Fondi verdi

Green deal, un’opportunità anche per il settore dell’aviazione europea

La Commissione Europea ha stanziato dei fondi ad hoc per sostenere la transizione. Ora spetta alle Regioni il ruolo centrale nella riconversione ecologica degli aeroporti

di Fiorella Lavorgna

(AdobeStock)

2' di lettura

La Commissione Europea, attraverso l’agenzia esecutiva Cinea (European Climate, Environment and Infrastructure Executive Agency) sta lavorando per trasformare il settore dell’aviazione in modo da renderlo più sicuro, ecologico e resiliente alle crisi climatiche. L’agenzia, che ha principalmente lo scopo di dare esecuzione al Green Deal, connette gli attori pubblici e privati coinvolti a vario titolo nel settore dell’aviazione. Com’è noto, il piano europeo per la transizione ecologica prevede di portare le emissioni del territorio dell’Unione a zero entro il 2050, con una tappa intermedia di meno 55% di emissioni entro il 2030. Essendo il settore aereo-spaziale uno dei più difficili da convertire, la Commissione Europea ha stanziato – nel quadro del Green Deal – dei fondi ad hoc per sostenere la transizione. L’agenzia Cinea ha coordinato più di cento progetti finanziati dall’Ue per 513 milioni di euro, di cui la metà sono attualmente in corso e hanno come obiettivo quello di rendere ”green” gli aeroporti e le zone circostanti, ridurre le emissioni sonore e chimiche, sostituire idrogeno ed elettrico al posto dei carburanti tradizionali. Secondo la Commissione Europea, spetta alle Regioni avere il ruolo centrale nella riconversione ecologica degli aeroporti. Questi infatti hanno un forte impatto economico sui territori in cui sorgono. Sono trentotto le regioni europee che hanno deciso di scommettere i fondi loro destinati nel settore aereospaziale, in virtù dell’importanza strategica dell’aviazione ha sul territorio e dell’effetto moltiplicatore sull’economia. Il progetto Arc – Ariport Regions Council – un’organizzazione per la cooperazione interregionale nel settore dell’aviazione – propone piani innovativi per la riconversione degli aeroporti tenendo conto dell’ambiente, dell’economia, del tasso di occupazione delle aree che sorgono attorno agli scali. Uno di questi è OLGA - HolhOListic Green Airport (OLGA), lanciato il 1° ottobre 2021, e che coinvolge anche Milano Malpensa.

La de-carbonizzazione dell’industria rappresenta una delle sfide più difficili per l’Ue

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Secondo questo modello, gli aeroporti e le aree intorno vengono ripensate come delle piccole città verdi, in cui gli spostamenti dentro all’aeroporto e la connettività con l’esterno avviene ad emissioni zero. Il settore dell’aviazione è responsabile per il 3,6% delle emissioni sul territorio europeo. La de-carbonizzazione dell’industria rappresenta una delle sfide più difficili per l’UE, che intende eliminare le emissioni di carbonio entro il 2050. La pandemia ha avuto un impatto devastante sull'ecosistema dell'aviazione europea, il quale dà lavoro a più di mezzo milione di persone e conta un giro di affari di 130 miliardi di euro (nel 2019, fonte Commissione Europea). Ma la transizione ecologica non è l’unica trasformazione che il settore deve attuare nel breve-medio periodo. Dovrà anche dimostrare di essere in grado di dotarsi di tecnologie che ne assicurino la capacità di adattamento in vista di future crisi climatiche. Inoltre, secondo la Commissione, la sicurezza dovrà essere garantita da un processo di digitalizzazione che integri strumenti di intelligenza artificiale, Internet of things (IoT) e realtà aumentata.

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