diario dal gr20

Grande Randonnée 20, il trekking dei record in Corsica

È l’itinerario più duro e selvaggio d’Europa, con un dislivello di 12mila metri: un vero mito per escursionisti

di Maximilian Cellino


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3' di lettura

«Questo profumo leggero e sottile, di timo e mandorla, fico e castagna... e ancora, questo impercettibile respiro di pino, quel tocco di salvia, questo accenno di rosmarino e lavanda... amici miei... questa fragranza... è la Corsica!» Le parole di uno dei protagonisti del fumetto Asterix in Corsica disegnato da René Goscinny e Albert Uderzo tornano sempre alla mente quando si cammina lungo la Grande Randonnée 20, meglio nota come Gr20, il sentiero delle creste che tagliano in modo trasversale da nord-est a sud-ovest l’Ile de Beauté.

Non potrebbe essere altrimenti, perché a colpire, quando ci si allontana dalle spiagge corse e si lasciano le strade asfaltate sono proprio loro: i profumi della macchia mediterranea, protagonisti assoluti nel succedersi di ciascuna stagione, gradevoli e invadenti allo stesso tempo. In grado, soprattutto, di far dimenticare per qualche istante le fatiche a chi affronta un percorso a suo modo entrato nel mito degli escursionisti e che fra i due estremi di Calenzana (nei pressi di Calvi) e Conca (a poca distanza da Porto Vecchio) misura 177 chilometri e chiede di superare un dislivello di oltre 12mila metri in salita, ma anche in discesa.

Il trekking più duro e selvaggio d’Europa
Mai come nel caso del Gr20 i freddi numeri sono però inadeguati a descrivere la difficoltà di quello che molti definiscono il trekking più duro e selvaggio d’Europa. A marcare la differenza sono infatti le caratteristiche degli stessi sentieri che si percorrono, da nord a sud o viceversa: mai un passo semplice da compiere a causa di un terreno impervio e costellato da rocce irte a ogni altitudine. Aspro e spigoloso è quindi il cammino, che pare davvero assomigliare al carattere di quanti, in un passato che si perde ormai nella memoria, hanno disegnato quelle stesse vie per trasportare le greggi durante le stagioni.

Ma proprio come avviene per ogni corso, una volta superata la diffidenza iniziale e presa confidenza il Gr20 sa concedere tutto il suo amore incondizionato al camminatore che lo affronta con il massimo rispetto. È il contrasto fra il rosa delle rocce di granito, il verde delle foreste e il blu profondo degli specchi d’acqua a distinguere il percorso da quello di altre alte vie: colori che ripagano con gli interessi ogni sforzo compiuto per arrivare a uno dei rifugi che offrono ricovero notturno lungo le 16 tappe del cammino.

I punti più spettacolari
A nord la vetta del Monte Cinto - il punto più alto con i suoi 2.710 metri dal quale nelle giornate terse si riescono ad ammirare, oltre alla costa di mezza Corsica, anche il profilo delle isole dell’arcipelago toscano e la terraferma italiana - e a sud i picchi infuocati dal sole del tramonto della Bavella sono fra i punti più spettacolari che si incontrano lungo il percorso. E anche tra i più arcani, popolati come sarebbero (secondo ciò che si legge nelle guide) da schivi mufloni, che rischiano però di finire accomunati nella mente del viandante agli unicorni della mitologia.

Parlare soltanto dell’incanto delle montagne sarebbe tuttavia un affronto per i numerosi bacini e corsi d’acqua incastonati nelle rocce che si incontrano ovunque lungo la dorsale corsa e che offrono refrigerio agli escursionisti, così come agli altri animali che popolano l’area. Lo spettacolo offerto dai cavalli selvatici che galoppano lungo le rive del Lac de Nino, non lontano dal Col de Vergio, può lasciare senza fiato, così come i toni cupi che si fondono con la minacciosa parete di granito sovrastante il Lac de Gavitello spingono a profonde riflessioni. Al Lac de Melo oppure lungo i corsi di fiumi quali Golo, Asco e Tavignano, disseminati nei loro tratti vicini alla sorgente da limpide vasche d’acqua e chiassose cascatelle è possibile prendere una pausa lungo il cammino e bagnarsi nelle calde giornate estive in modo da offrire ristoro ai muscoli affaticati e ai piedi infuocati dai chilometri percorsi.

Il Gr20 nella sua interezza è riservato soltanto agli escursionisti più allenati e in grado di resistere alla fatica, fisica e anche mentale, imposta da questo genere di percorsi. Chi vuole apprezzare le sue meraviglie in dosi meno massicce può comunque approfittare dei numerosi punti intermedi di ingresso (o uscita) dal percorso nel momento in cui si incrociano le strade asfaltate del Col de Vergio, di Vizzavona (che divide idealmente il Gr20 Nord dal Gr20 Sud), del Col di Verde e dello stesso Col di Bavella. Anche per loro, la Corsica vista dall’alto offrirà tutto un altro spettacolo.

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