Il recruitment

Studi legali: ecco i profili più richiesti e gli stipendi 2020 - Junior a ruba

La ricerca Pagegroup per l'area tax&legal: richieste in crescita per i neolaureati e per gli junior con competenze in area lavoro e M&A - Le dinamiche retributive sono invece a rischio rallentamento

di Valeria Uva


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3' di lettura

Il 2020 negli studi tax&legal sarà all’insegna della fidelizzazione e della specializzazione. Ma il nuovo decennio potrebbe iniziare anche con un piccolo rallentamento, sia per i nuovi ingressi che per i compensi. A delineare il “barometro” del recruitment nei grandi studi è Pagegroup, la società specializzata nella selezione del personale, che ha al suo interno una divisione dedicata ai professionisti del tax&legal.

Analizzando le ricerche di questi professionisti commissionate nell’anno appena concluso, Pagegroup ha elaborato la salary survey con le tendenze e le previsioni del 2020.

In linea generale, anche quest’anno proseguirà l’interesse di grandi studi e boutique per il reclutamento di giovani neolaureati e neoabilitati, previsti in crescita sia a livello di compensi che di presenze. «È una politica di selezione cui assistiamo da qualche tempo - commenta Lorena Bonesso, alla guida del tax&legal di PageGroup, che ha concluso il 2019 con circa 140 inserimenti - gli studi crescono non solo tramite lateral hire per i ruoli senior, si allarga anche la base della piramide con sempre maggiori inserimenti di profili junior». L’obiettivo è quello di “coltivare” i giovani talenti da subito e di formarli dall’interno. «Ormai a Milano e Roma un neolaureato di alto profilo non ha difficoltà di inserimento - aggiunge Bonesso che però avverte - la situazione è molto diversa in provincia».

Sono in crescita dunque le posizioni disponibili per i giovani avvocati e commercialisti, a partire dai praticanti fino ai neoabilitati (quindi con circa due anni di esperienza) che possono contare su un salario di ingresso medio tra i 22 e i 25mila euro (si veda la tabella a fianco).

Con la conseguenza che, al contrario, le figure intermedie, dagli associate con esperienza agli junior partner sono da qualche tempo meno ricercati. Tra i ruoli in primo piano nel 2020 Pagegroup segnala il tax consultant , l’associate nel dipartimento di M&A e anche posizioni apicali come quella dell’equity partner cui lo studio chiede di portare con sé un portafoglio clienti dai 400mila al milione di euro e un team dalle due alle sei risorse.

Le competenze
Prosegue poi la tendenza alla iper specializzazione. Per Pagegroup questo segmento di mercato è sempre in fermento «purché ci sia consistenza, condivisione di valori e preparazione tecnica iper-specializzata». Il dossier indica quali settori trainanti anche per il 2020 il tax consultant, ma ancora una volta l’attenzione è soprattutto sul’M&A e sulle operazioni straordinarie (uno su 5 dei profili più cercati è in ambito corporate), il restructuring nonché il transfer pricing e la fiscalità internazionale. Mentre nell’area diritto si aggiungono le specializzazioni nel litigation e nella proprietà intellettuale. «La new entry è sicuramente la specializzazione in diritto del lavoro, che è stata molto richiesta nel 2019 e lo sarà anche nei prossimi mesi - precisa Bonesso - per via di una normativa in continuo cambiamento e dunque di maggiore richiesta di consulenza».

LEGAL
TAX

I compensi

Negli ultimi cinque anni i compensi nel segmento sono sempre risultati in aumento, con punte del 10-15 per cento in totale. Non è chiaro se la tendenza proseguirà quest’anno. « Ci aspettiamo un ottimo 2020 -premette la manager - ma assistiamo a un timido rallentamento, già dagli ultimi mesi del 2019, sia in termini di retribuzioni che di numero di richieste». Un fenomeno ancora da indagare e soprattutto da confermare. «Potrebbe essere legato a timori di un rallentamento complessivo dell’economia, ma per quanto riguarda l’area legal potrebbe essere semplicemente il frutto del grande dinamismo e dei lateral hire che hanno caratterizzato in modo eccezionale il 2019».

Questi primi mesi quindi potrebbero essere di ordinario assestamento. «In realtà i grandi studi non risentono mai in modo consistente di eventuali rallentamenti dell’economia, quindi non prevediamo ribassi delle retribuzioni attuali». In altre parole, le attuali politiche retributive dovrebbero restare invariate, e continuare a essere guidate più dagli anni di esperienza che dalla specializzazione, con qualche differenza nelle fasce tra le realtà internazionali e i big italiani.

L’in-house
Come da tradizione resta più statico il mercato del tax& legal recruitment interno alle società, ma anche in questo caso in aumento appaiono le ricerche di profili junior (specialisti tax e privacy fra tutti). Più calmierate naturalmente le remunerazioni legate ai parametri del lavoro dipendente, che qui si attestano sui 40mila euro per un tax manager senza esperienza e possono arrivare fino ai 60mila di un legal director , sempre al primo ingresso.

Al vertice della piramide corporate si collocano gli head of regulatory e i compliance director che possono aspirare a una retribuzione fino a 90mila euro solo se al top dell’anzianità.

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