pressing di confindustria

Grandi opere, Boccia: Governo apra subito i cantieri, valgono 400mila occupati


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(ANSA)

2' di lettura

Confindustria ancora in pressing sul Governo perché apra «subito» i cantieri delle grandi opere per contrastare il ciclo economico si prospetta negativo, come confermano anche le ultime stime di Bankitalia. A chiedere un immediato cambio di rotta, in un'intervista alla “Stampa”, è il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo il quale la manovra per il 2019 non va bene poiché tocca il deficit e si rivela «potenzialmente recessiva». L'ipotesi di una crescita di 0,6 punti a fine 2019, secondo boccia, può essere creduta «al 70 per cento e solo se vogliamo essere ottimisti».

Grandi opere volano dell’economia
Una previsione del genere – sottolinea il leader degli industriali - è possibile grazie «all'economia globale che non rallenta più di quello che immaginavamo e all'aspettativa che il governo attui misure compensative, anzitutto l'immediata attivazione dei cantieri con le risorse già stanziate. Secondo l'Ance, avviare le opere dal valore superiore ai cento milioni di euro, per le quali sono stati previsti 26 miliardi in grado di avere effetti sull'economia di quasi 90 miliardi, genererebbe 400mila di posti. Sarebbe una mossa anticiclica e virtuosa per l'occupazione rispetto a una manovra che, con l'economia globale che frena, appare pro-ciclica e dunque recessiva». «Dobbiamo recuperare il buon senso - sollecita quindi Boccia - la prima analisi d'impatto che il Governo deve fare per le opere, grandi e no, deve partire dagli effetti sull'economia reale delle scelte di politica economica e poi arrivare ai costi. La sola Tav, una delle grandi questioni nazionali, vale 50mila impieghi».

GUARDA IL VIDEO: Boccia: sul nodo crescita si gioca la sostenibilità della manovra

Rdc, posti di lavoro solo se generi occupazione e investimenti
Il presidente di Confindustria torna poi a alanciare l’allarme sul reddito di cittadinanza: «Non ci sono posti - spiega - se non generi occasioni per occupazione e investimenti. Inoltre, chi può rinunciare a due proposte di lavoro quando, in certe zone, se ne arriva una è già un miracolo. Il reddito di cittadinanza deve tutelare le fasce vere di povertà; bisogna fare un grande piano di inclusione per i giovani, agendo sulla competitività delle imprese, sulle infrastrutture e su Industria 4.0. Questa chiave di lettura non la vediamo, così nascono le nostre proposte».

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