nella grande distribuzione, l’online per ora pesa per il 2-3% del fatturato e forse non crescerà molto di più. Ma il dialogo con i consumatori è diventato più profondo. Per ora in 48 ore consegniamo gli ordini online in 500 Comuni nel Nord ma progressivamente ci estenderemo a Roma e poi nel Sud».

Conoscere meglio i consumatori significa cogliere al volo le nuove esigenze, «ad esempio in questi ultimi giorni ci siamo accorti che è cresciuta la richiesta del latte per bambini. È un filone che è diventato subito interessante per le nostre linee di sviluppo».

L’impatto del lockdown per Granarolo è stato violento. Sia per il crollo delle vendite di latte fresco sia per l’export bloccato. «Ma abbiamo reagito con forza – spiega Calzolari –. Abbiamo avuto una crescita di domanda su burro, formaggi mozzarelle ecc. e abbiamo riconvertito la produzione in questo senso. Abbiamo fatto un salto digitale nella gestione dell’azienda. Nelle stalle è stato avviato un ammodernamento inimmaginabile e che procederà nei prossimi anni in maniera radicale.

«Abbiamo colto l’occasione – afferma Calzolari – del lockdown per innovare il nostro sistema distributivo»

Le stalle moderne saranno robotizzate, consumeranno meno acqua, produrranno più biometano e così via. Insomma una serie di cambiamenti in chiave digitale e sostenibile (tutto viene riciclato e riutilizzato). Con un ingresso pesante di giovani. Il lockdown ha accelerato l’introduzione di tanti cambiamenti non solo per noi ma per tutta la filiera». E proprio ieri è stato annunciata la nuova confezione Tetra Stelo, interamente riciclabile, costituita da carta e polimero da canna da zucchero che permette una riduzione delle emissioni di CO2 del 20 per cento.

Il Gruppo Granarolo conta 2.772 dipendenti. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat. La filiera riunisce oltre 600 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con più di mille mezzi per la distribuzione, che movimentano 850mila tonnellate all’anno e servono quotidianamente circa 50mila punti vendita per milioni di famiglie italiane.

Il servizio Granarolo di consegna a casa della spesa avviato a marzo a titolo gratuito come supporto agli abitanti dei territori serviti, in particolare le persone anziane, è proseguito nei mesi di maggio e giugno e si è evoluto nel nuovo portale Spacciogranarolo.it, un outlet del fresco online dove ci sono oltre 500 tipi di prodotto, in continua evoluzione: quelli del portafoglio Granarolo (latte, yogurt, formaggi freschi e stagionati anche dop, salumi, pasta confezionata all'uovo e di semola e molti altri ancora, a marchio Granarolo, Yomo, Pettinicchio, Podda, Amalattea, Pinzani, Croce di Magara, Gennari e Pastificio Granarolo), a cui si affiancano altri marchi del settore del largo consumo e prodotti di piccoli produttori locali in una selezione di altri salumi, prodotti da forno (pane, pizza, piadine e dolci), piatti pronti, insalate, bevande e succhi di frutta, la cui varietà sarà differente secondo la stagionalità. Il servizio è gratuito per ordini superiori ai 30 euro o al costo di 4,90 euro; sotto i 30 euro di spesa fino al 31 ottobre, i consumatori potranno usufruire di un immediato sconto del 25% su ogni ordine fatto sul portale.

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