TROIKA AD ATENE

Grecia, i depositi bancari crollano al livello del 2001

di Vittorio Da Rold

Yannis Stournaras (Olycom)

4' di lettura

La Troika è tornata in Grecia e sta discutendo con il governo di Alexis Tsipras le nuove riforme strutturali che il paese deve attuare per sbloccare ulteriori fondi per il terzo salvataggio e poter pagare così i 7 miliardi di euro di bond che scadono a luglio detenuti per la maggior parte dalla Bce.

Intanto i depositi bancari ellenici sono scesi al livello più basso dal 2001: secondo i dati di gennaio comunicati dalla Banca di Grecia, guidata da Yannis Stournaras, le famiglie (0,562 miliardi) e le imprese (0,972 miliardi) hanno ritirato 1,534 miliardi di euro dai depositi bancari a gennaio rispetto a dicembre 2016 portando così il livello totale dei depositi a 119,75 miliardi, il livello più basso dal 2001. Un segno evidente di nervosismo degli stessi greci sull’andamento del terzo salvataggio greco da 86 miliardi di euro.

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LA FUGA DALLE BANCHE GRECHE

Depositi bancari del settore privato (imprese e famiglie) da gennaio 2001 a gennaio 2017. Dati in miliardi di euro (Fonte: Bank of Greece)

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Il governo greco si aspetta comunque di giungere a un accordo a marzo o all'inizio di aprile, ma le questioni ancora in sospeso sollevano forti preoccupazioni da parte degli osservatori a causa della estrema impopolarità delle misure da far approvare in Parlamento.

Il governo guidato dal primo ministro greco Alexis Tsipras avrebbe accettato - secondo fonti raccolte da Bloomberg - di approvare le riforme strutturali richieste dal Fmi che tagliano i limiti di reddito esente dalle imposte e modifica il sistema pensionistico entro il 2019, superando così quello che una volta Syriza caratterizzava nei congressi del partito di maggioranza relativa come una “linea rossa” invalicabile.

Ma i tempi cambiano anche sotto il Partenone. Il governo ellenico ora pragmaticamente dice che l’accordo sarà neutrale e non aumenterà l’ austerità in quanto la nuova normativa includerà anche misure di stimolo alla crescita. Un modo per rendere meno amara la consueta medicina di tagli alle spese e aumenti di tasse come se la cintura dei greci non avesse ancora esaurito lo spazio per nuovi buchi.

Tsipras ha detto ai suoi parlamentari venerdì scorso che la revisione del piano può essere completata entro il 20 marzo, quando i ministri delle Finanze della zona euro si incontreranno di nuovo a Bruxelles. Le discussioni potrebbero trascinarsi ancora fino alla prossima riunione dell'eurogruppo prevista il 7 aprile, dato il numero elevato di questioni ancora in sospeso. La Grecia è alla ricerca di un «accordo globale» entro maggio che potrebbe anche includere eventuali decisioni sulle misure di alleggerimento del debito a medio termine e l'inclusione dei titoli greci nel Qe, il programma di acquisto dei bond da parte della Banca centrale europea.

Ciò che sarà probabilmente necessario è una estensione «significativa» delle scadenze sui prestiti per il salvataggio greco e un «taglio del tasso di interesse», ha detto conciliante mercoledì il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, alla televisione tedesca ARD. «Più avanti si discuterà della ristrutturazione debito», ha concluso Lagarde.
Il tentativo della troika è quello di ridurre la distanza con le posizioni espresse a caldo dal ministro delle Finanze greco, Euclide Tsakalotos, in una riunione a Bruxelles il 10 febbraio scorso.

Dopo che le parti dovessero raggiungere un pre-accordo su ciò che deve essere fatto, i ministri delle Finanze della zona euro potranno discutere di opzioni aggiuntive di alleggerimento del debito, così come richiesto dal Fmi quale ondizione per partecipare al terzo salvataggio della Grecia . Il Fondo è probabile che chieda una descrizione più analitica delle misure “a medio termine”, che saranno adottate nel 2018 per garantire che gli obblighi della Grecia tornino in un percorso sostenibile.

Alla Grecia viene chiesto di attuare delle riforme fiscali, del lavoro e nel mercato dell’energia. I negoziati potrebbero portare a un rapido accordo, se ci sarà la volontà politica di Atene e un approccio realistico da parte dei creditori. In caso contrario, la missione della troika si esaurirà subito e sarà necessario un altro giro di incontri per raggiungere un accordo.

I creditori hanno chiesto nuove misure di austerità pari al 2% del Pil , che saranno messe in atto entro il 2019, se la Grecia dovesse mancare ai suoi obiettivi di bilancio. Atene ritiene che questa cifra potrebbe scendere tra l’1,7% e 1,8% grazie a una performance di bilancio migliore nel 2016 .

La Troika ha chiesto che le misure provengano da un ulteriore taglio della soglia di esenzione dei redditi - pari al 0,75% del Pil, un altro 0,75% da una diminuzione delle pensioni e lo 0,5% da altre misure varie non rese note. Tutte queste misure dovranno essere approvate in via preventiva come clausole di salvaguardia. Il Parlamento greco li voterà subito ed entreranno in vigore dal 1° gennaio 2019. Atene poi potrà varare delle misure di segno opposto se dovesse superare gli obiettivi di bilancio: queste misure di rilancio si concentreranno sui tagli fiscali per le imprese e tagli ai contributi sociali.

Punti controversi - La Grecia deve anche chiudere un gap di bilancio per il 2018, che prevede un obiettivo concordato per un avanzo primario di bilancio al 3,5%del Pil. Il governo ha individuato misure supplementari tra i 500 e i 700 milioni di euro per compensare il divario. Atene dice che può compensare i restanti 200 milioni di euro, grazie al buon andamento del bilancio del 2016 risultato migliore del previsto. Ma la Troika è cauta e vuole vedere gesti concreti prima di dare il suo assenso.

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