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Green e hi-tech: questa è la cosmetica del futuro

di Marika Gervasio


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(Agf)

2' di lettura

Personalizzata, hi-tech e, soprattutto, green: sarà così la cosmetica del futuro, secondo una ricerca realizzata da Human Highway per Cosmetica Italia che ha tracciato i trend dei prossimi dieci anni secondo aziende e consumatori. Il denominatore comune è uno: tutti concordano sul fatto che il consumo di prodotti cosmetici in Italia aumenterà, in misura diversa per le diverse categorie, dai profumi alle colorazioni per capelli passando per l’igiene personale e il make-up.

«I consumatori si aspettano prodotti bio, ecologici e personalizzati, mentre le aziende guardano con maggior interesse ai temi della sicurezza e dell’efficacia», commenta Giacomo Fusina, fondatore di Human Highway.

Ma una cosa è certa: l’innovazione passa per il naturale. Il mercato italiano dei cosmetici green vale 950 milioni di euro secondo Cosmetica Italia, pari a circa il 9% del fatturato totale del settore. Inoltre il 70,2% dei consumatori intervistati ha dichiarato che la «produzione sostenibile e attenta all’ambiente e ai vincoli etici» è un trend che guiderà lo sviluppo della cosmetica. Il pubblico è particolarmente sensibile ai temi delle confezioni 100% biodegradabili (36,3%); del cruelty free (34,3%); dei prodotti senza glutine, olio di palma, parabeni (25,3%); del bio friendly (rispetto del corpo, 22,1%); dell’eco friendly (20,6%); del sociale (attenzione lavoratori e territorio, 16,3%); del vegano (11,2%), dei prodotti a chilometro zero (9,2%) e della produzione a ridotto consumo di acqua (8,1%).

L’attenzione all’ambiente riguarda anche il packaging: quello del futuro è personalizzato, sostenibile e intelligente, cioè in grado di dialogare con le app e il mondo del digitale. Il tema del biodegradabile e riciclabile è caro sia alle aziende sia ai consumatori, così come la possibilità di avere contenitori che preservino al meglio il prodotto da agenti esterni e quella di leggere etichette e indicazioni varie avvicinando lo smartphone alla confezione.

Le nuove tecnologie saranno protagoniste anche dei negozi che saranno digitali. «Questo non significa che lo shopping online soppianterà l’acquisto tradizionale», precisa Fusina. Tre consumatori su dieci ritengono che fra dieci anni acquisteranno prevalentemente online e solo marginalmente in store. Una quota simile (27,6%) ritiene, invece, che continuerà a comprare in negozio. La quota maggiore è composta da acquirenti multicanale.

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