mercato dell’arte

Granpalazzo 2017: numero invariato di gallerie ma tante new entry

di Maria Adelaide Marchesoni

La performance di Alice Ronchi

4' di lettura

Format che funziona, e soprattutto mette tutti d'accordo, galleristi e collezionisti, non si cambia. Granpalazzo è tornato per la terza edizione dal 27 al 28 maggio, unico cambiamento, la sede, Palazzo Chigi ad Ariccia, a 18 km da Roma. L'appuntamento con l'arte contemporanea ideato da Paola Capata, Delfo Durante, Ilaria Giani e Federica Schiavo ha visto, anche quest'anno, la partecipazione di numerosi visitatori, che secondo gli organizzatori hanno raggiunto 6.000 presenze in crescita rispetto ai 5.500 del 2016.
Invariato in 27 il numero delle gallerie, una caratteristica di questa “fiera” che non vuole aumentare le presenze per: raccontano gli organizzatori. Delle 27 gallerie, 10 le italiane e il resto straniere provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti. Invariata anche la quota di partecipazione, pari a 4.000 euro, interamente investita nell'organizzazione dell'evento, che non ha scopo di lucro ma punta a raggiungere il pareggio. Nessun sponsor finanziario, ma solo qualche sponsor tecnico.

Solo project. Come nelle edizioni precedenti tutte le gallerie hanno esposto solo project con un livello qualitativo dell'offerta molto elevato e i collezionisti hanno confermato di apprezzare la proposta artistica con alcuni acquisti sin dalle prime ore della manifestazione. Nella cornice del palazzo, che dal 1999 è in parte sede del Museo del Barocco romano, le opere esposte abbracciavano tutti i media, con opportuni stratagemmi per i dipinti che non potevano essere appesi alle pareti. Il price range dell'offerta artistica era compreso tra 1.500 e 30.000 euro con un prezzo medio nell'ordine di 5mila euro. La maggior parte degli artisti esposti sono nati tra gli anni '70 e '80 ma non mancavano anche i maestri e tra questi Gianfranco Baruchello, Tommaso Binga pseudonimo maschile che Bianca Pucciarelli Menna ha assunto negli anni Settanta. Dell'artista, che attualmente è esposta alla Fondazione Prada a Milano nella mostra di Francesco Vezzoli, la galleria Tiziana Caro di Napoli esponeva opere realizzate tra il 1972 e il 1982: le tavole oscillavano tra 4.000 e 7.000 euro mentre le opere in polistirolo 1.800 euro edizione di 30.

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Alice Ronchi, Galleria Francesca Minini

Le new entry. Diverse le gallerie presenti per la prima volta a Granpalazzo e tra queste l'italiana Pinksummer di Genova con due sculture di Alis/Filliol, «Fratelli» 2017 realizzata modellando il grasso industriale (8.000 euro) e «Alieni», 2017 prendono forma dall'interno di un blocco d'argilla dando origine da sculture che sfuggono al controllo dell'artista.
Prima volta per Madragoa, galleria di Lisbona aperta nel 2016 esponeva i disegni di Sara Chang Yan che traccia sulla pagina una serie di segni elementari, vi dissemina piccole gocce di colore ad acqua, taglia, buca, piega e rimuove lo stato superficiale del foglio. Il disegno diventa una scultura e l'opera viene appesa con un filo al soffitto e il pubblico può osservarne entrambi i lati, guardando da prospettive differenti (900 euro la singola opera).
Da Bucarest, Eastwards Prospecuts con le opere di Mircea Stãnescu, la cui produzione artistica è contraddistinta dal ricorso a numerosi mezzi espressivi, tra cui la fotografia e il disegno per concentrarsi su concetti chiave quali l'identità individuale, l'isolamento, la memoria (il range di prezzo dei disegni presentati tutti di formato ridotto oscilla tra 1.000 e 4.000 euro).
Daniel Marzona , da Berlino, ha presentato un lavoro molto interessante dell'artista Sofia Hultén la cui pratica si fonda sul recupero di oggetti trovati per strada, con i quali realizza delle sculture disfunzionali (prezzo da 5.000 a 9.000 euro). Prima volta anche per Apalazzo con due sculture dell'artista norvegese Ann Iren Buan molto delicate composte da frammenti di lavori precedenti (6.000-15.000 euro). Quest'anno con grande sorpresa è approdato anche Massimo Minini esponendo una ventina di quadri di dimensioni ridotte di Albert Samson, un artista già proposto nell'ultima edizione di Miart (prezzo 2.000 euro).
Sono tornati, invece a Granpalazzo,i gallersti di P420 (Bologna) con le opere di Alessandra Spranzi appartenenti a diverse serie, «Obsoleto», 2013/2014 composizioni di Polaroid che ritraggono oggetti abbandonati, «Pagine dipinte», 2016 che contengono un intervento pittorico dell'artista (3.300 euro).
Sorprende anche quest'anno l'installazione di Zero (Milano) che ha dedicato una stanza a un'opera dell'artista Francesco Gennari, «Autoritratto come tramonto triangolare», 2017 (8.000 euro).

Ragazzo con prototipo, formato 49,5 x32,2 cm, 2016 (particolare)

La novità. Non solo gallerie e collezionisti, quest'anno i curatori sono stati tra i protagonisti della fiera. Infatti tra le novità di le Curator's Walk: quattro curatori coinvolti, Marie Cozette, Pier Paolo Pancotto, Adrienne Drake e Marcello Smarelli con il compito di guidare gli ospiti e il pubblico attraverso le sale di Palazzo Chigi, alla scoperta delle opere, degli artisti e delle gallerie presenti. ci raccontano gli ideatori.
Le performance. Per il programma dedicato alla performance quest'anno Granpalazzo ha deciso di coinvolgere alcune realtà di Roma, Fondazione Baruchello , Fondazione VOLUME! , smART – polo per l'arte . Ilaria Giani - per mostrare a un pubblico diverso, non prettamente locale, le attività che portano avanti sul territorio>. Le tre performance sono state ideate da tre artisti di generazioni diverse con l'intento di proporre una loro opera dal vivo. Gianfranco Baruchello presente con la Fondazione omonima che ha ideato la performance «Adozione della pecora, un gregge di pecore in legno viene condotto dai visitatori e dagli ospiti di Granpalazzo, che diventano così i “pastori”».
La Fondazione VOLUME! ha presentato «Crescendo-Diminuendo (Sergio Ragalzi)», 2017, di Italo Zuffi, che all'interno di una stanza riproduce il sonoro di un vernissage e infine, smART – polo per l'arte, ha introdotto nell'Uccelliera di Palazzo Chigi, il progetto di Roberto Fassone, intitolato «Fox With The Sound Of Its Owl Shaking (unplugged)» che illustra una serie di strategie e tecniche per progettare un'opera d'arte concettuale.
Infine, pur non facendo parte delle performance l'installazione di Alice Ronchi, artista della galleria Francesca Minini, ha fatto “giocare” il pubblico più giovane presente a Granpalazzo che è diventato il protagonista della performance «Indoor Flora», 2016 composta da elementi colorati costituiti da tubi idraulici che inseriti uno dentro l'altro creavano una struttura dal funzionamento simile a sullo delle costruzioni in legno per bambini.

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