Dal libro alla tv

Grazie “Normal People”, l’amore trionfa di nuovo

La serie (bellissima) tratta dal fortunato romanzo di Sally Rooney rinnova il racconto sentimentale cucendolo addosso alle pulsioni e alle fragilità delle nuove generazioni. Il risultato è un ritratto sociale al tempo stesso intimo e attuale, inedito e familiare

di Manuela Stacca

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Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, attori protagonisti di Normal People, dal 16 luglio su StarzPlay

3' di lettura

«This is a love story». Iniziava così la seconda stagione di Fleabag, diventata in poco tempo la serie più chiacchierata, amata e premiata del 2019. La protagonista, sentimentalmente e moralmente in bancarotta, s'innamora del proibito “Hot Priest” e cede a un sentimento diventato sempre più impopolare oggi. Viviamo in un'epoca nella quale il concetto stesso di amore è spesso deriso, sminuito a fantasie adolescenziali e soppiantato da discorsi molto poco romantici, tra disillusione e nichilismo che non a caso hanno trovato ampio spazio nelle narrazioni audiovisive – si pensi al cult distopico Black Mirror, a The Handmaid's Tale, e ancora Mad Max Fury Road, Blade Runner 2049, fino al prossimo Matrix 4, ancora in produzione. Le storie romantiche, d'altro canto, seppur di grande successo, hanno sempre subìto un certo pregiudizio, perché considerate frivole e “cose da femmine”. Ma dopo il trionfo di Fleabag, anche quest'anno la serialità torna a raccontare l'amore epico e strappacuore, e lo fa con una nuova ossessione: Normal People (dal 16 luglio su StarzPlay).

Tratta dall'omonimo romanzo best-seller di Sally Rooney (in Italia edito da Einaudi), la serie Hulu-BBC Three segue la storia di Marianne (Daisy Edgar-Jones) e Connell (Paul Mescal): lei, intelligente, schietta e polemica, è “la strana” della scuola; lui, altrettanto brillante, è sensibile, insicuro ma molto popolare. Provenienti della contea irlandese di Sligo, i due condividono insieme il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, e nel corso degli anni si prendono, si lasciano, si rincorrono, si amano ancora e ancora. Nonostante le differenze di classe e le aspettative altrui, i non detti e tutti quei piccoli grandi sbagli che più volte separano e creano rovinosi fraintendimenti. Quella di Normal People è una storia d'amore tanto familiare quanto inedita. Nella serie, i personaggi sono difficili da definire e sfidano i tradizionali ruoli di genere; i temi, attualissimi, spaziano tra ansia sociale, depressione, mascolinità tossica e consenso; mentre la scrittura lavora in sottrazione, lasciando parlare le immagini, i volti e i corpi degli attori, specie durante le tante scene di nudo: il New York Times ha scritto che «Normal People prende il sesso seriamente», raccontandolo in modo realistico, sexy e mai voyeuristico. E suscitando un consenso pressoché unanime, sia di critica sia di pubblico – la serie ha segnato un nuovo record in UK, con 16 milioni di visualizzazioni su BBC Player in una settimana.

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La serie è stata lanciata in Inghilterra da BBC Three lo scorso 20 aprile

Il risultato è una trasposizione fedele e una serie impeccabile, intima e carnale, proprio come lo sono i romanzi di Rooney (qui produttrice e autrice della sceneggiatura insieme a Alice Birch e Mark O'Rowe), definita la “Jane Austen del precariato” per la sua capacità di indagare la femminilità, le pulsioni sessuali, le ansie per il futuro e queste relazioni così ingarbugliate tipiche della generazione Millennials. «Sto cercando di trovare forme per esprimere me stessa che sovvertano [le forme tradizionali maschili, nda] per rendere il discorso, o la scrittura, trasgressiva», ha detto in un'intervista. E così ha fatto in Normal People, libro e serie tv che rinnovano il racconto amoroso. Sconfinando e, allo stesso tempo, rimanendo ben saldi agli archetipi del genere, come già visto anche in Chiamami col tuo nome, Ritratto della giovane in fiamme o High Fidelity: altra romantic dramedy di Hulu, nonché rifacimento “gender swap” dell'omonimo film del 2000, incentrato su una millennial bisessuale e birazziale incasinata, in cerca dell'amore e di se stessa. Quest'anno il romanticismo lo ritroviamo persino nella serie sci-fi Upload (dallo scorso maggio su Amazon Prime), che mette da parte il futuro distopico tanto abusato per raccontare ancora una storia d'amore impossibile.

Nonostante il cinismo dilagante (o forse proprio a causa di questo), le love stories tornano quindi al centro della serialità televisiva, diventando il perfetto intrattenimento escapista in tempi di distanziamento sociale e lockdown. Normal People ne è solo l'ultimo esempio, tra i più riusciti, perché è una serie classica e moderna insieme. A conferma che il tema dell'amore cambia, si evolve, trova nuove strade ma continua ad appassionare, come fosse sempre la prima volta.

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