Oltrepò Pavese

Grandi brindisi per i 50 anni dell’azienda agricola Rebollini in Oltrepò Pavese

di Mauro Giacomo Bertolli


3' di lettura

Qualche giorno fa Gabriele Rebollini ha festeggiato il mezzo secolo dell'azienda di famiglia a Borgoratto Mormorolo, piccolissimo borgo che forse non arriva a 500 abitanti, situato nelle colline dell'Oltrepò Pavese, a circa 35 km da Pavia, facente parte, nell'epoca longobarda, dei possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio. Un compleanno significativo quello dei cinquant'anni, sia a livello personale, ed io lo so bene essendoci appena passato, sia a livello aziendale, forse da festeggiare con qualche ansia il primo, sicuramente con grande orgoglio il secondo.

L'Oltrepò Pavese è una delle aree più vocate ed al tempo stesso più complicate e difficili per la viticoltura italiana. Patria del nostro Pinot Nero, da sempre territorio diviso tra produttori, cooperative, politica, spesso incapace di fare sistema e di sfruttare le straordinarie opportunità che storia, terroir, posizione dovrebbero invece garantirgli.

L’edizione speciale per l’anniversario

Gabriele Rebollini rappresenta una delle ‘'facce pulite dietro le bottiglie'' che possono raccontare qualcosa, imprenditore ma innanzitutto contadino, ‘'una gran brava persona'', come lo ha definito il Ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio che, da buon pavese, e quindi esponente politico del territorio, ha voluto partecipare alla serata.

Emozionatissimo Gabriele, nel suo ruolo di padrone di casa, quando ha fatto visitare la cantina, pratica, per fare del buon vino, senza tanti orpelli o licenze architettoniche. Visita accompagnata da qualche buon assaggio dei suoi vini e degli straordinari salumi che con un macellaio della zona produce per uso familiare e per qualche buon amico. Se per caso volete andarlo a trovare in cantina per provare i suoi vini non dimenticate di chiedere del salame…
Gabriele racconta con grande orgoglio di “essere riuscito a fare crescere e innovare l'azienda di famiglia rimanendo fedele ai valori che furono di mio nonno e di mio padre, tra cui il principale è il rispetto per il territorio dove sorgono i nostri vigneti, che si traduce in tutela dell'ambiente e ricerca dell'armonia con la natura”.
Quindi tradizione, ma anche innovazione, soprattutto da quando alcuni anni fa, forse ormai una decina, è iniziata una proficua collaborazione con Leonardo Valenti, chiamato da Gabriele ‘'Il Professore'', enologo ed agronomo, docente universitario al corso di laurea di viticoltura ed enologia. Recente è l'inserimento nello staff aziendale del giovane enologo Giulio Zanmarchi, brillante allievo del ‘'Professore''.

La storia familiare
La famiglia Rebollini è arrivata in Oltrepò Pavese circa un secolo fa, provenendo dalla Liguria. Il nonno faceva il boscaiolo, e proprio nel 1968 decise di dedicarsi alla produzione di vino fondando la cantina di famiglia. Per festeggiare l'anniversario naturalmente si è realizzata anche una bottiglia speciale, in edizione limitata e non in commercio, un meraviglioso Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg, Brut Nature Millesimato 2011, da uve Pinot Nero con un piccolo tocco di Chardonnay: scelta non casuale perché gli spumanti sono senza ombra di dubbio la punta di diamante della produzione aziendale, che arriva a circa 100 mila bottiglie annue, per 16 etichette diverse divise in quattro linee: Bollicine, Superiore, vini Speciali (Novello e Passito) e linea Quotidiana.
Tra i vini di Rebollini, oltre al Metodo Classico Brut Nature Millesimato, voglio ricordare il Riesling, la Bonarda, la Barbera e un nuovo arrivato, assaggiato in anteprima e che sarà messo in commercio tra almeno 6, o forse 12, mesi: uno straordinario Pinot Nero vinificato in rosso.


Spumante Metodo Classico Oltrepò Pavese DOCG Brut Nature 2013. È ottenuto da uve Pinot Nero, 95 %, e Chardonnay, 5 %. Il tenore alcolico è del 12,5%. Prodotto solo in alcune annate, si ottiene da uve vendemmiate a mano in cassette di piccole dimensioni e trasportate in cantina con mezzi refrigerati. Segue una pressatura soffice dell'uva intera, viene utilizzata solo la prima parte di mosto che fuoriesce dalle pressioni più basse. Si ricorre a lieviti selezionati e la fermentazione è a temperatura controllata. Dopo 3 mesi in acciaio viene costituita la cuvée, si effettua la presa di spuma e poi resta in catasta sui lieviti per 36 mesi. Dopo la sboccatura riposa per almeno sei mesi in bottiglia.
Nel bicchiere è di colore giallo paglierino dai tenui riflessi dorati. Il perlage è fine e di grande durata, ricchissimo di catenelle. Elegante nei suoi sentori, dalla tradizionale crosta di pane al fieno secco, dai fiori di camomilla alle erbe di montagna come la taneda. Precisa la nota balsamica, da non dimenticare la nespola e la nocciola. L'ingresso in bocca è dapprima deciso, con una bollicina quasi pungente, per poi ammorbidirsi. Si caratterizza per la sapidità, una lieve nota di mandorla amara ma anche sapori agrumati. Straordinaria la sua persistenza.

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