nel centro di atene

Grecia, l’ex premier Papademos ferito da una bomba esplosa nella sua auto

di Vittorio Da Rold

Loukas Papademos (EPA/ORESTIS PANAGIOTOU)

2' di lettura

Atene ancora nel mirino delle forze che vogliono la destabilizzazione del Paese mediterraneo da sette anni in piena crisi del debito sovrano . Un pacco bomba è esploso tra le mani dell'ex premier Loukas Papademos, mentre si trovava in macchina insieme all'autista e un agente di scorta. L'esplosione è avvenuta al centro di Atene in una zona subito transennata dalla forze speciali della polizia.

Papademos, 69 anni, è rimasto gravemente ferito all'addome, ma non sarebbe in pericolo di vita, mentre le altre due persone che erano nel veicolo blindato - che
nelle immagini appare integro - sono rimaste ferite in maniera più lieve. Tutti sono stati ricoverati all'ospedale Evangelismos.

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L'esplosione sarebbe stata provocata da una lettera-bomba. «Siamo completamente scioccati da quello che è successo». Lo ha affermato il ministro greco Nikos Pappas, riferendosi all'ordigno esploso nell'auto guidata dall'ex premier Papademos. «Condanniamo questo atto terribile senza riserve e auguriamo il meglio a Papademos», ha aggiunto Pappas, uno dei
più stretti collaboratori del premier Alexis Tspiras, che è stato informato dell'attentato a Bruxelles al vertice Nato. Condanna e solidarietà sono venuti da tutti i leader politici ellenici.
Nessuno ha rivendicato l'azione, ma in passato alcuni politici e giornalisti greci sono stati bersaglio di attacchi da parte di militanti di estrema sinistra o gruppi anarchici.

Lo scoppio è avvenuto alle 18:45 locali all'incrocio tra le vie 3 Settembre e Marni. Sul posto sono accorsi vigili del fuoco e polizia che ha bloccato al traffico l'incrocio dove si è verificata l'esplosione.

Papademos è un economista che si è formato al Mit di Boston e che ha guidato un governo tecnico in Grecia tra il 2011 e il 2012, dopo essere stato governatore della Banca di Grecia tra il 1994 e il 2002 e vice presidente della Banca centrale europea tra il 2002 e il 2010.

Il suo governo di unità nazionale con i voti del Pasok e di Nea Dimokratia si formò all’indomani del ritorno dal tempestoso summit di Cannes - alla presenza di Obama, Sarkozy, Merkel e Berlusconi - del premier di allora, George Papandreu, che si dimise dall’incarico dopo aver proposto di andare a un controverso referendum sulla permanenza del Paese nell’euro. Il partito socialista, il Pasok, si spaccò e l’allora ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, guidò la fronda all’interno del partito a Papandreu che decise di farsi da parte aprendo la porta alla formazione del governo tecnico di Papademos in uno dei momenti più difficili della crisi del debito sovrano greco, una vicenda che dopo sette anni e tre piani di aiuti non è ancora finita.

L’ultimo eurogruppo tenutosi a Bruxelles il 22 maggio scorso è finito con un nulla difatto dopo sette ore di discussioni. Tutto è stato rinviato al prossimo eurogruppo che si terrà il 15 giugno e in quell’occasione si dovrà decidere se dare il via libera alla tranche di aiuti e se trovare una formula per ridurre il debito greco che viaggia al 180% del Pil.

La Grecia è l’unico paese dei cinque dell’eurozona che hanno chiesto aiuto (Irlanda , Cipro, Portogallo e Spagna) che non è ancora uscito dai piani di salvataggio dei creditori internazionali .

L’auto dell’ex premier e l’area isolata dalla polizia, nel centro di Atene (REUTERS/Costas Baltas)


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