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«Green Book», un classico feel-good movie ha conquistato l'Oscar più importante

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

2' di lettura

Anche quest'anno nessun film in lingua straniera ha conquistato l'Oscar più importante. Non se l'è sentita l'Academy di assegnare a «Roma», magnifico lungometraggio messicano di Alfonso Cuarón, l'Oscar al miglior film, nonostante in molti lo vedessero come il grande favorito.
Sarebbe stato il primo titolo in lingua non inglese a vincere l'Oscar principale, ma non ce l'ha fatta e alla fine la statuetta è andata a «Green Book» di Peter Farrelly: una scelta più convenzionale e politically correct, nonostante il film di Farrelly abbia spunti molto interessanti e sia una visione godibile e profonda allo stesso tempo, tra riflessioni politiche sul tema del razzismo e sequenze più leggere e capaci di far sorridere.

È quello che viene definito un “feel-good movie”, un prodotto che fa star bene gli spettatori, ma a cui manca una grande ambizione artistica e in cui non si rischia più di tanto.
Al centro c'è una storia vera: il legame tra un autista italoamericano e un pianista afroamericano nell'America degli anni Sessanta. Lungo la strada che li porterà in diversi stati del Sud, i due costruiranno un rapporto sempre più profondo e scevro da qualsiasi pregiudizio.
Si può considerare «Green Book» una sorta di variazione di «A spasso con Daisy», pellicola di Bruce Beresford del 1989 con Morgan Freeman e Jessica Tandy, che non a caso vinse l'Oscar per il miglior film. Le tematiche sono le stesse, così come la commistione tra momenti spensierati e altri capaci di far riflettere.

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La notte degli Oscar

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Parte del merito del buon risultato della pellicola va anche alla prova di Viggo Mortensen e Mahershala Ali, entrambi in ottima forma con quest'ultimo che si è aggiudicato l'Oscar come miglior attore non protagonista.

Insomma, l'Academy ha scelto di andare sul sicuro con questo film che aveva già vinto il premio del pubblico al Festival di Toronto, il Golden Globe come miglior film nel gruppo delle commedie e dei musical e il riconoscimento principale ai Producers Guild Awards.

Red carpet da Oscar

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Da ricordare che, oltre alla statuetta per il miglior film e a quella per il miglior attore non protagonista, «Green Book» si è portato a casa anche l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, scritta dal regista insieme a Brian Currie e Nick Vallelonga: quest'ultimo è proprio il figlio di quel Tony Lip (pseudonimo di Frank Anthony Vallelonga) che nel film viene interpretato da Viggo Mortensen.

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