ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTrattamento rifiuti

Green e tecno economy, Calabra Maceri realizza l’intera filiera industriale

di Donata Marrazzo

 Il biodigestore di Rende

3' di lettura

Un grande complesso industriale votato al recupero, al riciclo e al trattamento dei rifiuti di origine domestica, commerciale, industriale e artigianale, per un’azienda capace di resistere e di adattarsi alle situazioni più critiche, dalla pandemia al costo dell’energia. Come? «Innovando sempre», è la risposta di Crescenzo Pellegrino, socio fondatore di Calabra Maceri insieme ai fratelli Attilio e Roberto. «I tetti dei nostri capannoni, solo per dirne una, 45mila metri quadrati in totale, sono tutti dotati di impianto fotovoltaico che nelle ore di soleggiamento ci rendono autonomi al 95 per cento».

Fatturato in crescita costante (quasi 71milioni nel 2021), tecnici e operai specializzati e gestione strategica del management, per un totale di 460 persone, fanno di Calabra Maceri un’eccellenza della green economy, un modello di efficienza imprenditoriale, che contribuisce allo sviluppo economico e sostenibile del territorio: l’azienda vanta il primato nazionale per l’immissione in rete di biometano per autotrazione, prodotto con tecnologia innovativa “semi-dry” dal biodigestore anaerobico, che integra gli impianti già esistenti di trattamento, selezione e recupero delle frazioni secche dei rifiuti (carta, plastica e metalli) e il compostaggio aerobico della parte umida del rifiuto solido urbano. Dal 2018 il biodigestore è collegato alla rete nazionale del gas naturale di Snam per gli usi industriali, residenziali e per l’autotrazione.

Loading...

Così, nel pieno rispetto dell’ambiente, il rifiuto diventa risorsa, grazie a una tecnologia innovativa, studiata e sviluppata all’interno dell’impianto industriale di Rende, in provincia di Cosenza: 50.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici si trasformano in 4.2 milioni di metri cubi di biometano avanzato. Un quantitativo utile ad alimentare fino a 4.500 autovetture e percorrere 9 milioni di chilometri, con un risparmio di oltre 16.000 tonnellate di CO2. Inoltre, con la successiva lavorazione del digestato, vengono prodotte 14.000 tonnellate di compost di qualità per agricoltura biologica, certificato dal Consorzio italiano compostatori.

Si tratta di un processo completamente a secco, che non necessita di diluizioni: gli scarti organici provenienti dalla raccolta differenziata vengono sottoposti a frantumazione e omogeneizzazione. Il biogas prodotto viene poi trasformato in biometano e, dopo alcuni controlli, immesso nella rete di distribuzione nazionale. Dunque, da una parte biometano per sostituire i combustibili fossili, dall’altra, ammendante compostato per eliminare i fertilizzanti chimici. Economia circolare, che è poi proprio la mission dell’azienda.

«Dagli anni ’80, quando abbiamo iniziato, a oggi, la famiglia di Calabra Maceri si è allargata. Dall’esperienza del digestore è nato lo spinoff Waste to Methane, in collaborazione con l’Università della Calabria. È stata l’occasione per avviare importanti sodalizi con colossi del settore impiantistico, ritagliandoci un ruolo di primo piano nel panorama dei produttori di impianti di biodigestione anaerobica. Così – spiega Pellegrino - abbiamo realizzato la prima bioraffineria per la produzione di biometano per autotrazione nel Mezzogiorno».

Dalla collaborazione con Waste to Methane sono nati 8 biodigestori (in Sardegna, Veneto, Emilia Romagna), e il fatturato dello spin off, in meno di 4 anni, è passato da 1 milione del 2020 a 11 milioni nel 2021. Le previsioni per il 2022 sono più che promettenti, mentre cresce la competizione con i grandi colossi tedeschi e austriaci, a livello di tecnologia e know how industriale. E le sfide continuano: a Lamezia, con la partecipazione di alcuni imprenditori locali, Calabra Maceri e Waste to Methane faranno partire Fertilis, impianto di trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano, con produzione di biometano e compost per l’agricoltura, che replica il modello progettuale di Rende.

Ha già due anni, invece, Nuova Energia, società che si occupa di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti fotovoltaici per aziende e privati, nata dall’esperienza dei fratelli Pellegrino in materia di energia rinnovabile.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti