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Grecia, a picco il valore degli immobili: dal 2008 persi 2mila miliardi

di Vittorio Da Rold

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(© Mariano Pozo)


2' di lettura

In una Atene della politica che si fa sempre più consapevole che l’accordo sul debito, siglato all'ultimo Eurogruppo tenutosi a Lussemburgo non è ancora quello risolutivo, in vista dell'ennesima legge di bilancio lacrime e sangue in autunno, che prevede un surplus primario al 3,5% per cinque anni, si apprende che il valore del mercato immobiliare locale è diminuito di circa 2 mila miliardi di euro dopo lo scoppio della crisi finanziaria iniziata otto anni fa, secondo le stime rilasciate da una società immobiliare greca.

Come è possibile una slavina di queste dimensioni? La società immobiliare in questione, la CBRE-Atria, riporta Ekathimerini, ha calcolato che il mercato greco ha perso il 65% del suo valore negli anni dal 2009 al 2017, una vera e propria mazzata scendendo da circa 3 mila miliardi di euro a 1 mille miliardi di euro di oggi.

Ma come si spiega un simile calo dei prezzi? Il capo della consulenza, Yiannis Perrotis, ha affermato che il problema è che la maggior parte delle proprietà non sono beni di qualità, il che significa che la crisi economica li ha più colpiti più severamente aumentando la loro perdita di valore. «Proprietà come vecchi appartamenti in aree meno ricercate, terreni in aree non turistiche, negozi o uffici di bassa qualità collocati in punti secondari», spiega Perrotis, sono stati colpiti di più. Il calo dei valori è stato aggravato dall'imposizione di un'alta tassazione fiscale sul settore. Naturalmente questo scenario vale soprattutto per il mercato immobiliare di Atene, dove vivono circa 5 milioni dei 10 milioni complessivi del Paese mediterraneo.

È facile trovare esempi di immobili il cui valore negli ultimi anni è sceso del 60-65%: i dati degli agenti immobiliari mostrano che un nuovo appartamento di 60 metri quadrati a Kypseli, nel centro di Atene, venduto per 150.000 euro nel 2008, è stato rivenduto alla fine del 2016 per soli 60mila euro, un calo del 60 percento. Non solo. Un appartamento di nuova costruzione a Ambelokipi, anche questo ad Atene, è stato venduto per 270mila prima della crisi, e oggi è in vendita per soli 120mila euro, in calo del 55 per cento. Spesso il calo del valore degli immobili è stato determinato anche dal degrado urbano aumentato per la diminuzione dei servizi pubblici e dei trasferimenti statali a causa del taglio delle spese e dall'aumento della micro criminalità in alcuni quartieri della capitale.

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Il mercato immobiliare di Atene ha avuto un piccolo incremento nel momento in cui alcuni facoltosi uomini di affari turchi hanno deciso di acquistare casa e spesso sede della propria attività nella capitale greca in seguito al tentato colpo di stato in Turchia nel luglio scorso ma evidentemente questo non è bastato a invertire la tendenza generale.

Il mercato immobiliare delle isole greche, quello più interessante per gli acquirenti stranieri, è però tutta un’altra storia con i prezzi sempre ai massimi grazie a un turismo che non ha conosciuto né crisi né battute di arresto. La Grecia delle isole è infatti un mondo a se stante rispetto alla terribile crisi che ha colpito la Grecia della terraferma dal 2008.

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