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Grandi opere, ripartono gli interventi sulla Gronda di Genova e in altri 11 cantieri

La norma, inserita nel dl Aiuti-quater, permetterà di avviare i cantieri in 11 direttrici della rete autostradale: nuove corsie e ammodernamenti per 12 miliardi

di Flavia Landolfi

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3' di lettura

«È stata scongiurata la tagliola che dal marzo 2023 avrebbe fatto decadere progetti rilevanti, provocando la lievitazione dei tempi. Ora, invece, potranno essere approfonditi senza il rischio di ricominciare da zero». Così il ministero delle Infrastrutture ha annunciato l’ok alla norma sblocca-lavori inserita nel dl Aiuti-quater. L’elenco delle opere interessate dal provvedimento è contenuto nell’allegato IV al provvedimento, dove oltre alla Gronda di Genova, si elencano altre 10 infrastrutture attualemte in stallo. Sono tutte tratte autostradali, 4 su 11 in Toscana.

Le opere sbloccata dal dl Aiuti-quarter

Eccole nel dettaglio: A1 - riqualifica Barberino-Calenzano, A11 - Firenze-Pistoia (lotti 1 e 2), A14 - Bologna-Dir. Ravenna, A1 - Incisa-Valdarno (Lotto 1 e 2), A1 - Milano Sud-Lodi, Gronda di Genova, A14- Passante di Bologna, A13- Bologna-Ferrara, A13 Monselice-Padova, A1- Tangenziale di Modena, A14 Opere compensative di Pesaro (altre bretelle), A1- Prevam Toscana (A2,A1+A3).

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«In questi giorni si è attivato un iter per noi importantissimo che vede svincolati 12 miliardi di euro in progetti, vuol dire che abbiamo già la Via chiusa, le Conferenze dei servizi chiuse, abbiamo già i progetti esecutivi, quindi sono cantieri che si possono aprire subito».

Lo ha dichiarato Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. «Questo - ha aggiunto - ci dà orgoglio e ci dà possibilità di aprire un confronto sulla strategicità di alcune direttrici autostradali». Per Tomasi «dobbiamo lavorare moltissimo sulla sostenibilità della gomma, stiamo costruendo un documento che condivideremo con il ministero che fa vedere quanto importanti sono le infrastrutture. Nelle prossime settimane apriremo confronto».

La norma

È l’articolo 44-bis («Semplificazioni delle procedure per la realizzazione degli interventi autostradali di preminente interesse nazionale») che si incarica di velocizzare le procedure e avviare i cantieri.

Nello specifico, si prevede che prima dell'approvazione, «il progetto definitivo o esecutivo è trasmesso, rispettivamente a cura della stazione appaltante o del concedente, al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e al Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici».

Il ministero «entro i successivi quindici giorni dalla ricezione del progetto, stipula un Protocollo d'intesa con le amministrazioni e gli enti territoriali competenti da cui risulti la favorevole valutazione relativa alla realizzazione dell'intervento, alle caratteristiche peculiari dell'opera, ai tempi stimati d'esecuzione, eventuali obblighi a carico delle amministrazioni coinvolte e ulteriori aspetti ritenuti rilevanti in relazione alle circostanze».

L’iter poi prosegue attraverso il Consiglio superiore dei lavori pubblici che entro quarantacinque giorni dalla data di ricezione del progetto - e non più 90 giorni - «procede ad una valutazione ricognitiva sulla completezza del quadro conoscitivo posto a base del progetto, sulla coerenza delle scelte progettuali con le norme vigenti, e sulla presenza dei requisiti per garantire la cantierabilità e la manutenibilità delle opere».

Le opere sbloccate

Innanzitutto la Gronda di Genova con il raddoppio dell’A10 nel tratto interessato dal crollo del ponte Morandi, il cui cui costo stimato prima del boom delle materie prime era di 4,2 miliardi di euro. Si tratta di 65 km di nuovi tracciati, 24 viadotti e 23 gallerie per i quali le attività di monitoraggio sono tutte completate.

«O i lavori della Gronda autostradale di Genova partono a fine 2022-inizio 2023, o le autorizzazioni e le valutazioni di impatto ambientale scadranno - ha dichiarato qualche giorno fa il viceministro alle Infrastrutture Rixi -. L'apatia di qualcuno in questi anni era semplicemente il tentativo di far scadere le autorizzazioni all'opera, abbiamo poco più di un mese per risolvere quello che gli altri non hanno risolto in tre anni e mezzo».

A giorni poi si dovrebbero conoscere le risultanze del tavolo di esperti aperto al Ministero. Su questa opera grava anche l’incognita dei costi: prima dell’aumento dei costi delle materie prime si stimava un esborso di 4,2 miliardi ma è una grande incognita visto che “nei tempi di realizzazione dell'opera, 8-10 anni, i prezzi delle materie prime cambieranno”, ha spiegato Rixi.

Per quanto riguarda la riqualificazione del tratto Barberino-Calenzano sulla A1 il progetto esecutivo è stato approvato ad aprile scorso. L'intervento si estende per 17 km e comporta la modifica del tracciato con un aumento del numero delle corsie dalle 2 attuali a quattro. Per la riqualificazione della tratta da parte del concessionario Autostrade per l'Italia (Aspi) è prevista l'istallazione di 45 km di barriere bordo ponte laterali, 11.500 metri quadrati di barriere fonoassorbenti, 28.000 metri cubi di calcestruzzo e 70 milioni di metri cubi di pavimentazione profonda cementata, per una spesa complessiva di 110 milioni. Rimanendo in Toscana l’ampliamento dell’A11 - Firenze-Pistoia con il progetto della terza corsia che risale al 2011 dovrebbe partire entro l’anno mentre per il tratto Incisa-Valdarno è in corso un’istruttoria tecnica sulla valutazione di impatto ambientale avviata ad agosto.

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