TURISMO SLOW

Grand Tour sostenibile: alla scoperta dei borghi italiani da Asolo a Pollica

Quattro borghi italiani hanno stretto l’alleanza per promuovere ai visitatori internazionali, in unico pacchetto suddiviso in 4 tappe, un itinerario inedito all’insegna del turismo lento

di Giambattista Marchetto


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(AdobeStock)

3' di lettura

Un'esperienza turistica lenta e tutt'altro che massificata, una proposta focalizzata su ambiente e cultura, una proposta rigorosamente in bassa stagione e non mordi-e-fuggi. Sono questi i pilastri della neonata alleanza tra quattro borghi italiani in seno a Cittaslow Italia.
Il “quadrilatero del turismo slow” italiano vede ai vertici il pittoresco borgo collinare di Asolo (Treviso), la capitale del Chiantishire Greve in Chianti (Firenze), la città della Rupe Orvieto (Terni) e la piccola polis Pollica (Salerno).

Progetto pilota internazionale
L'iniziativa che coinvolge i 4 borghi è un progetto pilota di Cittaslow International (che riunisce 84 città italiane e 240 nel mondo), una sperimentazione a livello internazionale che si concretizza in un itinerario inedito, il primo in Italia, limitato nei numeri e nello spazio per rispettare i luoghi e le comunità, che guarda all'ambiente e alla cultura come possibilità per lo sviluppo dei territori locali, puntando alla rivalorizzazione dei borghi, allo sviluppo sostenibile e alla residenzialità. L'idea ha iniziato a delinearsi nel 2016, con l'obiettivo di differenziare il turismo nelle piccole città privilegiando i periodi meno affollati, puntando sulla dimensione internazionale (per questo è stato posto come requisito fondamentale la vicinanza di un aeroporto).

Essenziale la vicinanza degli aeroporti per i turisti extra Ue
Il pacchetto promosso dalle quattro cittadine prevede una permanenza di 20 giorni - quattro per ciascuna località – con arrivo all'aeroporto di Venezia, città dalla quale raggiungere Asolo e poi proseguire in bus per Greve in Chianti, Orvieto e Pollica, con partenza infine da Napoli (sono stati privilegiati due grandi aeroporti per favorire il turismo internazionale). Per gli organizzatori è «una riproposizione moderna del Grand Tour», il viaggio in Italia che compivano i rampolli europei nel XVII secolo, conservando la natura conoscitiva ed educativa alla scoperta di cultura, arte, storia, ma anche e la totale assenza di fretta. Il nuovo itinerario tocca quattro tappe che non fanno parte delle principali vie turistiche, «quattro paesi da scoprire non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche paesaggistico ed enogastronomico (tipici sono l'olio per Asolo, Orvieto e Pollica) e il vino (per Asolo, Greve e Orvieto), e l'apertura ad un turismo anche extraeuropeo».

Le tappe
La prima tappa è Asolo, cittadina medioevale situata in posizione collinare tra la pianura e il Monte Grappa, annoverata tra i borghi più belli d'Italia. Amata oggi e in passato da viaggiatori e intellettuali da tutto il mondo, il suo nome è legato in particolare a quello di tre donne: la regina di Cipro Caterina Cornaro, la divina del teatro Eleonora Duse e la viaggiatrice e scrittrice Freya Stark, che scelsero le strade strette e i “centorizzonti” descritti dal Giorgione come patria elettiva. Asolo attrae per la Rocca e le vie strette del borgo, ma anche per il paesaggio di vigneti e frutteti che lo circonda, dal quale nascono l'Asolo Prosecco Superiore Docg e l'olio extravergine d'oliva (Asolo è parte delle Città del Vino e delle Città dell'Olio).

Seconda tappa a Greve in Chianti, sorta ai margini delle vie Volterrana e Francigena, sulla cui piazza si affaccia l'iconica serie delle terrazze da cui le famiglie nobiliari osservavano il mercato. Nella zona è stato istituito il Bio - distretto di Greve in Chianti.
Dalla Toscana all'Umbria, il tour muove verso Orvieto, con i suoi palazzi pubblici e privati, torri, chiese e conventi sorti sulla rupe vulcanica. Da sempre snodo di comunicazione con tutte le altre città etrusche, nel Medioevo divenne un potente comune e nel 1290 fu posta la prima pietra del Duomo, che oggi attrae i visitatori così come il Pozzo di San Patrizio. Il Grand Tour termina a Pollica, in riva al mare. Fondata tra il VII e l'VIII secolo dai monaci basiliani in fuga dall'Oriente bizantino, trova la propria dimensione tra le balze e i sentieri dominati dal Castello dei Principi Capano ed è considerate la culla della dieta mediterranea.

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