BENI CULTURALI

Grazie a 170 itinerari a tema il Fai ci porta a scoprire l’Italia nascosta

di Antonello Cherchi

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Palazzo Corsini a Roma


2' di lettura

“Ricordiamoci di salvare l’Italia”, ovvero centosettanta itinerari che si snodano in altrettante città declinando un particolare tema: dalla musica, all’artigianato, alle bellezze viste dall’alto. Camminando lungo quei percorsi studiati dal Fai (il Fondo ambiente italiano) domenica 15 settembre si potrà scoprire o riscoprire una parte dell’Italia meno conosciuta e, in alcuni casi, invisibile. Perché lo sviluppo dei 170 percorsi coinvolgerà circa 600 beni o scorci paesaggistici e qualcuno verrà aperto al pubblico per l’occasione, perché nel resto dell’anno non è visitabile.

Un contributo per salvare il Belpaese
Gli appassionati del Belpaese e che hanno a cuore la salvaguardia dei tesori che custodisce potranno visitare quei luoghi gratuitamente, anche se - hanno ricordato il presidente del Fai, Andrea Carandini, e il vicepresidente, Marco Magnifico, presentando l’iniziativa a Roma - ogni offerta è benvenuta e ancor più l’iscrizione al Fai, che il 15 ottobre costerà 29 euro anziché 39 (riduzione che vale anche per le iscrizioni online effettuate nel corso di questo mese). Le risorse non bastano mai, perché ci sono tanti monumenti e beni che hanno bisogno di interventi.

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L’Italia da conservare

L’Italia da conservare

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Franceschini: i privati ci devono dare una mano
«Ringrazio il Fai per l’entusiasmo e la passione - ha commentato a proposito il ministro Franceschini, presente all’illustrazione dell’evento - ma allo stesso tempo mi prende una sensazione di avvilimento. Perché nonostante quanto è stato fatto in questi anni, il lavoro che ci aspetta è ancora enorme. Ogni bene lasciato a sé stesso è una ferita per il Paese. Le risorse pubbliche - che pure sono passate dai 37 milioni di euro messi a disposizione dal gioco del Lotto ai 2,5 miliardi di ora, più i 180 milioni raccolti con l’Art bonus - non basteranno mai. È necessario l’aiuto dei privati».

La passione dei giovani Ciceroni
Il 15 ottobre le visite saranno guidate da circa 3.800 Ciceroni, tutti volontari del Fai. Ottocento di essi sono giovani «ed è a loro - ha spiegato Carandini - che si devono circa un quinto degli itinerari e anche il tema della musica, che rappresenterà il fil rouge di alcuni percorsi», che si snoderanno lungo tutta la Penisola: da Milano a Roma, da Napoli a Catania.

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