La prova sul campo

Green pass, abbiamo provato a chiederlo in 3 modi diversi: ecco com’è andata

C’è uno scarto tra il giorno in cui si ha diritto al green pass e quello in cui è in effetti disponibile

di Alessandro Longo

Articolo aggiornato il 19 giugno alle 14.23

Arriva il green pass per viaggi e eventi, anche in farmacia

4' di lettura

Abbiamo provato a ottenere il green pass in tre modalità diverse, ma non ci siamo riusciti. “Le Regioni ancora non si sono adeguate per rendere disponibili, alla piattaforma nazionale, i dati necessari a fornire il “certificato verde digitale” (o green pass)”, spiega Massimo Mangia, esperto di Sanità digitale (se n’è occupato per anni in Federsanità) e consulente di diversi Governi sul tema.

Sul sito ufficiale del green pass si chiarisce che bisognerà aspettare fino al 28 giugno perché siano disponibili tutte le certificazioni per gli aventi diritto.

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Dal ministero della salute fanno sapere che sabato mattina 4 milioni di italiani avevano scaricato il pass.

Si conferma quindi che c’è in effetti uno scarto tra il giorno in cui si ha diritto al green pass (dopo il tampone negativo, dal 15esimo giorno dopo la prima vaccinazione o dopo la guarigione) e il giorno in cui il pass è in effetti disponibile al cittadino.

La nota positiva è che tutti gli strumenti sono già pronti e utilizzabili, quindi è già possibile vedere come si può fare, in pratica e operativamente, per avere questo certificato, che com’è noto consentirà spostamenti in Europa e accessi a eventi pubblici e privati.

Tempo qualche giorno e chi ha diritto al pass potrà ottenerlo a tutti gli effetti; almeno, così sarà per chi abita nelle Regioni più efficienti dal punto di vista della sanità digitale.

Pass via app IO

Chiunque abbia Spid o Carta di identità elettronica troverà nell’app IO la modalità più comoda. Bisogna aggiornare l’app o scaricarla per la prima volta e si riceverà una notifica quando il pass è disponibile.

Non servirà inserire nessun codice, ma semplicemente accedere all’app appunto tramite Spid o Cie. L’app è collegata direttamente alla piattaforma nazionale (di Sogei) che gestisce il sistema green pass e sa già tutto. Ci mostra il certificato e ci permette di salvarlo sulla galleria.

Ci abbiamo provato ma niente pass anche se in teoria ne avevamo diritto (dal 15esimo giorno dalla prima vaccinazione, presso la Regione Puglia).

Idem per Mangia (sotto il Lazio) e un altro esperto che abbiamo consultato (Eugenio Santorio, dell’istituto Mario Negri, sotto la Regione Lombardia).   

A conferma del problema, quando apriamo l’app IO (nuova versione) compare il messaggio: l’invio dei certificati è in corso e ci vorranno “diversi giorni”.

Pass via piattaforma nazionale

Chi non ha Spid né Cie potrebbe usare la piattaforma nazionale al sito https://www.dgc.gov.it/web. Qui abbiamo provato ad accedere via Spid o Cie (il modo più veloce, ma tanto vale allora farlo su IO che ha il vantaggio di mandarci la notifica quando il pass è pronto senza obbligarci a controllare di giorno in giorno).

È comparso il messaggio che il pass non è ancora disponibile.

Si può accedere anche con i dati della tessera sanitaria o – ma solo per green pass collegati a certificati di guarigione e tampone – con quelli del documento di identità che avevamo utilizzato per quei certificati.

In questi due casi però bisogna anche inserire il codice univoco associato a quel certificato e che ci dovrebbe arrivare via sms o e-mail. Non è arrivato né a chi scrive questo articolo, né a Mangia né a Santoro.

«Chi non ha fornito questi dati di contatto alla struttura sanitaria – del vaccino ad esempio – non potrà ricevere il codice e dovrà recarsi in farmacia per ottenerlo», spiega Mangia.

In farmacia come dal medico si può andare anche per ottenere il pass; modalità pensata dal Governo in particolare per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali.

Immuni

Aggiornando l’app Immuni, troveremo un’altra sezione, dedicata all’”eu digital covid certificate”. Qui ci sono gli stessi campi da compilare che troviamo sul sito con accesso via tessera sanitaria.

L’app Immuni può essere una buona scelta, per il green pass, a chi ha già installato l’app e non ha Spid o Cie.

Il vantaggio di usare l’app invece dell’accesso via sito è che ci permette di avere subito il pass sul cellulare; non dovremo quindi scaricarlo (dal web per stamparlo o portarcelo sul cellulare).

In effetti ricordiamo che il pass andrà mostrato su carta o sul cellulare a chi lo verifica.

Un giudizio complessivo

A parte il fatto che il pass non è disponibile (anche se dovrebbe esserlo, da decreto), abbiamo trovato abbastanza semplici i passaggi da seguire sulla piattaforma nazionale e su Immuni.

E IO è davvero un approccio rivoluzionario per l’accesso diretto al pass.

Sarebbe meglio se gli utenti, all’apertura di IO o Immuni, fossero obbligati all’aggiornamento, così da evitare intoppi. Non tutti sanno o sono tenuti a sapere che devono aggiornare l’app.

Migliorabile il campo – nel modulo – con il codice univoco da inserire sul sito (per chi non ha Spid o Cie) o su Immuni. Bisogna selezionare dal menu a tendina una voce, tra quattro parole in formato tecnico che corrispondono a certificato vaccinale, tampone molecolare negativo, antigenico e certificato di guarigione.

È un passaggio che appare inutilmente involuto, prima di tutto per le parole in codice tecnico utilizzato (AUTHCODE, CUN, NFE, NUCG); idealmente sarebbe meglio inoltre poter inserire direttamente il codice senza bisogno di dire alla piattaforma la sua tipologia.

Questa semplificazione richiederebbe però una migliore integrazione dei vari sistemi sanitari; e già è notevole – mai fatta prima in Italia – l’integrazione di dati tra diverse fonti (centri vaccinali, cliniche, farmacie…) che ha permesso la nascita del sistema green pass nazionale ed europeo.

Ma una migliore integrazione servirebbe soprattutto a ridurre i tempi tecnici di adeguamento delle Regioni che a questo punto bisogna augurarsi siano i più ridotti possibili e non sforino, in nessuna parte d’Italia, il primo luglio, quando entrerà in vigore il relativo regolamento europeo.

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