Rinviata la restituzione di un miliardo ad Atene

Grecia: nuove bacchettate da Eurogruppo e Fmi

di Stefano Carrer


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(REUTERS)

2' di lettura

Anche se le lezioni ufficiali sono finite e l’esame principale è stato superato con successo, la Grecia è ancora sotto tiro perché non fa sempre i rimanenti (e ancora difficili) «compiti a casa»: in 3 su 16 materie prende l’insufficienza. Nell'uscire dal terzo memorandum nell’agosto scorso, il governo Tsipras si è impegnato a procedere senza deviazioni sulla via di riforme concordate con i creditori europei : l’Eurogruppo di ieri ha deciso di rinviare ancora un esborso da quasi un miliardo di euro in favore di Atene in quanto non tutte le riforme concordate sono state attuate.

«Se tutti gli impegni di riforma saranno attuati, l’Eurogruppo considererà in aprile ulteriori mire di sollievo del debito», ha detto Mario Centeno, capo del club dei ministri della Finanze dell'Eurozona. Su 13 delle 16 riforme concordate, aveva dichiarato la Commissione, il governo Tsipras si è comportato bene, ma su qualche punto i creditori obiettano. Così non viene ancora sborsata ad Atene la prima tranche di profitti per un totale di 4,8 miliardi di euro (profitti di Bce e banche centrali sui bond greci ed extraprofitti sui prestiti del precursore del fondo salvastati) , di cui era stata promessa la restituzione in tranches semestrali, condizionata però a periodiche valutazioni sul fatto che Atene resti in riga. Centeno ha citato in particolare l’insoddisfazione per come si sta profilando la nuova legislazione sulla protezione della prima casa, considerata troppo generosa per i proprietari e penalizzante per le banche.

Una bacchettata è arrivata anche dal Fondo Monetario Internazionale: nel suo primo report post-fine del bailout, l’Fmi, pur apprezzando i progressi fatti da Atene, avverte sui «rischi crescenti tra vulnerabilità ancora significative» . Tra le misure criticate c’è il rialzo dei salari minimi (considerato troppo elevato) ; più in generale, si biasima una «debole cultura sui pagamenti», mentre si sottolinea come problema cruciale quello dei crediti incagliati delle banche, di cui è fondamentale accelerare la riduzione.

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