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Grant Thornton inciampa di nuovo sul food: dal crack Parmalat all’inglese Patisserie Valerie

I commissari straordinari della catena di pasticcerie hanno fatto causa per 200 milioni alla società, la più grande mai fatta in UK. Nel 2001 i revisori già travolti dallo scandalo Tanzi

di Simone Filippetti

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(NurPhoto via AFP)

I commissari straordinari della catena di pasticcerie hanno fatto causa per 200 milioni alla società, la più grande mai fatta in UK. Nel 2001 i revisori già travolti dallo scandalo Tanzi


2' di lettura

LONDRA - L'insegna gialla con caratteri in stile liberty francese dei primi del '900 era un punto di riferimento in giro per Londra: Patisserie Valerie era una delle più famose, e gustose, catene di pasticcerie parigine (o simil-parigine) della capitale, nata nel lontano 1926. Il verbo va coniugato al passato perché il gruppo ha chiuso i battenti: gli invitanti framboise e i fragranti croissant non sono però l'ennesima “morte bianca” del Covid. E nemmeno la vittima di un rigurgito sovranista della Brexit. Ma una truffa, che riporta alla memoria il crack Parmalat: il nome di Grant Thornton spunta in entrambi i fallimenti.

Una Mini-Parmalat

Patisserie Valerie è stata chiusa l'anno scorso: una mattina di gennaio del 2019, prima che il mondo precipitasse nell'incubo pandemia, e un anno prima che la Gran Bretagna dicesse definitivamente alla Ue, la catena ha non ha riaperto i suoi 200 negozi sparsi per tutto il paese. Le due banche creditrici HSBC e Barclays avevano deciso di chiudere i rubinetti perché Patisserie Valerie era una truffa: i 500 milioni di sterline di fatturato erano gonfiati e anche i 94 milioni di liquidità non esistevano. Ma anzi, c'era un buco 10 milioni, di cui una parte (1,14 milioni) di debiti verso gli esattori della Regina, la temibile HMRC. Azionisti e creditori hanno perso tutto.Dopo un anno da quando sono stati portati i libri in tribunale, gli amministratori giudiziali sono partiti all'attacco dei revisori dei conti: sotto accusa è finita la Grant Thornton, la società che certificava i bilanci di Patisserie Valerie. Per 12 anni hanno garantito che i conti erano in ordine. Secondo i commissari straordinari non hanno vigilato a dovere: e ora Grant Thornton è stata chiamata a pagare 200 milioni di sterline. È la più grande causa di risarcimento per un crack mai fatta nel Regno Unito contro una società di revisione.

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Grant Thornton ci ricasca

La storia si ripete per Grant Thornton. Agli italiani il caso di Patisserie Valerie suona vagamente familiare: quando, nel 2001, scoppiò il crack Parmalat, chi firmava i bilanci era sempre la Grant Thornton. Anche allora i revisori finirono nella bufera: come avevano fatto a non accorgersi di un buco da 14 miliardi di euro? Dal latte alle torte e pasticcini, Grant Thornton casca sempre sull'alimentare. Ma forse i liquidatori inglesi che hanno fatto causa ai revisori chiedendo un risarcimento monstre farebbero bene a studiarsi le carte di Parmalat: il super-commissario Enrico Bondi, che pure era un mastino delle revocatorie, perse due volte in America contro i revisori. Dopo 10 anni di braccio di ferro giudiziario, alla fine si arrivò a un accordo: Grant Thornton versò 4,4 milioni di dollari alla Parmalat, briciole rispetto alle dimensioni del crack. All'epoca della “pace” il testo precisava che il pagamento da parte dei revisori non implicava alcuna ammissione di colpa.


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