appalti illeciti

Grandi eventi, confiscati 9 milioni di euro ad Angelo Balducci

di Ivan Cimmarusti

(Paola Onofri)

2' di lettura

Circa 3 milioni di euro erano stati nascosti a Lussemburgo e schermati da una società fiduciaria. Ma erano riconducibili ad Angelo Balducci, ex provveditore alle Opere pubbliche, a cui oggi sono stati confiscati 9 milioni di euro di beni. L'operazione è del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Roma, che al termine di complessi approfondimenti - confermati con una pronuncia della Corte di cassazione del 24 febbraio scorso - ha consentito di mettere i sigilli ai beni.

L’inchiesta
Gli accertamenti, nati dall'inchiesta Grandi eventi, hanno riguardato i lavori per il G8 a La Maddalena (poi svoltosi a L'Aquila), i Mondiali di nuoto di Roma del 2009 e le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura della Repubblica capitolina, hanno scoperto l'esistenza di illeciti rapporti d'affari tra il Balducci e note imprese romane vincitrici di gare pubbliche per oltre 300 milioni di euro. Nello specifico, è emerso che, a fronte dell'illecita assegnazione delle commesse pubbliche, le imprese appaltatrici avevano veicolato ingenti flussi finanziari, anche attraverso società interposte, verso una società cinematografica - direttamente riconducibile al proposto - che si occupava della produzione di film il cui attore principale era il figlio di Angelo Balducci, Lorenzo.

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L’operazione

Allo stesso modo, i finanzieri hanno dimostrato che le imprese edili avevano finanziato l'acquisto o ristrutturazione di svariati immobili di pregio a favore del nucleo familiare di Balducci.

I beni confiscati
Sigilli sono stati posti a 27 unità immobiliari, tra ville, appartamenti di pregio e terreni a Roma, San Giorgio di Pesaro, Montepulciano e Sappada. Poi ci sono due autoveicoli e una moto, rapporti bancari e titoli obbligazionari, quote societarie e circa 3 milioni di euro detenuti a Lussemburgo per il tramite di una società fiduciaria.

«La pericolosità di Balducci»
Sulla pericolosità sociale del Balducci, i giudici del Tribunale di Roma hanno evidenziato che «alla luce degli oggettivi accertamenti acquisiti nei vari procedimenti penali instaurati a suo carico, risulta avere pervicacemente approfittato delle proprie funzioni apicali in seno alle amministrazioni, titolari di enormi poteri di spesa in ordine all'assegnazione di appalti pubblici, per procedere in modo sistematico e sfrontato all'arricchimento proprio, dei familiari e dei complici con i quali abitualmente operava; (...) si deve rilevare che le dichiarazioni difensive del Balducci sono sfacciatamente false e smentite obiettivamente dalle fonti di prova acquisite nei processi penali a suo carico, a conferma della pericolosità del proposto e della totale assenza di qualunque resipiscenza».

Uno dei beni sequestrati ad Angelo Balducci, ex provveditore alle Opere pubbliche

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