ospite a “che tempo che fa”

Grasso: «Penso a ricostruire, nessuna preclusione a Pd dopo voto»

di Redazione Online


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2' di lettura

«Non volevo nome nel simbolo, ma mi hanno detto che è come il braccialetto che si mette al polso dei neonati». Ieri sera, ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, il presidente del Senato e leader di “Liberi e Uguali” (LeU), Pietro Grasso, ha ufficializzato il simbolo del nuovo partito, spiegando colori e simbologia: «È amaranto che indica protezione. Poi - ha aggiunto - ci sono alcune foglioline, a forma di E, che indicano le donne presenti nel nostro movimento e il ruolo che svolgono nel Paese». «Quando ci sono 18 milioni di poveri – ha spiegato entrando nel merito “politico” della sua scelta - è evidente che bisogna ricostruire la sinistra e quindi il Paese: con Liberi e Uguali diamo vita a un processo aperto, di allargamento per incontrare quante più persone».

«È una vita che ho posizioni di guida, se ne accorgeranno tutti»
Al suo esordio tv nelle vesti di leader di partito, Grasso ha quindi replicato senza timore al segretario dem, Matteo Renzi, di cui prevede «forse un futuro poco roseo», confermando il suo ruolo di primo piano, non di facciata, nel nuovo partito: «È una vita che guido giudici e processi. Posso guidare un partito. E ve ne accorgerete». A Renzi, che in una intervista a “Repubblica”, aveva paragonato la sua discesa in campo a quella di Gianfranco Fini, Grasso assicura invece che in campagna elettorale «manterremo un certo stile, senza attacchi. Ma io – ha affondato - non ho un passato politico, guardo al futuro. Lui ha finito la fase zen, ma forse ha un futuro poco roseo...».

«Io guida tranquilla che da sinistra va a persone»
Parlando del suo progetto politico, Grasso sottolinea ancora una volta che il suo obiettivo è molto più ampio che guidare un partitino: «Ho una visione più ampia che quella di guidare una ridotta di sinistra. Penso a una ricostruzione della sinistra e quindi del Paese». Senza escludere un dialogo con il Pd dopo le elezioni: «Pensiamo che si possa maturare nel fare coalizioni. C'è bisogno di una guida tranquilla che parta dalla sinistra ma poi vada verso le persone. Il mio obiettivo - ribadisce - è allargare, nessuna preclusione verso il Pd o M5s dopo le elezioni».

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